Questo riportato di seguito è il commento al mio articolo Dune è una romanzo di stampo nazista? inviatomi il 18 febbraio 2003. Del commento vero e proprio è da evidenziare la parte centrale che, con acuti esempi storici, illustra come la mentalità nazista sia totalmente opposta a quella di Dune. Della mia risposta spero vogliate prestare attenzione alla difesa dell'ultima frase da me riportata in Dune è un romanzo di stampo nazista?, criticata da Roberto Gipsy.

Egregio Signore,

Letta pagina Web su dominio XOOM circa le (inutili ed anacronistiche) critiche politiche a Dune, da fan del ciclo letterario di Herbert, sono amareggiato per la frase conclusiva dell' articolo del Sig Roberto Paura, il quale spero sia Lei medesimo, a dedurne dall' indirizzo e-mail. Tale frase "Ed anche se fosse (Herbert un nazista)?" fa storcere la bocca ad ogni lettore, vuole per una (spero presunta) dichiarazione di simpatia neonazista, vuole per un' improbabile ed assurda associazione ideologica tra l'universo costruttivo di Dune e la prassi distruttiva del nazismo.

Chiunque si sia avvicinato alla saga, anche impropriamente attraverso la trasposizione di Lynch/ DeLaurentis, avrà notato delle associazioni con i sovrani illuminati e liberali nella linea del Duca Atreides, che si contrappongono al carattere dispotico e gratuitamente violento degli Harkonnen. Il film di De Laurentis, che pare più un film storico mitologico di Cinecittà che non uno di fantascienza, accentua il carattere "stalinista" del Barone rispetto a quello dello "zar" Leto che tuttavia, non lo si può accostare alla figura ottusa di Nicolai Romanov, il cui impero dava segni di cedimento ancor prima dell'avvento bolscevico.

Del resto una classificazione Destra/ Sinistra, Fascismo vs Socialismo, è retaggio del particolarismo italiano della prima metà del secolo scorso, quando si doveva scegliere tra due movimenti estremistici, in un momento difficile di transizione politico economica, ossia il passaggio da un regno con economia agricola ad una non ancora nata repubblica democratica ed industriale. Seppure le generazioni successive abbiano continuato la linea, più di scontro che di dibattito, intrapresa dai loro padri, le ideologie andavano a cozzare sempre di più con la nuda realtà. L'atroce esperienza dei totalitarismi, di Hitler, Stalin e soci, la loro inevitabile caduta, dovevano essere un chiara dimostrazione della loro insulsa natura.

Anche Paul Maud'ib, nel secondo romanzo della saga, deve fare i conti con il suo atroce operato tradottosi in miliardi di vittime, pur avendo avuto ottimi propositi.

La Germania di Hitler ebbe un atteggiamento tutt'altro che ostile nei confronti della Scienza, attraverso un'applicazione crudele e distruttiva verso uomini e cose, dettata da uno sprezzo verso ogni senso comune umano, andando quindi al di là del carattere "ardimentoso" dei Tleilaxu e degli Ixiani.

Una classificazione puramente locale, puramente italiana di opere importanti della letteratura, come "Dune" e come "Il Signore degli Anelli" (la cui allusione anti hitleriana è evidente) è banale.

Un atteggiamento conservatore nel nostro panorama culturale è più che legittimo ma occorre anche una certa intelligenza e responsabilità. Prima di tutto conoscere cosa erano nazismo e comunismo e cosa hanno fatto perché la stragrande maggioranza della gente l'abbiano messi volentieri da parte. Occorre inoltre avere una giusta e lunga, ma soprattutto lunga memoria storica per poter trovare migliori esempi dal passato, senza limitarsi alla triste prima metà del secolo scorso, evitando blasfemi paragoni tra monarchia e dittature.

Era nota dal '79, anno di uscita della trasposizione cartoonistica, l'appropriazione indebita da parte dei giovani dell' Estrema Destra della saga di Tolkien, quando altrove furoreggiava tra gli hippies e i neonati ecologisti verdi.

La saga di Herbert non è ne di Destra ne di Sinistra perché non ha riscontro con quel limitato e desueto schema di classificazione.

"Dune" è islamico e con influenze cristiane, di un islam che si adatta alla cultura occidentale. "Dune" è un modo alternativo, interessante ed efficace di immaginare un mondo, un'eventuale fase storica più rinascimentale che medievale.

"Ed anche se fosse (nazista)?" Forse riferendosi al Barone?

Cordiali Saluti

Roberto Gipsy


La mia risposta.

La ringrazio molto per la sua interessantissima mail, che dimostra una sua notevole conoscenza della Storia e della politica moderna e contemporanea. Mi è dispiaciuto tuttavia notare che lei si sia rivoltato per la mia frase finale, e che abbia addirittura creduto che fossi un "simpatizzante neonazista". Mi guardo bene dall'esserlo! Mi sono sempre reputato una persona estremamente democratica.

Tuttavia le dò ragione per quanto riguarda il possibile fraintendimento della mia frase finale, e vedrò di riproporre il concetto in termini meno ambigui: quello che volevo sostenere è che, come lo stesso Tolkien affermava spesso, non bisogna mai unire l'autore con la sua opera. Mi spiego con lo stesso esempio tolkieniano: l'autore del "Signore degli Anelli" apprezzava la musica di Beethoven, pur sapendo che il compositore aveva un pessimo carattere, vessava il nipote ed era tremendamente tirchio. Allo stesso tempo è noto a molti che Picasso era una pessima persona, arrogante, dispotica e iraconda. Ciò nonostante moltissima gente, pur sapendolo, apprezza le sue opere. Questo vuol dire che, nel nostro caso, le tendenze politiche di Herbert (quali che siano, anche se credo siano tutto fuorché naziste!) non devono compromettere il nostro giudizio su "Dune".

Roberto Paura

Dune: ispirazioni, critiche e...