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Isaac
Asimov non ha scritto solo un vastissimo numero di romanzi
di fantascienza e saggi, ma anche un immenso numero di
racconti - brevi e lunghi - apparsi inizialmente sulle
riviste specializzate americane e poi in antologie apposite.
Anche in Italia ora sono disponibili praticamente tutti i
racconti di Asimov. In questo elenco sono presenti quasi
tutti. Oltre ai titoli, completi di anno d'uscita e
antologia in cui è possibile reperirli, c'è anche un breve
riassunto e un giudizio da 1 a 5 stelle. In seguito per i
racconti più significativi e originali saranno scritti
articoli di commento singoli.
Attualmente sono presenti tutti i racconti sui robot, le storie tra gli anni ’50 e ’60 e la maggior parte
degli ultimi racconti tra la fine degli ’80 e il 1992.
Viene rispettato l'ordine alfabetico
2430 d.C.
1970. Antologia
personale. Nell'anno 2430 l'umanità si sarà sparsa sulla
Terra al punto da ricoprirla interamente con i suoi trilioni
di abitanti. Un solo uomo rifiuta di sacrificare gli ultimi
esemplari della fauna e della flora sopravvissuti, ma la
volontà della massa conformista lo contringerà a cedere.
Un'inquietante distopia che fa riflettere sulla
sovrappopolazione e il concetto di massa.
****
AL-76
1941. Tutti i miei robot.
Racconto
molto umoristico, questo, in cui Asimov ci racconta di un
robot fuggito
dall'industria dove è stato fabbricato e che provoca il panico nelle
persone che lo incontrano. Un uomo deciderà di sfruttarlo
per i propri scopi, ma ne subirà le terribili conseguenze.
Irresistibile.
****
A prova
d’errore
1990. I Racconti Inediti.
Curioso ma brillante racconto vagamente autobiografico di
uno scrittore alle prese con le sue prime esperienze col
word processor. Con uno stile leggero e divertente, Asimov
dimostra di essere capace di stupire anche affrontando temi
della vita di tutti i giorni. ****
Bene più
grande, Il 1972.
Antologia personale. La Terra è diventa un unico immenso
giardino dall'ecosistema attentamente controllato. Uno
scienziato cerca di ottenere dal governo la concessione per
ricreare habitat naturali dove far rifiorire la fauna e la
flora sterminati dall'ascesa dell'Uomo. E' una seconda
versione del precedente 2430 d.C., con un finale
positivo rispetto al primo.
***
Biliardo
darwiniano 1950.
Antologia personale. Un gruppo di amici scienziati
discute sull'evoluzionismo e il creazionismo, giugendo a
riflettere sulla possibilità che il prossimo gradino
dell'evoluzione (o del progetto divino) sia l'ascesa delle
macchine e la caduta dell'Uomo. Poco di nuovo, l'impianto è
quello classico del dialogo fra alcune persone.
**
Bugiardo!
1941. Tutti i miei
robot. In questo racconto appare per la prima volta la
robopsicologa Susan Calvin, alle prese con un robot
che per errore è in grado di leggere nelle menti altrui. La
Calvin si ritroverà per la prima volta ad affrontare le sue
vere emozioni. Una
trama eccellente, che analizza anche gli aspetti più
profondi della psicologia umana, per un finale che è forse
uno dei più incredibili colpi di genio di Asimov.
*****
Certezza di
esperto
1975. Tutti i miei robot.
Un racconto breve in
cui il supercomputer Multivac si rifiuta di rispondere ai
comandi degli operatori. La soluzione proposta da un
ragazzino è quanto mai insolita (e piuttosto assurda).
Sicuramente dimenticabile.
**
Che cosa
importa a un'ape? 1957.
Antologia personale. Un uomo piuttosto eccentrico si
rivela essere un alieno sotto mentite spoglie, che da
migliaia di anni sta facendo evolvere la civiltà umana al
solo scopo di raggiungere la tecnologia spaziale adeguata a
fargli lasciare il pianeta e giungere su un altro. Trama
introspettiva poco appassionante.
