Isaac Asimov | Star Wars | J.R.R. Tolkien | Dune | Harry Potter | Star Trek | Terry Brooks

 

 

 

 

La copertina del volume terzo di Tutti i racconti di Asimov nella prima edizione Mondadori del 1991.

Gold è l'antologia postuma che raccoglie gli ultimissimi racconti di Asimov.

Un'antologia davvero unica che raccoglie molti racconti inediti di Asimov e alcune storie scritte in sua memoria.

Asimov Story raccoglie 27 storie introvabili del periodo '39-'49 commentate da Asimov stesso.

L'Antologia personale raccoglie numerosissime storie arricchite dal commento di Asimov.

Per chi si avvicina allo scrittore, Il Meglio di Asimov offre alcune delle sue migliori storie.

Tutti i miei robot è la raccolta definitiva di tutte le storie di robot, che unisce Io, robot e Il Secondo libro dei Robot.

 

 

 

 
TUTTI I RACCONTI

Isaac Asimov non ha scritto solo un vastissimo numero di romanzi di fantascienza e saggi, ma anche un immenso numero di racconti - brevi e lunghi - apparsi inizialmente sulle riviste specializzate americane e poi in antologie apposite. Anche in Italia ora sono disponibili praticamente tutti i racconti di Asimov. In questo elenco sono presenti quasi tutti. Oltre ai titoli, completi di anno d'uscita e antologia in cui è possibile reperirli, c'è anche un breve riassunto e un giudizio da 1 a 5 stelle. In seguito per i racconti più significativi e originali saranno scritti articoli di commento singoli.

Attualmente sono presenti tutti i racconti sui robot,  le storie tra gli anni ’50 e ’60 e la maggior parte degli ultimi racconti tra la fine degli ’80 e il 1992.

Viene rispettato l'ordine alfabetico

2430 d.C. 1970. Antologia personale. Nell'anno 2430 l'umanità si sarà sparsa sulla Terra al punto da ricoprirla interamente con i suoi trilioni di abitanti. Un solo uomo rifiuta di sacrificare gli ultimi esemplari della fauna e della flora sopravvissuti, ma la volontà della massa conformista lo contringerà a cedere. Un'inquietante distopia che fa riflettere sulla sovrappopolazione e il concetto di massa. ****

AL-76 1941. Tutti i miei robot. Racconto molto umoristico, questo, in cui Asimov ci racconta di un robot fuggito dall'industria dove è stato fabbricato e che provoca il panico nelle persone che lo incontrano. Un uomo deciderà di sfruttarlo per i propri scopi, ma ne subirà le terribili conseguenze. Irresistibile.  ****

A prova d’errore 1990. I Racconti Inediti. Curioso ma brillante racconto vagamente autobiografico di uno scrittore alle prese con le sue prime esperienze col word processor. Con uno stile leggero e divertente, Asimov dimostra di essere capace di stupire anche affrontando temi della vita di tutti i giorni. ****

Bene più grande, Il 1972. Antologia personale. La Terra è diventa un unico immenso giardino dall'ecosistema attentamente controllato. Uno scienziato cerca di ottenere dal governo la concessione per ricreare habitat naturali dove far rifiorire la fauna e la flora sterminati dall'ascesa dell'Uomo. E' una seconda versione del precedente 2430 d.C., con un finale positivo rispetto al primo. ***

Biliardo darwiniano 1950. Antologia personale. Un gruppo di amici scienziati discute sull'evoluzionismo e il creazionismo, giugendo a riflettere sulla possibilità che il prossimo gradino dell'evoluzione (o del progetto divino) sia l'ascesa delle macchine e la caduta dell'Uomo. Poco di nuovo, l'impianto è quello classico del dialogo fra alcune persone. **

Bugiardo! 1941. Tutti i miei robot. In questo racconto appare per la prima volta la robopsicologa Susan Calvin, alle prese con un robot che per errore è in grado di leggere nelle menti altrui. La Calvin si ritroverà per la prima volta ad affrontare le sue vere emozioni. Una trama eccellente, che analizza anche gli aspetti più profondi della psicologia umana,  per un finale che è forse uno dei più incredibili colpi di genio di Asimov. *****

