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Ognuna delle saghe presenti in
questo sito basa il proprio successo su punti di forza ben definiti.
Isaac Asimov, per quanto abbia creato un numero sterminato di opere,
è ricordato soprattutto per la sua originalissima saga delle
Fondazioni. Dunque, quali sono le trovate di maggior efficacia in
quest'opera? Sicuramente, il suo valore di 'romanzo storico' seppur
ambientato nel futuro, e la brillante invenzione della scienza della
Psicostoria, che continua ancora oggi ad affascinare sociologi di
ogni genere.
Prendiamo prima di tutto in
considerazione il fattore Storia dei romanzi della Fondazione. Come
lo stesso Asimov rivela, per la sua opera si ispirò alla celebre
Storia del Declino e della Caduta dell'Impero Romano di Gibbon,
e in effetti l'enorme compagine dell'Impero Galattico si può
facilmente comparare con il più grande impero del mondo, quello
romano, se non per un fattore: la mancanza di nemici esterni. Se
l'Impero Romano era costretto a difendersi dalle ondate barbariche e
dal nemico per eccellenza (almeno nell'epoca appena precedente il
Declino), il regno dei Parti, sostituito poi con i Persiani,
l'Impero Galattico abbraccia tutta la Via Lattea e al di fuori di
essa non ci sono razze capace di minacciarla. Ecco dunque trovata (forse)
la causa della durata diversa dei due imperi: quello Romano durò
circa quattro secoli, e crollò soprattutto per gli attacchi dei
barbari; quello Galattico durò dodicimila anni, e finì per cadere a
causa della rigidità delle caste, del disinteresse verso
l'esplorazione spaziale, della corruzione, in breve a causa della
mancanza di stimoli che rigenerassero l'ormai consunto apparato
burocratico e militare dell'Impero. Oltre a questo ovvio punto in
comune, se ne possono riconoscere molti altri: negli ultimi anni di
entrambi gli Imperi, il governo viene retto da sovrani fantoccio,
per lo più giovanissimi. Tra i romani abbiano gli esempi di
Elagabalo, Gordiano III, Onorio e Romolo Augustolo. In Fondazione
si parla di "assassinii, saccheggi e rapine, fatte in nome
dell'Imperatore bambino, già da tempo giustamente assassinato",
mentre il potere è in mano a primi ministri, giunte militari e altri
nobili: come Romolo Augustolo fu spodestato da un valido generale
barbaro, Odoacre, l'ultimo imperatore Dagobert IX (come il suo
corrispettivo storico sovrano solo di fatto) viene spodestato dal
Mulo, il mutante che sconvolgerà i piani delle Fondazioni mettendo
in ginocchio tutta la galassia. Anche con la caduta dell'Impero
Galattico viene a mancare tutta la cultura e la conoscenza esistente
un tempo: addirittura viene dimenticata la pratica per ottenere
energia atomica, nella galassia si torna al petrolio e al carbone!
Ci sono anche alcuni riferimenti storici evidentissimi: ad esempio,
si può riconoscere facilmente che la figura di Cleon II, l'ultimo
grande Imperatore galattico, si rifà a quella di Giustiniano. Cleon
"è importante per il rinascimento artistico e politico che ebbe
luogo durante il suo regno", e inoltre il suo regno viene spesso
associato alle conquiste del suo generale Bel Riose. Bel Riose è
naturalmente la storpiatura del nome del famoso generale bizantino
Belisario, che riconquistò buona parte del mondo romano sotto
Giustiniano. Allo stesso modo, Bel Riose fu uno dei più grandi
conquistatori della galassia, riappropriandosi di numerosi territori
periferici appartenenti al governo di Trantor. Come il suo
corrispettivo storico, Bel Riose verrà richiamato in patria e cadrà
in disgrazia, ingiusta vittima di una congiura di palazzo ordita ai
suoi danni. Infine, va ricordata senz'altro la caduta di Roma, la
grande capitale dell'Impero Romano. Anche nella saga di Asimov la
capitale viene conquistata e saccheggiata da barbari, in questo caso
rappresentati da un non meglio identificato "ribelle Gilmer". Così
come accadde sulla Terra, la caduta della capitale segna la fine
definitiva dell'Impero: il pianeta Trantor, popolato da 40 miliardi
di abitanti, viene in massima parte devastato e saccheggiato, decine
di miliardi di persone muoiono nel più tragico olocausto della
storia e la famiglia imperiale si rifugia sul piccolo pianeta che
ribattezzano Neotrantor, dove l'ultimo sovrano Dagobert IX verrà
spodestato mezzo secolo più tardi dal Mulo.