**
Che tu te
ne prenda cura
1974. Tutti i miei robot. Secoli dopo la morte di
Susan Calvin, la U.S. Robots è alle prese con un problema
fondamentale: fallire o trasformare la sua produzione di
robot umanoidi in qualcosa di più versatile? A due superobot
il compito di stabilirlo. Un racconto che tocca moltissimi
temi superbamente affrontati da Asimov, come il futuro del
genere umano, le implicazioni della tecnologia, il rapporto
uomo-macchina, e che termina con un inquietante voltafaccia
alla Prima Legge. *****
Chiazze
verdi 1950. Antologia
personale. Di ritorno da una missione su un pianeta, una
squadra si rende conto che tutti gli organismi viventi sono
infettati da qualcosa che rende parti del loro corpo (quasi
sempre gli occhi) chiazze di peluria verde. La squadra dovrà
cercare di togliere di mezzo l’infezione prima che questa
sbarchi sulla Terra e colpisca l’umanità. Un racconto tipico
degli anni ’50, con qualche sfumatura horror.
***
Circolo
Vizioso 1942.
Tutti i miei robot. Il primo racconto in cui sono
enunciate le 3 leggi della robotica. Gli esperti roboticisti
Powell e Donovan, inviati su Mercurio, pianeta portagrane,
finiscono per perdere il controllo del robot a cui sono
legati per sopravvivere e dovranno inventare di tutto per
riprenderlo e non morire arrostiti. Trama perfetta e
appassionante. ****
Conflitto
evitabile
1950. Tutti i miei robot. Compaiono qui Susan
Calvin e Stephen Byerly, già apparsi ne “La Prova”, alle
prese con una complessa situazione mondiale che vede
l’umanità preda delle strane macchinazioni dei potenti
Calcolatori elettronici al governo. Un interessante racconto
geopolitico di Asimov che sviluppa il problema del progresso
umano e del ruolo della macchine nel nostro futuro. ***
Correttore
di bozze, Il
1957. Tutti i miei robot. La U.S. Robots è finita
in tribunale davanti alle accuse di uno studioso che punta
il dito contro il proprio robot aiutante il quale, per
essere fedele alla Prima Legge, ha cambiato senza permesso
molte parti del libro scritto da questo per non recare
offese a coloro che potevano leggerlo. Ingegnoso punto di
partenza per un racconto forse superficiale ma decisamente
accattivante. ***
Crumiro
1955(?).
Antologia personale. Un sociologo visita un piccolo mondo
autosufficiente dove gli uomini hanno relegato l’attività
del trattamento dei rifiuti – considerata abominevole – a
una famiglia di ‘intoccabili’. Quando il capofamiglia
entrerà in sciopero, rischierà di provocare l’apocalisse. Un
tema sociale molto scottante dalle interessanti premesse
sviluppato fino all’estremo in modo davvero magistrale.
****
Cultura
microbica
1951. Antologia personale. Uno scienziato nucleare
coinvolto nel progetto per la costruzione di uno scudo
anti-bomba impazzisce e cerca di uccidersi. Alcuni esperti
cercheranno di far luce sull’origine di questo comportamento
e scopriranno che lo scienziato ha sviluppato una tesi
inquietante. Un’idea di base davvero geniale che tuttavia
non viene ben sviluppata e finisce per perdere forza con
l’andare della trama. ***
Dito della
scimmia, Il 1953.
Antologia personale. Uno scrittore di fantascienza, per
dimostrare al proprio editore la validità della sua storia,
compie un esperimento con una scimmia in grado di scrivere
interi poemi partendo da un piccolo brano. Simpatico
racconto in parte - come rivela Asimov - autobiografico.
***
E se…
1949. Antologia personale. Un racconto atipico in cui due
sposini in un treno si chiedono che corso avrebbe preso la
loro vita se la serie di circostanze che li hanno fatti
incontrare non fosse avvenuta. A soddisfarli sarà uno strano
passeggero. Storia sentimentale che Asimov riesce a reggere
in maniera perfetta.
****
Esilio
sull'inferno 1968.