Certezza di esperto 1975. Tutti i miei robot. Un racconto breve in cui il supercomputer Multivac si rifiuta di rispondere ai comandi degli operatori. La soluzione proposta da un ragazzino è quanto mai insolita (e piuttosto assurda). Sicuramente dimenticabile.  **

Che cosa importa a un'ape? 1957. Antologia personale. Un uomo piuttosto eccentrico si rivela essere un alieno sotto mentite spoglie, che da migliaia di anni sta facendo evolvere la civiltà umana al solo scopo di raggiungere la tecnologia spaziale adeguata a fargli lasciare il pianeta e giungere su un altro. Trama introspettiva poco appassionante. **

Che tu te ne prenda cura 1974. Tutti i miei robot. Secoli dopo la morte di Susan Calvin, la U.S. Robots è alle prese con un problema fondamentale: fallire o trasformare la sua produzione di robot umanoidi in qualcosa di più versatile? A due superobot il compito di stabilirlo. Un racconto che tocca moltissimi temi superbamente affrontati da Asimov, come il futuro del genere umano, le implicazioni della tecnologia, il rapporto uomo-macchina, e che termina con un inquietante voltafaccia alla Prima Legge. *****

Chiazze verdi 1950. Antologia personale. Di ritorno da una missione su un pianeta, una squadra si rende conto che tutti gli organismi viventi sono infettati da qualcosa che rende parti del loro corpo (quasi sempre gli occhi) chiazze di peluria verde. La squadra dovrà cercare di togliere di mezzo l’infezione prima che questa sbarchi sulla Terra e colpisca l’umanità. Un racconto tipico degli anni ’50, con qualche sfumatura horror. ***

Circolo Vizioso 1942. Tutti i miei robot. Il primo racconto in cui sono enunciate le 3 leggi della robotica. Gli esperti roboticisti Powell e Donovan, inviati su Mercurio, pianeta portagrane, finiscono per perdere il controllo del robot a cui sono legati per sopravvivere e dovranno inventare di tutto per riprenderlo e non morire arrostiti. Trama perfetta e appassionante. ****

Conflitto evitabile 1950. Tutti i miei robot. Compaiono qui Susan Calvin e Stephen Byerly, già apparsi ne “La Prova”, alle prese con una complessa situazione mondiale che vede l’umanità preda delle strane macchinazioni dei potenti Calcolatori elettronici al governo. Un interessante racconto geopolitico di Asimov che sviluppa il problema del progresso umano e del ruolo della macchine nel nostro futuro. ***

Correttore di bozze, Il 1957. Tutti i miei robot. La U.S. Robots è finita in tribunale davanti alle accuse di uno studioso che punta il dito contro il proprio robot aiutante il quale, per essere fedele alla Prima Legge, ha cambiato senza permesso molte parti del libro scritto da questo per non recare offese a coloro che potevano leggerlo. Ingegnoso punto di partenza per un racconto forse superficiale ma decisamente accattivante. ***

Crumiro 1955(?). Antologia personale. Un sociologo visita un piccolo mondo autosufficiente dove gli uomini hanno relegato l’attività del trattamento dei rifiuti – considerata abominevole – a una famiglia di ‘intoccabili’. Quando il capofamiglia entrerà in sciopero, rischierà di provocare l’apocalisse. Un tema sociale molto scottante dalle interessanti premesse sviluppato fino all’estremo in modo davvero magistrale. ****

Cultura microbica 1951. Antologia personale. Uno scienziato nucleare coinvolto nel progetto per la costruzione di uno scudo anti-bomba impazzisce e cerca di uccidersi. Alcuni esperti cercheranno di far luce sull’origine di questo comportamento e scopriranno che lo scienziato ha sviluppato una tesi inquietante. Un’idea di base davvero geniale che tuttavia non viene ben sviluppata e finisce per perdere forza con l’andare della trama. ***