Non ci sono, però, riferimenti solo
alla storia romana nella grande saga delle Fondazioni. Ad esempio,
nel grande scontro tra l'Impero Galattico e la Fondazione, si può
riconoscere un riferimento alla Battaglia della Manica tra Spagna e
Inghilterra combattuta nel 1588: gli enormi galeoni spagnoli
dell'Invicibile Armada (l'imponente flotta imperiale) furono
sconfitti dalle piccole e maneggevoli navi inglesi (i mercantili e
le piccole astronavi della Fondazione). Un appassionato italiano di
Asimov, Paolo Marcon, in una sua recensione della saga delle
Fondazioni riconosce anche riferimenti alla Seconda Guerra Mondiale:
"Il Mulo (…) richiama alla memoria Hitler e la sua follia
conquistatrice, le due fondazioni sembrano due blocchi contrapposti
che cercano di scrutarsi senza vedersi bene (…) Ricordano il
capitalismo e il comunismo da sempre in lotta ideologica, ciascuno
basato sugli opposti dell'altro." Insomma, Asimov utilizza un
grande numero di riferimenti storici per dare spessore alla sua
massima creazione, rendendola credibilissima e vissuta. Un vero
colpo di genio.
Ed è sicuramente ancora più geniale
la straordinaria scienza della Psicostoria da lui creata, entrata a
tutti gli effetti nell'elenco delle più grandi invenzioni della
fantascienza moderna. La Psicostoria, in poche parole, è una scienza
matematica che prevede a grandi linee il comportamento delle masse
umane sotto determinati stimoli sociali. E' una scienza che utilizza
elementi di storia e sociologia per prevedere a grandi linee il
percorso futuro che intraprenderà la razza umana. Il suo inventore
nei romanzi di Asimov è il grande matematico Hari Seldon, la storia
del quale viene narrata nei prequel delle Fondazioni "Preludio
alla Fondazione" e "Fondazione Anno Zero". La scienza
della Psicostoria si basa sul fatto che tutto ciò che è avvenuto nel
nostro passato non sia il risultato delle azioni di singoli
personaggi, ma il risultato delle azioni delle masse. Perché questa
scienza completamente inventata affascina così tanto gli studiosi
della nostra epoca? Per il fatto che, almeno in partenza, la sua
idea è giusta: il percorso storico intrapreso dall'umanità è
realmente frutto delle azioni delle masse. Dando per giusta questa
considerazione, forse è realmente possibile la previsione del nostro
futuro. E' questo che appassiona i sociologi interessati alla
realizzazione della scienza della Psicostoria. In effetti, prevedere
il futuro della nostra specie non è poi così difficile per alcune
persone, e anche adesso esistono degli 'esperti', chiamati
futurologi, il cui compito è quello di dirci cosa accadrà nel
prossimo futuro; facciamo un esempio a titolo puramente discorsivo:
la sempre maggiore ostilità tra il cosiddetto mondo Occidentale e
quello Islamico porterà all'inevitabile conseguenza di un conflitto
a breve termine tra i due modi di vita, e la molla è scattata con la
guerra in Afganistan. Se tale conflitto non si scatenerà entro un
secolo, è ovvio che uno dei due 'mondi' sarà destinato a tramontare
e vedrà la Terra sotto l'egemonia del vincitore. Una situazione del
genere c'è stata con la guerra fredda tra USA e URSS: il conflitto
diretto non c'è stato ed alla fine l'URSS è tramontata. C'è già
quindi un esempio di come la storia tenda a volte a ripetere vecchi
schemi. Io, come molte altre persone, ho fatto questa 'previsione'
basandomi sull'intuito. La scienza della Psicostoria, invece, compie
previsioni molto precise basate su sistemi matematici, equazioni,
calcoli algebrici, operazioni di logica. Per l'invenzione di questa
scienza Asimov si basò sulla teoria del moto cinetico dei gas,
secondo la quale è possibile prevedere i movimenti non dei singoli
atomi, ma dei gas in generale. Dunque, non è possibile prevedere le
reazioni di un singolo individuo, ma solo quelle della massa.