Antologia personale. In futuro non troppo lontano, i
criminali sono condannati a scontare la loro pena in esilio
sulla Terra, dove il cielo aperto, la natura e i mari
sconfinati appaiono infernali ai loro occhi. Piuttosto
banale nel soggetto e fiacco nella narrazione.
*
Essere
Razionale
1941. Tutti i miei robot.
Prima storia che ha come protagonista la coppia Powell e
Donovan, alle prese con un robot che non vuole ubbidire ai
loro ordini poiché considera un'altra macchina come suo
creatore e Dio. Una delle storie sui robot più originali e
significative mai scritte. *****
Esplorazione vegetale
1956. Antologia personale. Una coppia di astronauti
sbarca su un pianeta abitato da una civiltà primitiva che
convince loro a recarsi sul pianeta gemello. Qui essi
scopriranno che lo strano tipo di fiori del primo pianeta si
trova anche nel secondo, e scopriranno qual è la vera
civiltà intelligente. Originale.
***
Everest
1953. Antologia
personale. Breve storia in cui alcuni studiosi tentano di
conquistare la vetta dell'Everest ma scoprono che è abitata
dai marziani. Divertissement scritto di getto da Asimov
qualche mese prima della conquista dell'Everest, ma
pubblicato tre mesi dopo e quindi già inattuale.
**
Fedele
amico dell'uomo, Il
1975. Tutti i miei robot.
Una storia breve
leggermente mielosa in cui si mette in evidenza
l'impossibilità di sostituire un cane vero con uno robotico.
Piuttosto patetico tranne che nello stile.
**
Finalmente…
1977. Tutti i miei robot.
Racconto fin troppo
lungo e noioso, incentrato su un esperimento scientifico
portato a termine da un gruppo di personaggi monocorde.
Stile deludente, trama soporifera.
*
Fondatori,
I 1965. Antologia
personale. Quattro sopravvissuti a un naufragio su un
pianeta inabitabile lottano per trasformare l'ambiente
circostante e renderlo vivibile. Solo alla loro morte
spunteranno i primi frutti. Asimov cerca di essere
straziante senza riuscirci in pieno.
**
Fratellino,
Il
1990. I Racconti Inediti. Una coppia di coniugi è
in lotta tra chi predilige il figlio naturale e chi invece
il fratellino robotico appositamente acquistato per fare da
compagnia al bambino. Finché ci sarà da decidere quale dei
due salvare. Racconto a tratti umoristico ma con un finale
piuttosto angosciante e che cerca di far luce sul tema di
cosa un genitore cerchi dal proprio figlio.
***
Giorno dei
cacciatori, Il 1950.
Antologia personale. In un bar tre uomini, parlando di
macchine del tempo, s'imbattono in un anziano ubriaco che
racconta loro la verità sull'estinzione dei dinosauri,
causata da una civiltà di lucertole cacciatrici dotate di
armi laser. Storia poco convincente, salvata dalla morale
finale.
**
Immagine
Speculare
1972. Il Meglio di Asimov. Scritto da Asimov sotto
'insistenza' dei suoi fan, è un racconto giallo da poltrona
che ha come protagonista la coppia Elijah Baley - R. Daneel
Oliwav, già apparsa nella trilogia di romanzi sui robot. Non
troppo emozionante, ma è da apprezzare lo stile da Shelock
Holmes. ***
Iniziativa
personale 1944.
Tutti i miei robot. La coppia di roboticisti Donovan e
Powell è alle prese con un robot “multiplo”, che cioè
comanda autonomamente altri robot meno versatili in lavori
estrattivi. Ma il robot inspiegabilmente perde ogni tanto la
testa e si lancia in inquietanti marcette con i suoi
compagni. Un racconto classico sui robot che presenta un
tipico rompicapo intellettuale asimoviano e si dimostra
anche molto divertente.
****
Inserire il
lato A nell’incastro B
1957. Antologia personale. Storia brevissima scritta dal
vivo durante un convegno di fantascienza, ironizza in modo
arguto sull’assurda complessità dei manuali d’istruzioni.
