|
Da
DOSSIER DUNE di Aldo Grasso.
Cosa
può aver ispirato Herbert nella genesi del
suo Dune? Le citazioni contenute nel romanzo
sono precise e molteplici, e portano ad
identificare i Fremen con i popoli arabi che
negli anni Sessanta lottavano contro le
multinazionali petrolifere per il controllo
e lo sfruttamento dei giacimenti. Vediamo in
dettaglio queste citazioni:
1. Il melange è un liquido
prezioso celato tra le sabbie,
indispensabile per viaggiare: un riferimento
neppure troppo velato al petrolio.
2. L'immagine suggestiva dei
vermi che emergono dalle sabbie è con ogni
probabilità figlia della visione degli
immensi oleodotti che percorrono i deserti,
a volte ricoperti dalle dune, altre volte
affioranti appunto come enormi vermi
sotterranei.
3. Le tute da sabbia dei
Fremen sono una citazione degli abiti dei
Tuareg, anch'essi studiati per ridurre al
minimo le perdite d'acqua e proteggere dal
calore. Questo aspetto è molto più evidente
nel libro di Herbert che nel film di Linch.
Nel romanzo, viene detto esplicitamente che
"a causa del sistema di riciclaggio delle
feci e dell'urina, è impossibile resistere
in una stanza chiusa in presenza di un
Fremen in tuta da sabbia". La scena che
dimostra magnificamente in qual modo la
scarsità d'acqua abbia plasmato la cultura
Fremen è purtroppo assente nel film: al
primo incontro tra il duca Leto Atreides ed
i capi delle tribù Fremen, uno di costoro si
avvicina al duca e con solennità gli sputa
ai piedi. Le guardie Atreides, irate per
l'offesa, stanno per aggredirlo, ma il duca
li ferma, spiegando che il Fremen gli ha
reso il più grande omaggio che su Dune un
uomo possa fare ad un altro, poichè gli ha
donato la sua acqua.
4. I termini ed i nomi usati
da Herbert sono evidenti distorsioni di
vocaboli arabi: Muad'dib (topo-canguro che
diventa nome di battaglia di Paul Atreides),
Inshi'ah (guerra santa), Shaj'ulud
("creatore", ovvero il verme), Feddaynkin
(chiaro riferimento al Fedayn palestinese),
Sayaddhina (la sacerdotessa), e molti altri.
5. Il fatalismo, la
religiosità, l'attesa messianica da parte
dei Fremen sono caratteri tipici della
cultura araba. Così come le tribù arabe,
sotto la guida del profeta Maometto, furono
capaci di unirsi, di sconfiggere ogni altro
popolo e di creare un impero, così i Fremen
attendono il Qwisatz Aderach, l'essere
supremo, un leader politico e spirituale che
li guidi alla conquista dell'universo.
Dunque la sanguinosa lotta
per la nazionalizzazione dei pozzi
petroliferi fu la fonte cui Herbert attinse
per creare l'epica vicenda del suo romanzo.
Non bisogna dimenticare comunque le
citazioni medievali contenute in Dune (le
Gilde Mercantili, le sette religiose, il
feudalesimo), e neppure gli accenni al mondo
classico (come viene evidenziato nei seguiti
di Dune, la nobile casa degli Atreides
discende direttamente dagli Atreidi di
Omero: risalendo nei ricordi dei suoi
antenati, Paul Muad'dib si imbatte
nientemeno che in Agamennone!)
Interrogativi e polemiche
Perchè Dune è un deserto?
Nonostante l'assenza di
precipitazioni, su Arrakis l'acqua non è
assente, com'è dimostrato del resto dalle
ingenti riserve sotterranee dei Fremen.
Eppure il pianeta è quasi completamente
costituito da deserti sabbiosi. Come mai?
Secondo l'ecologo imperiale Liet-Kynes,
l'origine dei deserti di Arrakis è anche
parzialmente organica: in qualche
modo la sabbia è un sottoprodotto del ciclo
vitale dei vermi giganti. Lo Shaj'ulud
ed il deserto hanno un legame profondo:
l'esistenza dell'uno dipende strettamente da
quella dell'altro. E' dunque la presenza
stessa dei vermi ad imporre al pianeta
l'ecologia da deserto: questa è,
probabilmente, anche la ragione per la quale
i Fremen si riferiscono al Verme delle
Sabbie col nome di Creatore (come recita la
preghiera Fremen: "benedetto il creatore
e la sua acqua...").
Che relazione c'è tra la
Spezia ed i vermi?
