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Questo mio piccolo lavoro è stato
pubblicato su
www.isaacasimov.it ed è stato descritto come “la vera storia
(forse) del logo più famoso nella galassia”. E’ un grande onore,
credetemi sulla parola!
Introduzione
Questo simbolo è lo stemma che tutte
le navi imperiali hanno sulla loro fusoliera, mi è sembrato logico
pensare che potesse anche essere la bandiera dell’Impero Galattico,
o comunque del suo settore spaziale. Isaac Asimov ne fa spesso
riferimento nei suoi racconti, ma nessuno (che io sappia) ha mai
pensato di codificarla come meriterebbe una bandiera del genere.
Ogni bandiera, anche la più semplice, è ben codificata, ovvero
quando si deve riprodurla fedelmente, basta seguire quelle precise
specifiche: per i toni di colore, le proporzioni degli elementi
grafici e qualunque altro dettaglio. Per maggiori informazioni si
veda il semplice programma per Windows a fondo pagina.
Cenni storici
Nel 11584 A.D. viene fondato l’Impero
Galattico e Franken I ne diventa il primo imperatore. Da quel
momento nasce l’era galattica, che inizierà dall’anno 1 (1 E.G.).
Non è stato facile arrivare ad un Impero unito, se non con enormi
sforzi e sacrifici, inevitabili bagni di sangue e sfoggio della
migliore politica interplanetaria. Già agli inizi del 11500 A.D. si
ventilava l’ipotesi di un unico regno unito, si tentò quindi di
preparare la Galassia a quell’inevitabile cambiamento cercando di
non renderlo traumatico. Ogni pianeta abitato che aderiva al
progetto dell’Impero, doveva adottare sistemi standard in tutti i
campi: informatica, comunicazioni, stampa, segnaletica, unità di
misura, costruzione, modulistica e qualsiasi altro dettaglio che un
abitante di un pianeta potesse usare senza problemi su un qualunque
altro mondo. La lingua e la moneta erano universali da sempre, anche
se ogni mondo poteva usare le proprie a livello locale, così come la
misura del tempo. Standardizzare una galassia era senza dubbio un
gran bel progetto, nessuno all’inizio ci credeva davvero, però
sembrava una valida speranza e fu ben accolta.
Mancava solo la bandiera.
Così, nel 11580 A.D., quando tutto era
pronto, un originale scrittore (noto al pubblico come Isaac Asimov,
un nome di fantasia alquanto stravagante) propose un concorso
rivolto agli alunni delle scuole di tutti i mondi. Il bando scadeva
nel 11583 A.D., un anno prima della prevista nascita dell’Impero
Galattico. Ogni alunno doveva inventare un disegno che
rappresentasse l’Impero, traendo ispirazione da qualsiasi cosa,
purché valida e comprensibile ovunque. Ogni pianeta doveva
selezionare dieci candidati che avrebbero partecipato alle
successive eliminatorie del Settore di appartenenza, sotto la
supervisione di una commissione specializzata. Le finali si tennero
nella biblioteca di Trantor (futura capitale dell’Impero) e
l’avvenimento divenne così importante da essere trasmesso in tutta
la Galassia. Ogni disegno era a modo suo un’opera d’arte, fu quasi
impossibile scegliere. Tuttavia, l’attenzione di tutti cadde su un
disegno all’apparenza molto semplice, quasi banale, ma con una
descrizione nella nota che convinse tutti. Il vincitore fu un
bambino di Aquila, Massimo Baglione, dieci anni e mezzo, titolo
dell’opera: “Il Sole e L’Astronave”.