Dito della scimmia, Il 1953. Antologia personale. Uno scrittore di fantascienza, per dimostrare al proprio editore la validità della sua storia, compie un esperimento con una scimmia in grado di scrivere interi poemi partendo da un piccolo brano. Simpatico racconto in parte - come rivela Asimov - autobiografico. ***

E se… 1949. Antologia personale. Un racconto atipico in cui due sposini in un treno si chiedono che corso avrebbe preso la loro vita se la serie di circostanze che li hanno fatti incontrare non fosse avvenuta. A soddisfarli sarà uno strano passeggero. Storia sentimentale che Asimov riesce a reggere in maniera perfetta. ****

Esilio sull'inferno 1968. Antologia personale. In futuro non troppo lontano, i criminali sono condannati a scontare la loro pena in esilio sulla Terra, dove il cielo aperto, la natura e i mari sconfinati appaiono infernali ai loro occhi. Piuttosto banale nel soggetto e fiacco nella narrazione. *

Essere Razionale 1941. Tutti i miei robot. Prima storia che ha come protagonista la coppia Powell e Donovan, alle prese con un robot che non vuole ubbidire ai loro ordini poiché considera un'altra macchina come suo creatore e Dio. Una delle storie sui robot più originali e significative mai scritte. *****

Esplorazione vegetale 1956. Antologia personale. Una coppia di astronauti sbarca su un pianeta abitato da una civiltà primitiva che convince loro a recarsi sul pianeta gemello. Qui essi scopriranno che lo strano tipo di fiori del primo pianeta si trova anche nel secondo, e scopriranno qual è la vera civiltà intelligente. Originale. ***

Everest 1953. Antologia personale. Breve storia in cui alcuni studiosi tentano di conquistare la vetta dell'Everest ma scoprono che è abitata dai marziani. Divertissement scritto di getto da Asimov qualche mese prima della conquista dell'Everest, ma pubblicato tre mesi dopo e quindi già inattuale. **

Fedele amico dell'uomo, Il 1975. Tutti i miei robot. Una storia breve leggermente mielosa in cui si mette in evidenza l'impossibilità di sostituire un cane vero con uno robotico. Piuttosto patetico tranne che nello stile.  **

Finalmente… 1977. Tutti i miei robot. Racconto fin troppo lungo e noioso, incentrato su un esperimento scientifico portato a termine da un gruppo di personaggi monocorde. Stile deludente, trama soporifera. *

Fondatori, I 1965. Antologia personale. Quattro sopravvissuti a un naufragio su un pianeta inabitabile lottano per trasformare l'ambiente circostante e renderlo vivibile. Solo alla loro morte spunteranno i primi frutti. Asimov cerca di essere straziante senza riuscirci in pieno. **

Fratellino, Il 1990. I Racconti Inediti. Una coppia di coniugi è in lotta tra chi predilige il figlio naturale e chi invece il fratellino robotico appositamente acquistato per fare da compagnia al bambino. Finché ci sarà da decidere quale dei due salvare. Racconto a tratti umoristico ma con un finale piuttosto angosciante e che cerca di far luce sul tema di cosa un genitore cerchi dal proprio figlio. ***

Giorno dei cacciatori, Il 1950. Antologia personale. In un bar tre uomini, parlando di macchine del tempo, s'imbattono in un anziano ubriaco che racconta loro la verità sull'estinzione dei dinosauri, causata da una civiltà di lucertole cacciatrici dotate di armi laser. Storia poco convincente, salvata dalla morale finale. **

Immagine Speculare 1972. Il Meglio di Asimov. Scritto da Asimov sotto 'insistenza' dei suoi fan, è un racconto giallo da poltrona che ha come protagonista la coppia Elijah Baley - R. Daneel Oliwav, già apparsa nella trilogia di romanzi sui robot. Non troppo emozionante, ma è da apprezzare lo stile da Shelock Holmes. ***