Il film di Linch non
chiarisce affatto questo punto, e del resto
lo stesso romanzo di Herbert lascia una zona
di penombra sull'argomento. Il melange
indiscutibilmente è un prodotto organico dei
vermi (ancora analogia col petrolio,
prodotto dalla decomposizione di organismi
preistorici). Tuttavia, sembra che sia
possibile ottenerlo anche dal verme vivo. In
realtà, i vermi producono più di una
sostanza: solo i gas del melange in
evaporazione sono usati per distorcere lo
Spazio. La bava che i vermi neonati
secernono quando vengono affogati (Occorre
catturare un verme neonato e raccogliere
acqua a sufficienza per affogarlo! Basta
questo per capire quanto dovesse essere
preziosa questa sostanza.) viene chiamata
"Acqua della Vita". Questa bava ha un potere
terribile: velenosa per gli uomini, rende le
sorelle Bene Gesserit capaci di risalire
indietro nei ricordi delle loro antenate, di
leggere la mente, di soggiogare la volontà
altrui. Un solo uomo può bere l'Acqua della
Vita e sopravvivere: il Qwisatz Aderach.
Egli sarà in grado di raggiungere il luogo
dove le Bene Gesserit non possono penetrare,
ovvero i ricordi degli antenati maschi.
Inoltre, egli riuscirà a vedere il futuro.
Infine, nel romanzo è citata anche una forma
solida della spezia, commestibile per l'uomo
(Paul Atreides se ne ciba in una scena del
film di Linch).
Come fanno i Fremen a
sopravvivere su Dune?
Parallelamente ai tuareg del
Sahara, che sfruttano le oasi e le valli del
massiccio montuoso dell'Atlante, i Fremen
raccolgono ingenti depositi d'acqua nelle
zone rocciose di Dune, in particolare nella
regione del Polo Sud. Ivi essi praticano
l'agricoltura, la pastorizia, l'allevamento,
e sostengono una popolazione numerosa,
completamente al di fuori dal controllo
imperiale. Il circolo antartico di Arrakis è
un luogo misterioso per i dominatori
stranieri: gli Atreides, e prima di loro gli
Arkonnen, avevano richiesto inutilmente alla
Gilda Spaziale l'uso di un satellite per il
controllo del territorio. In realtà la Gilda
mantiene un accordo segreto con i Fremen, e
si è impegnata a non fornire mai agli
imperiali una simile possibilità.
(…)
Perchè la tecnologia
dell'universo di Dune è così arretrata?
In stridente contrasto col
futuro ipertecnologico di "Guerre Stellari"
e di altre opere SF ambientate in così
remoto futuro, l'anno 10191 di Herbert è
penosamente primitivo. Primitivo sia dal
punto sociale (in definitiva un sistema
feudale), sia dal punto di vista scientifico
(e Linch ha reso bene questo concetto con
scenari low-tech per il suo film), privo
com'è di computer, di robot, di tecnologie
futuribili. Herbert imputa tale status-quo
ad avvenimenti antecedenti le vicende del
romanzo. Sembra che, secoli prima la nascita
di Paul Atreides, sia avvenuta una sorta di
crociata politico-religiosa contro le
macchine. Conseguenza di tutto ciò, nel
mondo di Dune è quasi un sacrilegio servirsi
di strumenti tecnologici, e si preferisce
addestrare computer umani (i Mentat),
viaggiare nello spazio per mezzo di una
sorta di "magia" che nessuno comprende,
combattere con soldati in carne ed ossa,
addirittura sfidarsi in duelli all'arma
bianca.
Prima di scoprire la Spezia,
come si viaggiava tra le stelle?
Poichè, come dice Herbert, il
melange si trova solo su Dune, è
ovvio che i navigatori spaziali non potevano
conoscerlo prima di scoprire il pianeta
deserto. Però, in qualche modo, su Dune
devono esserci arrivati, altrimenti...
Sembra un problema ricorsivo: l'unico modo
di raggiungere Dune è usare la Spezia, ma la
Spezia si trova solo su Dune. La risposta a
questo paradosso è la stessa della domanda
precedente: prima della crociata
anti-macchine, probabilmente gli umani
conoscevano altre tecniche per viaggiare
(l'iperspazio, l'ibernazione, ecc.). Essi
hanno colonizzato la galassia mediante
queste tecniche, per poi perderne conoscenza
nei secoli bui del nuovo medioevo.
(…)
Questa che abbiamo riportato
è una parte di un dossier apparso sul numero
13 di Delos Science Fiction. Il disclaimer
originale dice che Il presente testo può
essere letto in linea o scaricato, e può
essere diffuso per via telematica senza
limitazioni. Il testo è però di proprietà
dell'autore e non può essere utilizzato per
scopi commerciali, pubblicato su riviste
commerciali o inserito in CD-Rom, senza la
previa autorizzazione dell'autore. I
diritti sono quindi di proprietà di Aldo
Grasso.