Quando gli fu chiesto da dove avesse
preso l’ispirazione, lui disse che aveva visto un documentario
sull’archeologia spaziale e, tra i vari reperti trovati a vagare
nello spazio, fu colpito dall’immagine sulla carlinga di un
antichissimo relitto, forse una sonda, con ancora visibili quattro
lettere: “NASA”. Gli esaminatori del concorso, per correttezza,
andarono ad informarsi, ma non trovarono nessun documento che
spiegasse quelle lettere o quell’antica immagine, esisteva solo quel
relitto, costruito chissà quando e chissà dove. Oltre quella
scritta, sulla carlinga era presente una placca dorata che, a detta
degli esperti, forse sarebbe dovuta servire come messaggio, una
specie di caccia al tesoro per chi l’avesse trovata (vedi immagine
allegata). Secondo le analisi, quel relitto risaliva ad un lontano
passato, ma altre teorie convinsero i più che probabilmente si
trattava di un lussuoso scherzo. Ad ogni modo, il disegno di quel
bambino, per più di dodici mila anni identificò l’Impero in tutta la
Galassia e fu stampato su miliardi di bandiere e milioni di
astronavi. E’ tutt’ora custodito nella biblioteca di Trantor, in una
speciale custodia trasparente che ne conserva perennemente
l’integrità.
Massimo Baglione ottenne numerosi
riconoscimenti, borse di studio e premi in denaro. Finita
l’università decise di trascorrere il resto della sua vita in giro
per lo Spazio, con la sua piccola e confortevole nave spaziale, la
Proxima, alla ricerca di nuove ispirazioni. Fondò una casa editrice
atta a promuovere giovani talenti che…
…
Alcuni documenti lasciano pensare che
Massimo Baglione sia morto felice sul ponte della sua nave, ma
alcune leggende narrano di un misterioso…
(fonte:
ENCICLOPEDIA GALATTICA¹)
Descrizione del simbolo
Il
sole
Il Sole è diviso in dodici
spicchi, come ad indicare le ore di un quadrante di
orologio. Ho pensato di usare le ore perché credo assai
probabile che il tempo, per tutto il popolo della Galassia,
dev’essere un gran bel mistero. Noi siamo abituati a
concepire il tempo come al naturale susseguirsi delle
giornate divise per ore, minuti e secondi, riferito al moto
di rotazione terrestre. Ma su un qualunque altro pianeta,
tutto ciò non vale. Nell’universo di Asimov, il tempo è
standard per tutta la Galassia ed ogni pianeta abitato usa
un proprio orario locale per rendere naturale il ciclo della
giornata (colazione, lavoro, pranzo, etc etc). Qualcuno si
sarà pur chiesto da dove arrivi il Tempo Galattico Standard,
no? Leggendo Asimov, scopriamo miti, leggende e teorie alle
quali quell’Umanità si è ormai saldamente abituata, ma chi
ha letto veramente a fondo, sa che non è così semplice. Il
tempo trova così un’importante collocazione che ho trovato
giusto potesse essere celebrato inserendolo in quel simbolo.
Ecco, quindi, perché il Sole è diviso in dodici ore come un
vecchio orologio a lancette.
L’Astronave
L’astronave sembra orientata
in quella posizione per un motivo particolare. In realtà non
l’ho ancora identificato. Probabilmente mi sono lasciato
influenzare da altre rappresentazioni grafiche, ma riuscirò
a trovare un significato anche a questo.
Modalità di costruzione “a mano”.

- Disegnare due cerchi
concentrici, il più grande avrà il raggio più grande di 1/3
(questa maggiorazione la chiameremo Delta);
- Dividere il cerchio più
grande in dodici parti, come le ore di un quadrante di
orologio;
- Tracciare gli archi da
un’ora all’altra, con freccia uguale a Delta, rivolti verso
il centro;
- Prolungare 3 segmenti con
origine al centro e passanti tra le ore 2-3, 7-8, 9-10 e
prolungarli di Delta rispetto al raggio, ottenendo così i
rispettivi punti p1, p2 e p3;
- Tracciare tre archi tra i
punti p1, p2 e p3, con freccia pari alla metà della distanza
minima tra il centro ed i segmenti che li unirebbero.
- I colori sono: oro per il
Sole e acciaio per l’Astronave.
QUI IL PROGRAMMA
SPECIFICO
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