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E' il 1° Agosto 1941.
Mentre in Europa la guerra infuria e l'asse Roma-Berlino
pare prossimo alla conquista del mondo, un giovane
ventunenne di nome Isaac Asimov sta recandosi a far visita
all'editore della rivista Astouding, John Campbell,
che ha già pubblicato numerosissimi racconti del giovane
autore. La leggenda vuole che Asimov stia camminando per
strada, angosciato poiché non sa che trama esporre a
Campbell per il prossimo racconto. Per caso si trova tra le
mani un libro (più specificatamente una raccolta di operette
di Gilbret e Sullivan), lo apre e cerca di farsi venire uno
spunto da un'immagine qualsiasi. Il libro si apre in una
pagina dov'è raffigurato un legionario romano: subito nel
cervello di Asimov si avvia una specie di associazione di
idee. Soldato, Roma, Impero… Impero Galattico. La 'frittata'
è fatta. L'idea fulmina il giovane ragazzo, che si avvia
trionfalmente dall'editore per esporgli la trama del
prossimo lavoro: un romanzo storico sul futuro. John
Campbell è emozionato dalla straordinaria idea di Asimov e
gli consiglia di scrivere non un solo racconto, ma una
imponente serie che delinei tutta la storia futura del
crollo dell'Impero Galattico. La trama è semplice: un impero
millenario (inizialmente della durata di qualche millennio,
si estese poi negli ultimi romanzi a 12000 anni) che domina
tutta la galassia, in rapido crollo. Una scienza, la
Psicostoria, che prevede matematicamente il corso degli
avvenimenti e cerca di abbreviare da trentamila a soli mille
anni l'epoca di barbarie che seguiranno . La Fondazione, un
mondo di scienziati che deve preservare la tecnologia e la
conoscenza per dare inizio, nel giro di un millennio, al
Secondo Impero Galattico. Asimov si riappropria di vecchi
temi usati in alcuni suoi racconti di scarso successo (Pilgrinage)
e li rielabora per dare vita al ciclo epico della Fondazione.
Naturalmente, quello che
dovrà essere un romanzo nascerà prima come racconto. Nel
maggio del 1942 esce su Astouding il primo capitolo
(in Italia Gli Enciclopedisti) e a giugno il secondo,
Briddle and Saddle (lett. Briglia e Sella, ma da noi
prenderà il nome de I Sindaci). Il successo è
immediato e Campbell impone ad Asimov di scrivere altri sei
racconti entro la fine del decennio. Il nostro non si fa
pregare e continua ad aggiungere importanti episodi alla
storia futura della Fondazione, fino insomma al 1949. La
guerra è finita, la vita di Asimov è cambiata, molte cose
sono cambiate in quel decennio. E anche il suo interesse per
la serie della Fondazione: la storia termina bruscamente a
seicento anni dalla sua logica conclusione.
Nel 1952, all'alba dell'era
della pubblicazione di romanzi di SF in edizione rilegata,
la casa editrice Gnome Press ottiene i diritti di
pubblicazione della serie della Fondazione. Vengono
pubblicati i tre romanzi Foundation, Foundation
and Empire e Second Foundation. Le vendite
ristagnano, Asimov non guadagna nemmeno un centesimo e la
cosiddetta Trilogia Galattica rimane sconosciuta, almeno
fino al 1961. In quell'anno il curatore di Asimov presso la
celeberrima casa editrice Doubleday riceve la richiesta di
un editore straniero per la ristampa del ciclo delle
Fondazioni. Venuta a conoscenza dell'infame storia della
Gnome Press, la Doubleday si appropria dei diritti di
pubblicazione della saga. La Gnome Press non fa storie,
giacché nel frattempo è ormai andata in fallimento.
L'editore, però, giudica il primo capitolo di Foundation
troppo confuso e Asimov accetta di scrivere un altro
capitolo iniziale per chiarire meglio la storia. Gli
Psicostorici diviene così il Capitolo Uno, mentre Gli
Enciclopedisti si trasforma nel suo seguito. Esce così
il Ciclo della Fondazioni. Il successo è fenomenale. I tre
romanzi vengono tradotti in numerose lingue, in ogni parte
del mondo, arricchendo il loro autore nonché la casa
editrice. In Italia vengono pubblicati coi titoli
Cronache della Galassia, Il Crollo della Galassia
Centrale e L'altra faccia della Spirale. Nel 1966
si tiene a Cleveland la Convention Mondiale sulla
Fantascienza, durante la quale vengono assegnati i
prestigiosi premi Hugo. Il Ciclo delle Fondazioni riceve la
candidatura per il premio speciale "miglior serie",
chiaramente Asimov sa che tale premio non può che venire
assegnato (meritatamente) alla trilogia del Signore degli
Anelli: a sorpresa, è la Fondazione ad ottenerlo.