Molto originale nel soggetto, più debole nello stile (forse
per la sua brevità).
***
Intuito
femminile 1969.
Tutti i miei robot. Nel racconto di commiato della
celebre Susan Calvin, la robopsicologa ormai in pensione
riveste un ruolo centrale nel futuro del pianeta. Grazie
alle sue capacità, la Calvin riesce a recuperare le
coordinate di alcune stelle che hanno attorno ad esse
pianeti vivibili, perdute perché il robot che la aveva
scoperte era andato distrutto. Il miglior epilogo che poteva
essere scritto.
****
Junior
1950(?). Antologia personale. Un potente
calcolatore raggiunge lo stato di autocoscienza e comincia a
dare problemi ai suoi due costruttori, che tentano di tutto
per disattivarlo. Il racconto segue due linee principali la
cui seconda, la storia tra l’ingegnere e la fidanzata, si
unisce alla prima in maniera forse troppo ridicola. ***
Lenny
1957. Tutti i
miei robot. La robopsicologa Susan Calvin analizza il
comportamento di un robot che, per errore, ha la mente di un
bambino e si comporta quindi come tale. Anche se lo stile e
la trama potevano forse essere migliori, questa storia come
molte altre in cui appare la Calvin analizza in modo
perfetto profondi aspetti umani come l’istinto materno. ***
Luciscultura
1973. Tutti i miei robot.
Racconto breve che
ha come protagonista un'estrosa vecchietta e il suo fidato
robot scombinato che l'aiuta nel lavoro, conteso dalla U.S.
Robots. Finale col morto!
***
Macchina
che vinse la guerra, La
1968. Antologia
personale. Il supercomputer Multivac ha portato l’umanità,
dopo dieci anni di guerre, a sconfiggere il mondo di Deneb.
Ma l’uomo che traduceva i suggerimenti e i responsi del
computer rivela che in realtà i dati sono stati manipolati
da lui secondo un sistema un po’ primitivo. Storia in cui il
tema del rapporto uomo-macchina segna un punto importante
per l’uomo. ***
Meccanismo
di fuga
1945. Tutti i miei robot. Un racconto storico di
Asimov. La coppia di roboticisti Donovan e Powell, con la
partecipazione straordinaria di Susan Calvin, sperimenta la
prima nave a motore iperspaziale, il cui progetto è stato
sviluppato da un computer con impulsi umani (e quindi
imprevedibili). Divertente e geniale, ma a tratti anche
inquietante. *****
Meglio non
farlo 1954. Antologia
personale. Due scienziati, gli ultimi sopravvisuti a una
catastrofe nucleare, s'interrogano sul futuro. Il colpo di
scena finale alla Brown non salva un racconto mediocre.
**
Mio figlio,
il fisico (?).
Antologia personale. La madre di un fisico, venuto a
trovare il figlio, usa il suo senso pratico per trovare la
soluzione ad un problema di comunicazioni interplanetarie.
Divertente storiella senza troppe pretese. ***
Mosche
1949. Antologia
Personale. Un uomo alle prese con la difficile convivenza
con le mosche, le quali hanno la bizzarra abitudine di
andargli addosso. Racconto originale nel soggetto ma un po’
banale nello stile. ***
Natale
senza Rodney
1988. I Racconti Inediti. Una coppia di coniugi
decide di mandare in ferie il proprio robot per Natale, ma
dovrà subirne le conseguenze. Nonostante il punto di
partenza molto interessante, il racconto prosegue in modo
superficiale e termina lasciando scontento il lettore. **
Nulla!
1957. Antologia
personale. Due scienziati inventano la macchina del tempo
e cercano di recarsi nel futuro, ma per un errore tecnico si
ritroveranno sospesi nel nulla. Poco di nuovo.