DUNE è un romanzo di stampo
nazista?
di Roberto Paura
Diciamo subito
che questi discorsi per me non varrebbero
nemmeno la pena di essere fatti. Tuttavia,
incomprensioni e critiche di dubbio gusto si
sono avute praticamente con tutte le opere
che vengono trattate in questo sito. Su Dune
si è parlato di razzismo e di un'ispirazione
nazista, peraltro appoggiata dal magistrale
film di Lynch. In realtà, bisogna dire che
l'universo di Dune è realmente un universo
di tendenze conservatrici, sicuramente più
di quanto lo sia quello di Star Trek dove è
di casa la democrazia. Lo vediamo
innanzitutto nell'ordinamento stesso della
galassia: un impero basato sull'antichissimo
sistema feudale (per questo si parla di
medioevo in Dune). Si tratta naturalmente
(come dice anche lo stesso Aldo Grasso) di
un effetto voluto: Herbert aveva
tutta l'intenzione di mostrarci una galassia
poco evoluta dal lato sociale, e la sua
intenzione era quella di ricreare più o meno
i tempi bui che contraddistinsero il
medioevo europeo. A tal proposito ha
ricalcato anche più o meno quella che era la
mentalità medioevale, basata sul fervore
religioso (le jihad e la bibbia C.O.), sul
disprezzo nei confronti della tecnologia,
sul diritto di possedere una servitù, sulla
convinzione della superiorità dei regnanti
nei confronti del popolo, sull'importanza
della guerra. Ed è in modo semplicemente
sublime che Herbert ci dimostra tale
mentalità attraverso i discorsi e i pensieri
dei membri della Casa Atreides: possono
essere 'buoni' quanto vogliamo, ma le loro
idee e convinzioni sono quelle che ho appena
citato. Il duca Leto Atreides, per quanto
venga mostrato in apparenza magnanimo, è
comunque convinto della propria superiorità
e dell'importanza delle armi e della
violenza. Praticamente, tutti i personaggi
del romanzo possiedono queste convinzioni
pesantemente criticabili. Se gli Atreides
poi cercano di mostrarsi più democratici
degli altri casati, stessa cosa non si può
certo dire per gli Harkonnen: Herbert non ha
avuto scrupoli nel presentare i nemici
storici degli Atreides come esseri infidi e
odiosi. La subdola falsità di Piter De Vries,
mentat degli Harkonnen; il grasso,
omosessuale e voglioso barone Vladmir,
semplicemente ripugnante ogni qualvolta apra
bocca; il violento e insopportabile
Feyd-Rautha. E poi il folle progetto del
Bene Gesserit? Non ricorda in modo lampante
i pazzi piani di Hitler per creare la sua 'razza
perfetta'? La religione onnipresente è un
altro tema di sicuro richiamo consrvatore,
ancora una volta voluto: il fanatismo di
alcuni personaggi a volta scade nel ridicolo!
Nel film di Lynch il "richiamo nazista"
della trama viene ampiamente sviluppato: le
parate, le severe divise militari, la
freddezza dei burocrati imperiali, tutto è
fatto per dare l'apparenza di un universo 'conservatore'
allo spettatore. Infine, c'è da citare anche
il tema dell'arretratezza tecnologica:
l'universo di Dune si distingue dagli altri
universi fantascientifici per la mancanza di
elementi high-tech. Dove sono i computer
potentissimi, gli androidi semi-umani, le
astronavi dal design aerodinamico? Tutto
questo è vietato dalla religione ed è
rifiutato dallo stesso popolo. Anche
Herbert, in effetti come Tolkien, pare non
si fidasse molto dell'utilità delle
cosiddette macchine. La mancanza di
tecnologia dà in effetti un senso più
medioevale al romanzo, e anche un'oncia in
più di quel conservatorismo così 'di destra'
che pare tanto divertire Herbert. Ho parlato
in questa brevissima dissertazione degli
elementi più criticati da coloro che vedono
in Herbert un neonazista, ma non ho risposto
alla domanda che mi sono io stesso posto. Ma
in fin dei conti cosa importa se Dune è
di destra o di sinistra? Il romanzo non
è ugualmente godibile? La trama non è
ugualmente geniale? Alla domanda "Dune è un
romanzo di stampo nazista?" la mia risposta
non può che essere semplicemente: "e se
anche fosse?".
UN
COMMENTO A QUESTO ARTICOLO - di
ROBERTO GIPSY |