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La grandiosa Asimov's Guide to the Bible, il Libro Sacro commentato e raccontato da un ateo positivista come Asimov.

Asimov racconta la storia biblica di Ruth, che occupa l'ottavo libro del Vecchio Testamento.

In Principio, il libro della Genesi raccontato alla luce della scienza, è il manifesto del pensiero di Asimov.

 

 

 

 
DIO, RELIGIONE, ALDILÀ e EBRAISMO

E' difficile che degli scrittori prendano il sopravvento sulle loro opere. Al mondo ci sono migliaia di 'scrittori', la stragrande maggioranza dei quali è solamente un nome impresso sulla copertina di un libro. Nonostante abbia scritto più di trecento opere, e il suo nome sia divenuto un marchio che è sinonimo di grande fantascienza, Isaac Asimov è riuscito con la sua incredibile personalità a divenire spesso più importante delle sue creazioni. Asimov era un personaggio straordinario, assolutamente imprevedibile e sorprendente. Aveva delle convinzioni di tutto rispetto, convinzioni su religione, politica, progresso umano, tecnologia, che lo trasformarono in paladino dell'umanismo contro la superstizione, l'ignoranza, il regresso e l'antidemocrazia. Un personaggio che ha fatto tutto ciò che era in suo potere per infondere valori morali e responsabilità a un'umanità che, nel periodo del secondo dopoguerra e fino agli anni '90 del XX secolo, sembrava ormai sull'orlo del baratro per la propria incoscienza. Oggi noi possiamo pensare che è grazie a lui, e ad altri come lui, che si intravede una luce in fondo al tunnel. Forse il nostro è soltanto ottimismo, forse il futuro che adesso a tutti pare meno nero che in passato è soltanto una nostra opera di autoconvincimento. Forse avremo bisogno di un nuovo Isaac Asimov non solo per la fantascienza (e qui non ne abbiamo l'esigenza) ma per l'umanità. In questo articolo andremo a scoprire uno dei lati più interessanti di quest'uomo, il rapporto tra Asimov e la Religione.

Isaac è un nome che odora di ebreo da mille miglia. Come forse tutti sapranno, la famiglia Asimov era di origine, di fede e di cultura ebrea, e negli anni in cui il sionismo ancora non era troppo radicato nella mentalità ebraica la famiglia Asimov abitava nell'Unione Sovietica, vicino Smolensk. Poi ci fu il trasferimento negli USA, quando Isaac aveva appena tre anni, e infine il definitivo stanziamento a Brooklyn, nella Grande Mela. Asimov non poté non rimanere 'impantanato' nella cultura ebrea che i suoi genitori gli infondevano, ed egli si dimostrò sempre giustamente fiero di essere di origini giudaiche. Tuttavia, Asimov non adottò mai il credo religioso ebreo, né tantomeno un qualsiasi altro credo religioso. Egli rimase sempre ateo, un ateismo che scaturiva dalla sua convinzione che solo l'umanità aveva in mano il destino del pianeta e di sé stessa, e che era sciocco affidarsi a una divinità perché si prendesse carico di tutti gli errori e di tutte le colpe che gli esseri umani avevano compiuto.

Da uomo fedele nella scienza e nel progresso scientifico, Asimov vide sicuramente la religione come uno strumento che il più delle volte si ritorceva contro l'uomo, impedendogli di portare avanti il cammino della scienza. Una convinzione che lo portò a creare - come semplice invenzione letteraria, beninteso - lo Scientismo, religione presente nel primo dei suoi romanzi sulla Fondazione. Lo Scientismo, invenzione creata negli anni '40, è probabilmente il riflesso delle idee di Asimov sulla religione. In Foundation ci viene presentata infatti una specie di religione che si basa totalmente sull'ignoranza e la superstizione: milioni di persone, che hanno abbandonato la pratica dell'energia nucleare e sono tornate ai vecchi metodi per la produzione di energia, considerano pura magia il metodo che gli abitanti della Fondazione portano da loro. Questi metodi avanzati permettono di produrre energia infinita con pochissimi sforzi. Il Sindaco di Terminus, capitale della Fondazione, decide di ottenere obbedienza cieca da questi milioni di ingenuotti creando attorno alle tecniche di produzione di energia nucleare un complesso cerimoniale religioso. Le centrali nucleari divengono templi, i tecnici diventano sacerdoti, e i profani rimangono all'oscuro dei metodi per ottenere questa energia finendo per necessitare della Fondazione per il loro fabbisogno energetico. Asimov con lo Scientismo pare condannare tutte le pratiche superstizione e ignoranti che girano intorno alla religione. Noi non sappiamo se Asimov disapprovasse del tutto l'idea dell'esistenza di un Creatore e della necessità di una religione, ma egli mostrò apertamente disprezzo per i culti e le pratiche pseudomagiche che circondano tali elementi.