**
Occhi non
soltanto per vedere
1964. Antologia personale. Tra centinaia di
milioni di anni, l’umanità è pura energia. Un ‘uomo’ tenta
di costruire una sua copia di materia basandosi sui ricordi
di come era fatto il corpo umano. Angosciante e in certi
versi straziante racconto sulla natura umana. Forse un po’
troppo patetico. ***
Ospite
1958. Antologia
personale. Una dottoressa accoglie in casa sua un esperto
di un altro pianeta che aiuterà il suo staff in ricerche
molto importanti. Ma il marito, un poliziotto, è
insospettito dallo strano ospite e comincerà delle indagini
che lo porteranno a scoprire una sconvolgente verità. Una
storia ottimamente orchestrata, con personaggi davvero
notevoli e colpi di scena di tutto rispetto. Folgorante!
*****
Parola-chiave 1968.
Antologia personale. Il supercomputer Multivac, da cui
dipende l'esistenza dell'umanità, si rifiuta di operare. Un
po' di gentilezza sarà la soluzione. Storiella senza troppe
pretese con un simpatico finale.
**
Pausa, La
1954. Antologia
personale. Uno scienziato scopre improvvisamente che
nessuno più conosce la radioattività né tantomeno le bombe
atomiche. Ad aver operato questo miracolo è una civiltà
aliena che sta cercando di preservare l'umanità
dall'autodistruzione. Affascinante storia piena di mistero e
di speranza.
****
Pergamena,
La 1953. Antologia
personale. Un giovane avvocato, alle prese con uno
stramplato ma geniale zio scienziato, trova un modo per
trarre quattrini dall'ultima invenzione di questi: una
macchina per ricostruire documenti del passato. Lo stile
umoristico rende molto piacevole il racconto per il resto
poco originale.
***
Per una
buona causa
1951. Antologia personale.
Sulla Terra un gruppo di pacifisti lotta per fermare una
guerra sanguinosa tra gli umani e una razza di un altro
sistema stellare. A capitanare questo gruppo è un uomo che
verrà più volte imprigionato per le proprie idee ma che alla
fine dovrà fare i conti con una realtà diversa da quella che
credeva. Un racconto davvero profondo sul tema degli eroi e
della gloria a cui va ai posteri l’ardua sentenza di
decidere se fu vera o no. ****
Pianeti
comprasi 1958.
Antologia personale. Il governo della Terra riceve da una
civiltà aliena una strana richiesta: acquistare il pianeta
Giove per trasformarlo in un cartellone pubblicitario e
battere la concorrenza interstellare. Divertentissimo
soggetto.
***
Playboy e
il dio limaccioso, ovvero: cos’è questa cosa che chiamiamo
amore? 1938.
Antologia personale. Un uomo e una donna, presi a caso,
vengono rapiti da una nave aliena che sta studiando il
processo di accoppiamento umano. Gli alieni tenteranno ogni
espediente per far accoppiare i due. Sviluppato in toni
umoristici, il racconto mostra una grande acutezza nel
ridicolizzare gli aspetti più strani dell’amore e del sesso.
****
Prima
Legge, La 1956.
Tutti i miei robot. Storia raccontata in prima persona da
Michael Donovan, qui in solitaria senza il collega Powell.
Tratta di un robot perso in una tormenta di neve che adotta
un animale e lo prende come proprio figlio, finendo per
minacciare gli umani che lo vogliono catturare e andando
contro la Prima Legge. Debole, inutile e insignificante. *
Prova, La
1946. Tutti i
miei robot. La U.S. Robots e la robopsicologa Susan
Calvin si trovano di fronte a una strana richiesta di un
politico: scoprire se il suo avversario nelle prossime
elezioni, Stephen Byerley, sia un robot. Una trama ingegnosa
sviluppata magistralmente da Asimov e con un finale che
lascia adito a molte personali interpretazioni.
****
Razza di
deficienti 1958.
Antologia personale. Uno dei più citati racconti di
Asimov, in cui l'Immenso Naron, che supervisiona
l'evoluzione delle civiltà dell'universo al livello di
maturità, depenna quella terrestre giudicandola una "razza
di deficienti". Un racconto con morale, simile alle favole
di Esopo.