Iniziativa personale 1944. Tutti i miei robot. La coppia di roboticisti Donovan e Powell è alle prese con un robot “multiplo”, che cioè comanda autonomamente altri robot meno versatili in lavori estrattivi. Ma il robot inspiegabilmente perde ogni tanto la testa e si lancia in inquietanti marcette con i suoi compagni. Un racconto classico sui robot che presenta un tipico rompicapo intellettuale asimoviano e si dimostra anche molto divertente. ****

Inserire il lato A nell’incastro B 1957. Antologia personale. Storia brevissima scritta dal vivo durante un convegno di fantascienza, ironizza in modo arguto sull’assurda complessità dei manuali d’istruzioni. Molto originale nel soggetto, più debole nello stile (forse per la sua brevità). ***

Intuito femminile 1969. Tutti i miei robot. Nel racconto di commiato della celebre Susan Calvin, la robopsicologa ormai in pensione riveste un ruolo centrale nel futuro del pianeta. Grazie alle sue capacità, la Calvin riesce a recuperare le coordinate di alcune stelle che hanno attorno ad esse pianeti vivibili, perdute perché il robot che la aveva scoperte era andato distrutto. Il miglior epilogo che poteva essere scritto. ****

Junior 1950(?). Antologia personale. Un potente calcolatore raggiunge lo stato di autocoscienza e comincia a dare problemi ai suoi due costruttori, che tentano di tutto per disattivarlo. Il racconto segue due linee principali la cui seconda, la storia tra l’ingegnere e la fidanzata, si unisce alla prima in maniera forse troppo ridicola. ***

Lenny 1957. Tutti i miei robot. La robopsicologa Susan Calvin analizza il comportamento di un robot che, per errore, ha la mente di un bambino e si comporta quindi come tale. Anche se lo stile e la trama potevano forse essere migliori, questa storia come molte altre in cui appare la Calvin analizza in modo perfetto profondi aspetti umani come l’istinto materno. ***

Luciscultura 1973. Tutti i miei robot. Racconto breve che ha come protagonista un'estrosa vecchietta e il suo fidato robot scombinato che l'aiuta nel lavoro, conteso dalla U.S. Robots. Finale col morto! ***

Macchina che vinse la guerra, La 1968. Antologia personale. Il supercomputer Multivac ha portato l’umanità, dopo dieci anni di guerre, a sconfiggere il mondo di Deneb. Ma l’uomo che traduceva i suggerimenti e i responsi del computer rivela che in realtà i dati sono stati manipolati da lui secondo un sistema un po’ primitivo. Storia in cui il tema del rapporto uomo-macchina segna un punto importante per l’uomo. ***

Meccanismo di fuga 1945. Tutti i miei robot. Un racconto storico di Asimov. La coppia di roboticisti Donovan e Powell, con la partecipazione straordinaria di Susan Calvin, sperimenta la prima nave a motore iperspaziale, il cui progetto è stato sviluppato da un computer con impulsi umani (e quindi imprevedibili). Divertente e geniale, ma a tratti anche inquietante. *****

Meglio non farlo 1954. Antologia personale. Due scienziati, gli ultimi sopravvisuti a una catastrofe nucleare, s'interrogano sul futuro. Il colpo di scena finale alla Brown non salva un racconto mediocre. **

Mio figlio, il fisico (?). Antologia personale. La madre di un fisico, venuto a trovare il figlio, usa il suo senso pratico per trovare la soluzione ad un problema di comunicazioni interplanetarie. Divertente storiella senza troppe pretese. ***

Mosche 1949. Antologia Personale. Un uomo alle prese con la difficile convivenza con le mosche, le quali hanno la bizzarra abitudine di andargli addosso. Racconto originale nel soggetto ma un po’ banale nello stile. ***

Natale senza Rodney 1988. I Racconti Inediti. Una coppia di coniugi decide di mandare in ferie il proprio robot per Natale, ma dovrà subirne le conseguenze. Nonostante il punto di partenza molto interessante, il racconto prosegue in modo superficiale e termina lasciando scontento il lettore. **