Dopo aver abortito un altro
romanzo della serie, la Fondazione continua ad essere
ignorata (relativamente) dal suo autore, nonostante le
pressanti richieste dei fans. Nel 1981 la Doubleday
ordina ad Asimov di scrivere un nuovo romanzo. "Un
romanzo sui robot?" chiede Asimov. "No", risponde Doubleday.
"Forse, un'altra autobiografia?". "Assolutamente no". Il
Romanzo deve essere sulla Fondazione. Asimov, tremante,
accetta. Nasce L'Orlo della Fondazione, e il successo
è ancora più sconvolgente: per venticinque settimane rimane
nell'elenco dei libi più venduti del "New York Times"! Gli
anni scivolano via e la Fondazione sembra restia ad andare
avanti. Nel 1986, sempre più pressato dalle richieste dei
fans, Asimov pubblica reticente il nuovo romanzo
Foundation and Earth (Fondazione e Terra). E' fin da
subito chiaro che questo nuovo romanzo, oltre ad essere
molto più corposo dei precedenti, ha poca attinenza con
l'iniziale concezione di 'saga storica' della Fondazione. Si
tratta della logica continuazione dell'Orlo, e
presenta una trama molto meno epica delle precedenti, ma non
staremo in questa sede ad elencarne pregi e difetti.
Nel 1987 la serie della
Fondazione è del tutto abbandonata. I fans non hanno perso
le speranza, ma le loro richieste sembrano essersi fatte
meno pressanti. Un giorno, racconta sempre la leggenda,
Asimov si trova in ascensore con un ragazzo, suo
coinquilino, che gli suggerisce di tornare indietro nel
tempo e raccontare la vita di Seldon da giovane. E' quello
che ci vuole per rimettere in moto le rotelle del nostro
Buon Dottore: nel 1988 esce un nuovo, voluminoso, romanzo:
Prelude to Foundation (Preludio alla Fondazione). In
questa storia Asimov ci narra della nascita della
Psicostoria, della vita del giovane Seldon, dei retroscena
di tutta la Fondazione e di molto altro ancora. "Preludio"
non viene visto di buon occhio dalla critica, ma si tratta
senza alcun dubbio di un miglioramento di stile
considerevole.
Il successo, comunque, non
è da meno dei precedenti volumi. Asimov, che ci ha preso
gusto, inizia la lavorazione del seguito di "Preludio":
Forward the Foundation (Fondazione Anno Zero). I primi
tre capitoli appaiono sulla rivista da lui gestita, la Isaac
Asimov Science Fiction, e dovrebbero in seguito esse
conclusi con un quarto capitolo. Messe insieme, le storie
sarebbero dovute essere pubblicate in volume unico. Ma è il
1992, la vecchiaia incombe, e Asimov non riesce più a
concentrarsi nello scrivere. Muore poco dopo aver completato
l'ultimo capitolo, che secondo alcuni sarebbe stato scritto
in realtà dalla seconda moglie Janet Jeppson. Il romanzo
esce postumo, e il successo è mondiale. Al di là dei pochi
apprezzamenti della critica, "Fondazione Anno Zero"
rappresenta il romanzo più riuscito in assoluto che sia mai
stato scritto da Asimov: possiede il senso di 'romanzo
storico' originale all'ennesima potenza e uno straordinario
romanticismo; ma il suo vero punto di forza sono i
personaggi. Finalmente, i veri protagonisti non sono gli
eventi storici ma i sentimenti dei personaggi. Altro che
caduta di stile come hanno sprezzantemente detto alcuni
commentatori: Fondazione Anno Zero è un romanzo degno
di entrare nella storia della letteratura. Il suo unico
difetto è stato l'essere pubblicato in un'era dominata dalla
letteratura Cyberpunk, troppo presa dal pessimismo e dalla
disillusione per tenere conto di simili capolavori. Se con "Fondazione
e Terra" abbiamo temuto il peggio, il grande Asimov si è
saputo rivalutare brillantemente con gli ultimi romanzi,
completando la sua vita in modo eccelso.
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