***
Rischio
1955. Tutti i miei robot. Debole storia scritta con
superficialità su un tecnico di una base scientifica
costretto ad entrare in un’astronave che da un momento
all’altro potrebbe svanire dalla realtà per disattivarne i
circuiti. Interessante solo il tema di base. **
Robbie
1940. Tutti i miei robot. E' il primo storico racconto di
Asimov sui robot. La storia narra di un robot bambinaia,
Robbie, adorato dalla piccola bambina che accudisce, ma i
genitori di questa lo vogliono togliere di mezzo. Bisogna
considerarlo come un Asimov in rodaggio, quindi senza
criticare la trama piuttosto ingenua.
***
Robot
scomparso, Il
1947. Tutti i miei robot. In una base scientifica segreta
posta sugli asteroidi un robot con un cervello modificato
perde la testa e fugge. Viene ricondotto alla base ma
confuso tra molti altri robot non modificati, e sarà una
sfida per la dottoressa Susan Calvin scoprire tra i tanti
chi è il vero robot scomparso. Intrigante racconto che
presenta uno dei classici rompicapi scientifici alla
Asimov. ****
Sally
1953. Tutti i
miei robot. Storia raccontata in prima persona dal
protagonista, in un mondo in cui vivono automobili pensanti.
Toni inquietanti verso la conclusione, che va
spaventosamente contro la Prima Legge della Robotica.
***
Scià Guido
G. 1951. Antologia
personale. In un prossimo futuro la Terra è dominata dal
Sekjen (contrazione di Segretario Generale delle Nazioni
Unite) che governa dalla città delle nuvole di Atlantide.
Due ribelli faranno crollare Atlantide e la dittatura. Il
racconto, come ammette Asimov, è solo un pretesto per il
gioco di parole finale, ma è evocativo.
***
Segregazionista, Il
1967. Tutti i miei robot.
Storia di un robot medico che si fa da promotore di una
crociata in favore di organi sostitutivi in plastica anziché
in metallo. Critica contro la trasformazione dell'uomo
tramite gli innesti artificiali che a volte vengono
impiantati nei corpi. Molto interessante. ***
Se saremo
uniti 1956.
Tutti i miei robot. Storia ambientata in un futuro
robotico in cui c'è ancora la Guerra Fredda: alcuni robot
sovietici camuffati stanno per convergere in America allo
scopo di distruggere un'intera città, o peggio… Ottimo
finale. ***
Si prende
un fiammifero 1972.
Antologia personale. Dopo un balzo iperspaziale, una nave
da crociera si ritrova bloccata nel cuore di una nebulosa.
Per riattivare i motori, in assenza di idrogeno, un
insegnante delle scuole inferiori propone di usare la
vecchia combustione del cherosene. Storia ingegnosa con
personaggi ben caratterizzati.
***
Soddisfazione garantita
1951. Tutti i
miei robot. Una donna comune e con problemi comuni alle
prese con la convivenza forzata con un servizievole robot
umanoide. Stile leggero, trama molto simpatica ma che porta
a interessanti riflessioni sulla natura umana. ****
Sorriso del
Chipper, Il
1989. I Racconti Inediti. Sconclusionato racconto sulla
lotta di due specie di robot per l’amore di una loro simile.
Non si capisce dove Asimov volesse andare a parare. Meglio
trascurarlo. *
Straniero
in paradiso
1974. Tutti i miei robot. Pesantissimo racconto statico e
indigeribile incentrato su due esseri umani fratelli di
sangue in una società in cui ciò non avviene più. Da
evitare
*
Stregone
moderno
1965. Antologia personale. Un professore di
chimica scopre il metodo per incrementare il desiderio
amoroso tra le persone non sposate. Lo userà durante un
ballo universitario, sconvolgendo tutto e tutti.
Straordinaria prova d’umorismo vittoriano di Asimov,
perfettamente riuscita. Anche se la trama non è originale
(il racconto è una versione moderna di una commedia di
Gilbret e Sullivan), personaggi e stile risultano
eccezionali. ****
Tiotimolina
fra le stelle, La 1972.