Nulla! 1957. Antologia personale. Due scienziati inventano la macchina del tempo e cercano di recarsi nel futuro, ma per un errore tecnico si ritroveranno sospesi nel nulla. Poco di nuovo. **

Occhi non soltanto per vedere 1964. Antologia personale. Tra centinaia di milioni di anni, l’umanità è pura energia. Un ‘uomo’ tenta di costruire una sua copia di materia basandosi sui ricordi di come era fatto il corpo umano. Angosciante e in certi versi straziante racconto sulla natura umana. Forse un po’ troppo patetico. ***

Ospite 1958. Antologia personale. Una dottoressa accoglie in casa sua un esperto di un altro pianeta che aiuterà il suo staff in ricerche molto importanti. Ma il marito, un poliziotto, è insospettito dallo strano ospite e comincerà delle indagini che lo porteranno a scoprire una sconvolgente verità. Una storia ottimamente orchestrata, con personaggi davvero notevoli e colpi di scena di tutto rispetto. Folgorante! *****

Parola-chiave 1968. Antologia personale. Il supercomputer Multivac, da cui dipende l'esistenza dell'umanità, si rifiuta di operare. Un po' di gentilezza sarà la soluzione. Storiella senza troppe pretese con un simpatico finale. ** 

Pausa, La 1954. Antologia personale. Uno scienziato scopre improvvisamente che nessuno più conosce la radioattività né tantomeno le bombe atomiche. Ad aver operato questo miracolo è una civiltà aliena che sta cercando di preservare l'umanità dall'autodistruzione. Affascinante storia piena di mistero e di speranza. ****

Pergamena, La 1953. Antologia personale. Un giovane avvocato, alle prese con uno stramplato ma geniale zio scienziato, trova un modo per trarre quattrini dall'ultima invenzione di questi: una macchina per ricostruire documenti del passato. Lo stile umoristico rende molto piacevole il racconto per il resto poco originale. ***

Per una buona causa 1951. Antologia personale. Sulla Terra un gruppo di pacifisti lotta per fermare una guerra sanguinosa tra gli umani e una razza di un altro sistema stellare. A capitanare questo gruppo è un uomo che verrà più volte imprigionato per le proprie idee ma che alla fine dovrà fare i conti con una realtà diversa da quella che credeva. Un racconto davvero profondo sul tema degli eroi e della gloria a cui va ai posteri l’ardua sentenza di decidere se fu vera o no. ****

Pianeti comprasi 1958. Antologia personale. Il governo della Terra riceve da una civiltà aliena una strana richiesta: acquistare il pianeta Giove per trasformarlo in un cartellone pubblicitario e battere la concorrenza interstellare. Divertentissimo soggetto. ***

Playboy e il dio limaccioso, ovvero: cos’è questa cosa che chiamiamo amore? 1938. Antologia personale. Un uomo e una donna, presi a caso, vengono rapiti da una nave aliena che sta studiando il processo di accoppiamento umano. Gli alieni tenteranno ogni espediente per far accoppiare i due. Sviluppato in toni umoristici, il racconto mostra una grande acutezza nel ridicolizzare gli aspetti più strani dell’amore e del sesso. ****

Prima Legge, La 1956. Tutti i miei robot. Storia raccontata in prima persona da Michael Donovan, qui in solitaria senza il collega Powell. Tratta di un robot perso in una tormenta di neve che adotta un animale e lo prende come proprio figlio, finendo per minacciare gli umani che lo vogliono catturare e andando contro la Prima Legge. Debole, inutile e insignificante. *

Prova, La 1946. Tutti i miei robot. La U.S. Robots e la robopsicologa Susan Calvin si trovano di fronte a una strana richiesta di un politico: scoprire se il suo avversario nelle prossime elezioni, Stephen Byerley, sia un robot. Una trama ingegnosa sviluppata magistralmente da Asimov e con un finale che lascia adito a molte personali interpretazioni. ****

Razza di deficienti 1958. Antologia personale. Uno dei più citati racconti di Asimov, in cui l'Immenso Naron, che supervisiona l'evoluzione delle civiltà dell'universo al livello di maturità, depenna quella terrestre giudicandola una "razza di deficienti". Un racconto con morale, simile alle favole di Esopo. ***

