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Un gruppo di Bene Gesserit.

Il Jihad è la guerra santa musulmana contro l'infedele (nell'accezione comune occidentale).

Nell'Islam la figura del Mahdi (Messia) riveste un'importanza fondamentale.

Muhammad Ahmad, detto il Mahdi, fu capo religioso ma anche militare nella lotta per l'indipendenza del Sudan.

Il mantello isolante bourka dei Fremen è naturalmente ispirato al noto burqa afghano.

 

 

 

 

 

 
IL TEMA DEL MESSIA e LA RELIGIONE IN DUNE

Che l’universo di Dune sia influenzato dalla cultura islamica è cosa ben nota. Principale punto focale di questo incontro culturale è il tema del Messia, il mahdi, che Herbert riprende nello sviluppo della figura di Paul Muad’dib. Una figura, quella di Paul, che nei primi capitoli di Dune non ha nulla a che vedere con quella del futuro trascinatore del jihad galattico, ma che tuttavia si svilupperà a tal punto da essere considerata e ricordata nei romanzi successivi inevitabilmente come quella del mahdi.

Il tema dell’attesa messianica si riscontra nel progetto Bene Gesserit del Kwisatz Haderach. ‘La via più breve’ (altro modo di chiamare lo Kwisatz) sarà un uomo, istruito alle pratiche della sorellanza, che avrà la capacità di vedere nel futuro e andare “nel luogo che terrorizza tutte le Madri Bene Gesserit, il luogo dove non si può andare”. Nemmeno le Reverende Madri conoscono i veri limiti dello Kwisatz Haderach, né tantomeno il modo in cui egli opera. Lo Kwisatz è un Messia in tutti i termini: aiuterà il Bene Gesserit a prendere il potere nella galassia, rendendolo invincibile, ma non si sa con quale mezzo. Le Reverende Madri, nel tentativo di ‘produrre’ lo Kwisatz Haderach, compiono diversi errori. In primo luogo, pur sapendo che il loro messia opererà in termini mistici a loro non noti, esse insistono nell’ignorare il fattore della casualità e del metafisico. In altri termini, cercano di concepire “la via più breve” tramite incroci genetici ben delineati, tramite il controllo e la pianificazione, un modo errato di creare un messia. E infatti il caso e l’intervento mistico entrano in gioco scombinando i piani della Sorellanza. Lady Jessica concepisce un figlio, e non una figlia come era previsto, abbreviando i tempi dell’arrivo del Messia e dando vita a un Kwisatz Haderach più potente di quanto il Bene Gesserit aveva previsto ma più incontrollabile.

L’errore del Bene Gesserit è stato quello di ritenere lo Kwisatz Haderach un messia controllabile e ‘scientificamente plausibile’. In pratica la Sorellanza non ha creduto alla possibilità che il suo messia fosse dotato di poteri mistici non previsti. La forzata laicità che il Bene Gesserit si è imposto a tutti i costi è finita per ritorcerci contro di esso. Lo spiega anche Herbert nelle sue appendici a Dune: «Le Bene Gesserit… privatamente negavano di essere un ordine religioso, ma… operavano dietro uno schermo, quasi impenetrabile di misticismo rituale, e… l’addestramento, simbolismo, organizzazione e… i metodi d’insegnamento interni erano quasi completamente religiosi». Semplicemente il Bene Gesserit, pur essendo un ordine spiccatamente mistico-religioso, ha rifiutato quest’etichettatura. Un rifiuto che ha portato al fallimento del loro progetto. Un altro elemento chiarificatore a proposito è posto nel dizionario allegato a Dune alla voce “Kwisatz Haderach”: «…un maschio Bene Gesserit i cui poteri mentali potessero varcare, per costituzione organica, lo spazio e il tempo». Da notare l’espressione ‘per costituzione organica’: l’elemento metafisico è escluso. Ed è proprio questo elemento a fare la differenza.