Naturalmente, più grande è la massa su cui si basano i calcoli, più
alta è la possibilità che le previsioni si verifichino. Molti esseri
umani applicano una specie di Psicostoria semplificata nella loro
vita: ci sono quelli che prevedono l'andamento delle borse, il
comportamento delle folle alle manifestazioni, i risultati
elettorali e anche altre cose nel loro piccolo. Tutte queste
previsioni vengono fatte in massima parte tramite l'intuito, ma
coloro che le hanno fatte hanno scorto sotto il caos apparente delle
masse un comportamento che può essere previsto.
La scienza della Psicostoria, però,
è chiaramente inattuabile. Facciamo un semplice esempio: una folla a
una manifestazione. Sembra che tutto si svolgerà pacificamente ma
cosa accadrebbe se una persona, un folle, gettasse una bomba su un
gruppo di agenti incaricati di sorvegliare i manifestanti? Si
scatenerebbe il finimondo, ci sarebbero cariche di poliziotti e
fuggi fuggi generale. La Psicostoria non può certo prevedere che un
singolo individuo compia un simile atto, che comunque sconvolge
tutti i piani e cambia l'esito della manifestazione. Allo stesso
tempo, l'andamento storico previsto per gli anni futuri potrebbe
completamente cambiare se, ad esempio, venissimo contattati da una
razza aliena. La Psicostoria può concepire un simile evento? Tolstoj
diceva: "I Napoleoni non nascono a caso": questo significa che per
portare sulla scena un personaggio come il Bonaparte ci volle la
Rivoluzione Francese, per portare Hitler al potere ci volle la crisi
economica tedesca, ecc. Si può dire, quindi, che l'ascesa di grandi
personaggi storici sia prevedibile psicostoricamente perché è il
frutto delle azioni delle masse: ma nella saga della Fondazione
arriva qualcosa che sconvolge del tutto il Piano Seldon, il
complesso piano concepito per prevedere il futuro della galassia
nell'arco di mille anni: l'avvento di un mutante, una creatura
totalmente imprevedibile, il Mulo. Un personaggio del genere non è
prevedibile e la Psicostoria va a farsi benedire! E quindi ovvio che,
come ci dice l'elfa Galadriel nel film del Signore degli Anelli:
"Anche l'essere più piccolo può cambiare il corso della Storia". Un
singolo essere umano può esercitare il libero arbitrio e mandare a
rotoli la Psicostoria, cambiando il futuro dell'umanità.
In definitiva, il pensiero che un
singolo uomo possa cambiare le sorti della galassia ci rallegra,
perché ci fa capire come ogni individuo esistito, esistente e che
esisterà abbia importanza nella trama della storia. L'umanità non è
una massa di pecoroni del tutto prevedibile, nasconde in sé una
grande originalità di pensiero, a volte questo porta a risultati
negativi, a volte (poche) a risultati positivi. L'essere umano in sé
conta. Nessuno può capire i pensieri del suo prossimo e prevedere le
sue mosse, nessuno potrà capire i pensieri dell'umanità e prevederne
il suo futuro.
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