Rischio 1955. Tutti i miei robot. Debole storia scritta con superficialità su un tecnico di una base scientifica costretto ad entrare in un’astronave che da un momento all’altro potrebbe svanire dalla realtà per disattivarne i circuiti. Interessante solo il tema di base. **

Robbie 1940. Tutti i miei robot. E' il primo storico racconto di Asimov sui robot. La storia narra di un robot bambinaia, Robbie, adorato dalla piccola bambina che accudisce, ma i genitori di questa lo vogliono togliere di mezzo. Bisogna considerarlo come un Asimov in rodaggio, quindi senza criticare la trama piuttosto ingenua. ***

Robot scomparso, Il 1947. Tutti i miei robot. In una base scientifica segreta posta sugli asteroidi un robot con un cervello modificato perde la testa e fugge. Viene ricondotto alla base ma confuso tra molti altri robot non modificati, e sarà una sfida per la dottoressa Susan Calvin scoprire tra i tanti chi è il vero robot scomparso. Intrigante racconto che presenta uno dei classici rompicapi scientifici alla Asimov.  ****

Sally 1953. Tutti i miei robot. Storia raccontata in prima persona dal protagonista, in un mondo in cui vivono automobili pensanti. Toni inquietanti verso la conclusione, che va spaventosamente contro la Prima Legge della Robotica.  ***

Scià Guido G. 1951. Antologia personale. In un prossimo futuro la Terra è dominata dal Sekjen (contrazione di Segretario Generale delle Nazioni Unite) che governa dalla città delle nuvole di Atlantide. Due ribelli faranno crollare Atlantide e la dittatura. Il racconto, come ammette Asimov, è solo un pretesto per il gioco di parole finale, ma è evocativo. ***

Segregazionista, Il 1967. Tutti i miei robot. Storia di un robot medico che si fa da promotore di una crociata in favore di organi sostitutivi in plastica anziché in metallo. Critica contro la trasformazione dell'uomo tramite gli innesti artificiali che a volte vengono impiantati nei corpi. Molto interessante.  ***

Se saremo uniti 1956.  Tutti i miei robot. Storia ambientata in un futuro robotico in cui c'è ancora la Guerra Fredda: alcuni robot sovietici camuffati stanno per convergere in America allo scopo di distruggere un'intera città, o peggio… Ottimo finale. ***

Si prende un fiammifero 1972. Antologia personale. Dopo un balzo iperspaziale, una nave da crociera si ritrova bloccata nel cuore di una nebulosa. Per riattivare i motori, in assenza di idrogeno, un insegnante delle scuole inferiori propone di usare la vecchia combustione del cherosene. Storia ingegnosa con personaggi ben caratterizzati. ***

Soddisfazione garantita 1951. Tutti i miei robot. Una donna comune e con problemi comuni alle prese con la convivenza forzata con un servizievole robot umanoide. Stile leggero, trama molto simpatica ma che porta a interessanti riflessioni sulla natura umana. ****

Sorriso del Chipper, Il 1989. I Racconti Inediti. Sconclusionato racconto sulla lotta di due specie di robot per l’amore di una loro simile. Non si capisce dove Asimov volesse andare a parare. Meglio trascurarlo. *

Straniero in paradiso 1974. Tutti i miei robot. Pesantissimo racconto statico e indigeribile incentrato su due esseri umani fratelli di sangue in una società in cui ciò non avviene più. Da evitare *

Stregone moderno 1965. Antologia personale. Un professore di chimica scopre il metodo per incrementare il desiderio amoroso tra le persone non sposate. Lo userà durante un ballo universitario, sconvolgendo tutto e tutti. Straordinaria prova d’umorismo vittoriano di Asimov, perfettamente riuscita. Anche se la trama non è originale (il racconto è una versione moderna di una commedia di Gilbret e Sullivan), personaggi e stile risultano eccezionali. ****

