“Naufragar m’è dolce in questo mar”
Solo un secolo e mezzo fa, quando l’Africa non si conosceva ancora, quando le vette del Tibet erano qualcosa d’inavvicinabile, quando gli abissi marini inquietavano anche i lupi di mare per la loro oscurità, l’immaginazione umana sopperiva a quella mancanza di conoscenze inventando le storie più fantasiose. Storie di razze di uomini con la testa sopra l’ombelico, che risiedevano nelle oscure selve del continente nero. Storie di mostri pelosi che vagavano sulle nevi eterne dei monti più elevati. Storie di piovre gigantesche che affondavano bastimenti nel mezzo degli oceani. Con l’andare del tempo e l’accrescersi delle conoscenze geografiche e scientifiche, le leggende come queste sono andate scemando fino a scomparire, e in un’epoca dove il giro del mondo più che in 80 giorni si fa al massimo in 80 ore la Terra è un luogo quasi più familiare di casa nostra. Ma che dire dei mondi lontani al di fuori del nostro? La conoscenza dell’uomo è giunta fin lì, togliendoci l’illusione dei canali marziani e delle belle abitanti di Venere che popolavano l’immaginazione ingenua degli scrittori di fantascienza dei primi del Novecento. Ma le storie fantastiche ambientate in luoghi reali non sono rimaste a lungo senza eredi. L’immaginazione dell’uomo non si ferma davanti a nulla, e per questo si è andata creando altri mondi, finanche nuovi universi dove sbizzarrire la propria fantasia in territori senza limiti, e dove non solo gli stessi creatori, ma anche coloro che ne sono venuti a conoscenza, vi si sono perduti senza uscirne più. Questo sito vuole esplorarli tutti e conoscerne i segreti più arcani, per valorizzare questi parti della sfrenata fantasia umana e rendere un tributo a coloro che, rifiutando di cedere a un mondo dove non hanno più posto i sogni ad occhi aperti, ne hanno creati altri per la gioia degli irriducibili sognatori.
Ma perché poi ci paiono così irresistibilmente affascinanti questi universi paralleli dove possiamo smarrirci per un po’ per assistere alla caduta di Imperi galattici o a scontri di eserciti luminosi? Qualcuno ha dato un nome a quell’ineffabile quid che stimola la nostra mente in maniera tanto irrazionale: ‘sense of wonder’, nella nostra lingua ‘senso del meraviglioso’. Non c’è altro modo di spiegarlo, ma ci sono molti esempi per capirlo. Immaginate di vedere dalla vetrata di un’astronave il vostro avvicinarsi a un pianeta d’acciaio abitato da quaranta miliardi di esseri umani e che è la sede di un impero galattico; immaginate di vedere dalla cima della torre di una bianca città la partenza di un esercito sullo sfondo cupo di un vulcano eruttante; immaginate un duello nel buio con lame di luce sfavillante e dietro i combattenti una città sospesa nelle nuvole; immaginate un esercito di uomini vestiti da beduini che a cavallo di vermi giganti muove all’assalto di un palazzo fortificato nel mezzo di una tempesta di sabbia; immaginate il salone di un castello dove dei ragazzi fanno le più belle magie e fiocchi di neve cadono dal soffitto aperto sul cielo; immaginate un’astronave che vaga senza meta in una variopinta nebulosa nel mezzo dello spazio siderale; immaginate delle ombre che prendono forma sulla superficie di un lago cupo come la notte senza luna che vi è sopra di esse. Tutti questi sono esempi evocativi del ‘sense of wonder’. Le sensazioni avvertite nell’immaginare queste scene stanno alla base del potere incredibile che hanno questi universi paralleli.
Molti si saranno accorti che gli esempi ora fatti provengono da creazioni molto note. Per l’esattezza, sono quelle sette ‘creazioni’ che in qualche modo ho ritenuto le più fondamentali e le più riuscite, e le più degne di meritare uno spazio a parte, più approfondito, in questo sito. I Fabbricanti di Universi che le hanno dato vita sono:
Isaac Asimov, nato nel 1920, morto nel 1992, entrato nella storia della letteratura per la sua saga della Fondazione e per i suoi racconti sui robot positronici, e uno dei più celebri divulgatori scientifici del mondo.
George Lucas, nato nel 1944, ideatore, sceneggiatore e regista della saga di Guerre Stellari, anche nota come saga di Star Wars, comprendente attualmente cinque film (e l’ultimo capitolo uscirà nel 2005).
John Ronald Reuel Tolkien, nato nel 1892, morto nel 1973, divenuto uno degli scrittori più famosi e celebrati del mondo con la sua trilogia Il Signore degli Anelli, e la mitologia fantastica della Terra-di-Mezzo rappresentata nel Silmarillion.
Frank Herbert, nato nel 1920 e morto nel 1986, autore di Dune e dei quattro romanzi successivi che compongono una delle epopee più celebri della fantascienza.
Joanne Katherine Rowling, nata nel 1965, un tempo donna qualunque ora una delle più ricche e famose del mondo, ha fatto sognare decine di milioni di bambini, giovani e adulti con la sua saga di Harry Potter, di cui attualmente sono usciti cinque romanzi (mancano altri due capitoli).
Eugene Roddenberry, nato nel 1921, morto nel 1991, ideatore del telefilm Star Trek, produttore della Serie Classica e di parte della Next Generation, nonché dei primi cinque film della serie (attualmente sono dieci, e cinque edizioni di telefilm).