Antologia personale. All'Accademia di astronautica un
insegnante spiega ai suoi studenti come le proprietà
endocroniche della molecola della tiotimolina permetteranno
loro di viaggiare nello spazio, facendo attenzione ai
possibili paradossi temporali. Due cadetti si divertiranno a
fargli venire un colpo. Gradito ritorno della tiotimolina
nelle storie di Asimov.
***
Tricentenario
1976. Tutti i miei
robot. Racconto interessante ma senza né arte né parte,
che racconta di una trama degna di film d'azione su un
complotto per mettere al posto del Presidente degli USA un
suo sostituto robotico.
**
Un giorno…
1956. Tutti i
miei robot. Racconto breve dai toni lievemente drammatici
e infantili in cui la storia s'incentra sulla scuola del
futuro composta da professori robot e su un vecchio automa
cantastorie che progetta la sua vendetta sui padroni. Va
inquietantemente contro la Prima Legge. ***
Una così
bella giornata
1953. Antologia personale. In un’epoca in cui tutti gli
spostamenti avvengono tramite ‘teletrasporti’, un ragazzino
riscopre la gioia delle passeggiate all’esterno. Storia
geniale che rovescia la concezione claustrofila di Asimov (i
luoghi chiusi: Trantor, la Terra di Abissi
d’Acciaio) e che affronta interessanti problematiche
futuristiche. ****
Una statua
per papà 1959.
Antologia personale. Lungo monologo di un uomo che
racconta di come il proprio padre, nel tentativo di portare
dal passato dei dinosauri, finisce per ottenere la celebrità
dopo aver scoperto la bontà della carne di questi esemplari.
Soggetto ridicolo, il racconto è strututturato in maniera
tale da annoiare il lettore.
*
Unico modo,
L' 1968. Antologia
personale. Lo scontro atavico tra scienza ed esercito si
ripropone in questo racconto dove Asimov dimostra la cieca
ottusaggine di un generale, ansioso di usare come arma un
congegno che manipola le menti ma che finisce per ritorcersi
contro di lui. Apologia pacifista ben congegnata.
***
Uomo
Bicentenario, L’ 1976. Tutti i miei robot. In
quello che è sicuramente il racconto più celebre di Asimov,
il robot NDR-114 si evolve mentalmente nel tempo fino a
raggiungere il momento in cui chiede di ottenere la
definizione di essere umano a tutti gli effetti. Asimov
affronta con uno stile serio e mai patetico il tema
impegnatissimo di cosa rende tale l’essere umano, in una
affascinante ricerca che fa sorgere «inquietanti
interrogativi su dove finisca il meccanico e cominci il
vivente».
*****
Vero amore
1977. Tutti i
miei robot. Originale storia in cui un programmatore di
computer, alla ricerca della donna perfetta, utilizza la sua
creazione per trovare tra le miliardi di persone il Vero
Amore. Racconto con un finale incredibilmente originale, che
affronta temi su cui riflettere (più importante ciò che c’è
fuori o ciò che c’è dentro? o anche: hardware o software?).
****
Visioni di
robot 1991. I
Racconto Inediti. L’ultima storia di Asimov sui robot, ma
anche una delle più belle in assoluto. Un robot viene
inviato nel futuro per sapere cosa è accaduto alla razza
umana, e al ritorno presenta un quadro felice e benestante.
Ma la perfezione apparente nasconde in realtà un incredibile
segreto. Geniale saluto finale di Asimov al mondo dei robot.
*****
Vittoria
involontaria
1942. Tutti i miei robot.
Storia squallida che ha come protagonisti robot dai nomi
assurdi utilizzati dagli esseri umani in un conflitto. Trama
indegna di Asimov, stile penoso, assolutamente dimenticabile.
*
Zucchero
filato 1959. Antologia
personale. I coniugi Wright si interrogano sull'identità
dei loro nuovi vicini di casa, i Sakkaro, che passano il
tempo a prendere il sole e scrutare il cielo per rifugiarsi
in casa al minimo sentore di pioggia. Durante una gita
insieme, scopriranno la natura non umana dei loro ospiti.
Storia simpatica molto fantastica e poco scientifica.
***
Prossimamente seguiranno altri racconti
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