Tiotimolina fra le stelle, La 1972. Antologia personale. All'Accademia di astronautica un insegnante spiega ai suoi studenti come le proprietà endocroniche della molecola della tiotimolina permetteranno loro di viaggiare nello spazio, facendo attenzione ai possibili paradossi temporali. Due cadetti si divertiranno a fargli venire un colpo. Gradito ritorno della tiotimolina nelle storie di Asimov. ***

Tricentenario 1976. Tutti i miei robot. Racconto interessante ma senza né arte né parte, che racconta di una trama degna di film d'azione su un complotto per mettere al posto del Presidente degli USA un suo sostituto robotico. **

Un giorno… 1956. Tutti i miei robot. Racconto breve dai toni lievemente drammatici e infantili in cui la storia s'incentra sulla scuola del futuro composta da professori robot e su un vecchio automa cantastorie che progetta la sua vendetta sui padroni. Va inquietantemente contro la Prima Legge.  ***

Una così bella giornata 1953. Antologia personale. In un’epoca in cui tutti gli spostamenti avvengono tramite ‘teletrasporti’, un ragazzino riscopre la gioia delle passeggiate all’esterno. Storia geniale che rovescia la concezione claustrofila di Asimov (i luoghi chiusi: Trantor, la Terra di Abissi d’Acciaio) e che affronta interessanti problematiche futuristiche. ****

Una statua per papà 1959. Antologia personale. Lungo monologo di un uomo che racconta di come il proprio padre, nel tentativo di portare dal passato dei dinosauri, finisce per ottenere la celebrità dopo aver scoperto la bontà della carne di questi esemplari. Soggetto ridicolo, il racconto è strututturato in maniera tale da annoiare il lettore. *

Unico modo, L' 1968. Antologia personale. Lo scontro atavico tra scienza ed esercito si ripropone in questo racconto dove Asimov dimostra la cieca ottusaggine di un generale, ansioso di usare come arma un congegno che manipola le menti ma che finisce per ritorcersi contro di lui. Apologia pacifista ben congegnata. ***

Uomo Bicentenario, L’ 1976. Tutti i miei robot. In quello che è sicuramente il racconto più celebre di Asimov, il robot NDR-114 si evolve mentalmente nel tempo fino a raggiungere il momento in cui chiede di ottenere la definizione di essere umano a tutti gli effetti. Asimov affronta con uno stile serio e mai patetico il tema impegnatissimo di cosa rende tale l’essere umano, in una affascinante ricerca che fa sorgere «inquietanti interrogativi su dove finisca il meccanico e cominci il vivente». *****

Vero amore 1977. Tutti i miei robot. Originale storia in cui un programmatore di computer, alla ricerca della donna perfetta, utilizza la sua creazione per trovare tra le miliardi di persone il Vero Amore. Racconto con un finale incredibilmente originale, che affronta temi su cui riflettere (più importante ciò che c’è fuori o ciò che c’è dentro? o anche: hardware o software?).  ****

Visioni di robot 1991. I Racconto Inediti. L’ultima storia di Asimov sui robot, ma anche una delle più belle in assoluto. Un robot viene inviato nel futuro per sapere cosa è accaduto alla razza umana, e al ritorno presenta un quadro felice e benestante. Ma la perfezione apparente nasconde in realtà un incredibile segreto. Geniale saluto finale di Asimov al mondo dei robot. *****

Vittoria involontaria 1942. Tutti i miei robot. Storia squallida che ha come protagonisti robot dai nomi assurdi utilizzati dagli esseri umani in un conflitto. Trama indegna di Asimov, stile penoso, assolutamente dimenticabile. *

Zucchero filato 1959. Antologia personale. I coniugi Wright si interrogano sull'identità dei loro nuovi vicini di casa, i Sakkaro, che passano il tempo a prendere il sole e scrutare il cielo per rifugiarsi in casa al minimo sentore di pioggia. Durante una gita insieme, scopriranno la natura non umana dei loro ospiti. Storia simpatica molto fantastica e poco scientifica. ***

Prossimamente seguiranno altri racconti

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