Tuttavia il fascino della religione e soprattutto di quella ebraica, che ha come sua massima espressione l'immortale Antico Testamento della Bibbia, portò Asimov a scrivere alcuni importanti saggi critici proprio sull'interpretazione dei capitoli del "Libro Sacro". Il più celebre è l'Asimov's Guide to the Bible, una vera e propria guida all'interno dei "testi sacri" dell'Antico Testamento, opera inedita qui in Italia assieme a quella più specifica ma sempre basata su argomenti simili, The Story of Ruth. Particolarmente importante, però, per comprendere meglio le sue idee sulla religione e per moltissime altre cose, è un'opera notevole che è stata tradotta anche in Italia e che rimane tra i più importanti saggi di Asimov: In Principio. "In the Begginign", che prende il titolo dalla prima mitica frase della Bibbia, è un confronto continuo, quasi versetto per versetto, del libro della Genesi visto alla luce della attuali scoperte scientifiche. Rimane quindi un'opera singolare, che per la prima volta in modo serio cerca di scoprire le reali verità presenti nella Bibbia, confutando senza polemiche quelle scientificamente impossibili. In Principio mostra comunque un profondo rispetto verso ciò che si trova all'interno della Bibbia, e molti dei suoi argomenti sono confutati in maniera rispettosa, evitando così di scatenare un semplice ma spietato dibattito tra religione e scienza. Il suo scopo è quello di far accettare all'opinione pubblica che la Bibbia non è da prendere alla lettera, ma è una grandissima opera perché composta essenzialmente da apologie, metafore e allegorie che le conferiscono una dignità letteraria. Che Asimov sia sempre stato conscio e probabilmente fiero delle sue origini ce lo fa capire anche una testimonianza di L. Sprague de Camp, uno dei più celebri scrittori della Vecchia Guardia americana (1920-1960). Al riguardo dell'ascesa al potere di Hitler, Sprague de Camp ci dice che Asimov «fece notare che, per come si stavano mettendo le cose, tutto ciò che poteva aspettarsi era di morire giovane. Quando gli chiesero il motivo, lui rispose: "Perché sono ebreo!" In realtà non era un ebreo osservante, non aveva alcuna fede religiosa; ma i nazisti non facevano simili distinzioni.»

Al di là della sua grande conoscenza della Bibbia, conoscenza che dà ad Asimov la possibilità di non essere bollato come miscredente ottuso ma come ateo responsabile, l'elemento religioso ha portato questo autore a scrivere tre racconti che sono rispettivamente i più importanti di tutta la sua produzione letteraria concernente le 'opere minori': sto parlando di Notturno, de L'Ultima Domanda e di Essere Razionale. Il primo racconto, scritto alla fine del 1940, è a detta della critica il più importante della produzione Asimoviana, seppur scritto in giovane età (Asimov aveva solo 21 anni). A causa del grande successo, Asimov e Greenberg lo hanno poi allargato a romanzo, ma il racconto breve rimane la sua migliore espressione. Si parla in questo racconto di un pianeta che non ha notte: numerosi soli, mediante complicate orbite, garantiscono una sola eclissi ogni 2050 anni. Ogni volta che tale epocale fenomeno avviene, l'intera civiltà si autodistrugge in preda alla follia, la follia  scatenata dalla visione del buio e delle stelle. Nonostante ben nove civiltà si siano già estinte in questo modo, quella attuale pur cercando di evitare la catastrofe finisce per fare la stessa fine, a causa della religione. Infatti i religiosi del pianeta predicano la prossima fine del mondo, apocalisse raccontata nell'unico volume scampato alle varie distruzioni e risalente a molte civiltà precedenti: Il Libro della Rivelazione. E sarà proprio appunto il fanatismo religioso a portare alla fine del mondo, quando arrivato il buio i sacerdoti incitano la popolazione a incendiare tutto per fare luce. La superstizione e l'ignoranza hanno la meglio sulla logica e la razionalità che un gruppo di scienziati cercano invano di preservare. Notturno presenta una delle più originali trame della fantascienza moderna. Il racconto preferito di Asimov, L'Ultima Domanda, è anche quello che presenta la trama più lineare, semplice e allo stesso tempo spaventosamente epocale mai scritta. Il Multivac, onnipresente supercomputer che ha aiutato l'umanità a superare i dissidi interni portandola fino alle stelle, si vede posto un giorno una domanda: sarà mai possibile che l'entropia un giorno faccia collassare l'universo su se stesso portandolo poi a rinascere? La risposta del Multivac è: dati insufficienti per dare una risposta. Ma LA domanda per antonomasia viene posta altre volte, per altri milioni di anni da persone diverse, e poi quando l'universo, espanso fino all'inverosimile, avrà portato alla morte di tutte le stelle, l'unica cosa ancora esistente, il Multivac, darà finalmente la risposta che nessuno può più ascoltare. E' una risposta che si ricollega a tutte le credenze sulla nascita dell'universo, che garantisce uno dei finali più riusciti della fantascienza ed è proprio quest'ultima battuta, intrisa di religiosità, che garantisce la fortuna del racconto. Stilisticamente meno bello, ma molto interessante per la trama ma soprattutto per gli ottimi personaggi, è Essere Razionale del 1941, il primo dei quattro racconti in cui sono presenti Donovan e Powell. Protagonista è un robot che rifiuta di considerare di essere stato creato dagli umani, e finisce per adorare la macchina che è obbligato a servire creando addirittura un culto che vede interessati tutti gli altri robot. Questi infatti eleggono il droide capo Profeta della nuova religione! Ci sono in questo racconto numerose considerazioni sulla religione e l'uomo, considerazioni che forse possiamo considerare critiche. Leggere questo racconto forse può far capire più di molto altro il pensiero di Asimov sulla religione.

L'ateismo è rimasto un punto fermo per Asimov fino alla morte. Fu creamto e le sue ceneri disperse, evitando di finire così in una tomba sotto terra, un luogo che avrebbe solo disonorato la sua persona. Il rapporto tra Asimov e la Religione era un rapporto importante. Scriveva Gardner Dozois sulla rivista Isaac Asimov Science Fiction Magazine nel settembre 1992: «Anche verso la fine, quando era debole, stanco e malato, e dozzine di pazzi scrivevano lettere alla rivista dicendo che la malattia era la punizione divina per il suo ateismo, non vacillò mai sui suoi princìpi, né cercò conforto nell'autoillusione - sapeva che cosa stava per succedergli, e lo affrontò con risolutezza. Non ci sono stati pentimenti sul letto di morte, per Isaac Asimov

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