Terry Brooks, nato nel 1944, il più grande scrittore fantasy attualmente esistente con la saga di Shannara – attualmente comprendente tredici volumi -, il ciclo di Landover (cinque volumi) e la trilogia del Verbo e del Vuoto.
Da quando è divenuto di uso comune, Internet è stato subito visto come il luogo più adatto al sorgere di ‘circoli’ di appassionati ed estimatori di qualcosa. Così, in tutto il mondo sono proliferati anche siti di fan di Star Trek, o di conoscitori delle opere di Asimov, per non parlare di quelli dedicati a Tolkien o a Star Wars. Giacché il fenomeno di proliferazione di siti è avvenuto nelle prime fasi di Internet, e allora pochi erano gli osservatori e ancor meno quelli attenti da ricordarsene, può essere utile prendere come esempio il caso eclatante del ‘boom’ di webpages nate sull’onda del fenomeno Harry Potter, molto recente. Gli osservatori avranno notato il numero incredibile di siti nati tra il 2001, quando uscì il primo film, e l’anno successivo. Se oggi andiamo a fare una ricerca limitandoci solo ai siti italiani, rimaniamo sbalorditi dal numero di siti ormai chiusi per disinteresse, non aggiornati (il che equivale a dire chiusi), ma ancor di più è da sottolineare il fenomeno dei siti-clone, cioè di tutte quelle pagine identiche nei contenuti, da non poter distinguersi l’una dall’altra. Così, Internet ha facilitato il proliferarsi di siti di appassionati, ma a tutto discapito della qualità contenutistica. Fabbricanti di Universi è nato per offrire ai fan e agli estimatori presenti in Rete qualcosa di più delle solite, scarne e omologate note che offre la maggioranza dei siti. Non è l’unico, ovviamente, a fare ciò. Ma forse è l’unico a tentare di unificare il variegato cosmo di ‘mondi paralleli’ creati dai fabbricanti di universi cercandone i numerosi punti di contatto, mettendoli spesso a confronto, analizzando il sostrato psico-socio-culturale in cui affondano le radici di quell’albero complesso e affascinante che chi ha letto la bellissima novella ‘Foglia’ di Niggle di Tolkien conoscerà bene. I fabbricanti di universi sono come il pittore Niggle, che iniziò a dipingere un albero come soggetto, ma poi si perse nel rappresentare lo sfondo dietro di esso, le creature che vivevano sui suoi rami, le venature delle foglie e del legno… dall’universale al particolare, e viceversa, il sognatore si perde nei dettagli della sua creazione perdendone spesso di vista il fine ultimo, tanto è preso dal processo di sub-creazione. “E’ un dono” esclama Niggle mentre, allargando le braccia, contempla la sua opera conclusa. E noi crediamo che sia davvero un dono, sia che Niggle si riferisca alla sua opera che alla sua capacità di creare. Un dono che chi lo possiede mette a disposizione dei ‘comuni mortali’, perché ne godano e lo usino a proprio piacere. Ma un dono che va ricambiato, e questo sito tenta in qualche modo di compiere questa impossibile missione dimostrando la passione di chi si è perso in quegli universi: “Naufragar mi è dolce in questo mar…”
Tuttavia gli scopi di Fabbricanti di Universi non si esauriscono qui. Ce n’è perlomeno un altro che credo sia fondamentale. Le creazioni di questi fabbricanti di universi sono state spesso e volentieri messe in crisi dal degrado dell’ignoranza, della superficialità e dello snobbismo. Critici letterari macchinosi ed elitari hanno di frequente disprezzato opere di elevatissima profondità come quelle di Asimov o di Tolkien – tanto per citarne due. Una larga fetta dell’opinione pubblica schiava dei luoghi comuni o ancor peggio sorda alla magia di queste creazioni le disdegnano senza conoscerle, diffondendo l’ignoranza. Ma peggio di tutto l’oscena macchina del merchandising ha devastato, corrotto, mutilato senza rimedio tante e tante opere, rendendo – per limitarci a pochi noti esempi – Il Signore degli Anelli o la saga di Harry Potter roba alla stessa stregua dei Power Rangers. E quando le follie del capitalismo e dell’ossessione del denaro distruggono il valore effettivo di qualcosa di veramente grande, chi tiene veramente a quelle cose decide di lottare per difenderle. Questo vale per Fabbricanti di Universi quanto per moltissime altre cose nella vita. Nel nostro caso, il valore culturale degli universi creati da questi sognatori deve essere riscoperto, valorizzato e compreso. E’ lo scopo principale di Fabbricanti di Universi.
Penso che sia necessario concludere con un passo scritto da un uomo della levatura di Isaac Asimov nel 1982, che in qualche modo sintetizza la missione presa con questo sito. «L’entusiasta è sicuramente un missionario. Qualsiasi giovane, che trovi nell’Informazione qualche soggetto esoterico, cercherà di mettersi in contatto con le altre persone che subiscono lo stesso fascino. Se non li trova, si sforzerà di predicare e di convertire. Ed è una cosa interessante e giusta. Disponendo del dovuto tempo, qualsiasi studente che abbia estratto da un computer tutto quello che può su un dato soggetto, comincerà a sforzarsi di apportare un nuovo contributo proprio; ed è cosi che comincia la ricerca, se l’interesse è abbastanza vivace e la curiosità abbastanza forte». Coloro che sono d’accordo con queste parole, collaborino e partecipino nella missione di Fabbricanti di Universi. Vi sto aspettando.
Roberto Paura
Napoli, autunno 2004
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Pubblicato il: 19 marzo, 2010
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