Diversamente è stato per i popoli che hanno subito passivamente l’influsso del Bene Gesserit. Il popolo dei Fremen, che ha subito l’ondata di superstizioni e insegnamenti del Panoplia Propheticus diffuso dalla Missionaria Protectiva (un braccio della Sorellanza), credeva ciecamente in quelle leggende. E si può dire che in effetti quelle leggende, diffuse dal Bene Gesserit ma considerate mere sciocchezze dallo stesso Bene Gesserit, sono risultate vere. Il tema dell’attesa messianica nei Fremen è rispettato alla lettera. Come tutti i popoli in attesa di un salvatore, i Fremen sono sottoposti a una vita di stenti e schiavitù (es. gli Ebrei), ma sono anche fortemente orgogliosi e sicuri di possedere la verità assoluta (es. gli islamici). Nello stesso tempo, come per tutti i popoli in attesa, i Fremen possiedono un puntiglioso elenco di ‘segni premonitori’ che annunciano l’avvento del Messia: «Il Mahdi conoscerà cose che gli altri non sapranno vedere», «Ti daranno il benvenuto con le sacre parole e i tuoi doni saranno una benedizione», «Conoscerà i vostri usi come se fosse nato tra voi», «Il Lisan al-Gaib vedrà attraverso ogni sotterfugio», «E divideranno con voi il vostro sogno più prezioso». Interessante notare che nella tradizione islamica il Mahdi, il Messia, sarà “un uomo dalla fronte larga e dal naso aquilino”, proprio i segni caratteristici degli Atreides, di cui Paul è erede diretto. Inoltre, uno dei compiti che il Mahdi, per l’Islam, porterà a termine, sarà “lo svelare le risorse segrete della terra”, proprio come Muad’dib farà con Arrakis, svelando il tesoro d’acqua che possiede.

Paul Muad’dib è comunque chiaramente un Messia di natura islamica, non ebrea o cristiana. Invece, per esempio, Anakin Skywalker nella saga di Star Wars è un messia di natura cristiana, e lo si vede dai temi dell’ “immacolata concezione” e della profezia del “Salvatore, il Figlio dei Soli” (the son, il Figlio di Dio). Paul è il Mahdi, perché porterà il suo popolo alla vittoria non tramite la pace e l’insegnamento ma tramite la violenza della guerra del jihad. Nella tradizione della setta sciita (e in particolare per la filosofia sufista, parte integrante della dottrina degli sciiti) il Mahdi è un punto nevralgico. Egli porterà l’islam al trionfo, ma lo farà tramite la lotta armata, tramite il jihad. E’ proprio per questo che Paul Muad’dib è un Messia islamico: egli capeggerà, suo malgrado, la guerra santa che porterà i Fremen a conquistare la galassia e a sottomettere gli infedeli al proprio controllo. Importante notare che per gli sciiti il Mahdi assume sempre un carattere politico: egli è leader in tutti i sensi, e la sua lotta è una lotta materiale, proprio come per Maub’dib.

Esistono vari e importanti esempi storici del ruolo del Mahdi nella come guida politica e militare. In primo luogo la lotta dell’ebreo Bar Kokeba tra il 131 e il 135 in Giudea contro i romani: una lotta eroica e sanguinosa condotta da una parte del popolo ebreo per ridare alla Giudea l’indipendenza politica e evitare il progetto di Adriano di vietare i riti ebrei per romanizzare la nazione. Non solo gli ebrei giudei seguirono Simon Bar Kokeba nella sua lotta, ma anche ebrei provenienti da altri zone del medioriente. La guerra santa ebrea fu un susseguirsi di trionfi contro le armate romane inviate da Adriano, finché nel 135 la roccafforte ribelle non cadde e il Messia fu giustiziato.

Ma un esempio forse più importante – perché parte della storia dell’Islam – è quello della rivolta anti-colonialista in Sudan compiuta da Muhammad Ahmad, detto ‘il Mahdi’. Ahmad si riteneva il messia musulmano, colui che avrebbe portato l’Islam al trionfo finale. Nel 1882 iniziò la sua lotta contro la dominazione inglese in Sudan. Le sue vittorie portarono il Sudan a divenire uno stato indipendente retto dalla teocrazia instaurata dal Mahdi. Nel 1896, tuttavia, il suo successore fu sconfitto dalle forze congiunte anglo-inglesi.

Altro esempio più moderno è quello della Rivoluzione islamica in Iran, che portò alla cacciata dello Scià e all’instaurazione di una rigida teocrazia sotto il comando del fanatico ayatollah Khomeini (1979).

Questi esempi sono quanto mai eloquenti per capire perché la figura di Paul Muad’dib è del tutto collegata a quella del messia islamico, o mahdi, e quindi promotore del jihad il cui scopo è portare i Fremen alla conquista della galassia. Come il Bene Gesserit ben sa: «Quando religione e politica viaggiano sullo stesso carro, e il carro è guidato da un santo vivente, niente può resistere sul loro cammino».

Ma la figura del Mahdi non è l’unico esempio dell’influsso islamico presente in Dune. Lo stesso Herbert, nell’appendice “La Religione di Dune”, afferma che: «i Fremen di Arrakis praticavano una religione le cui radici, come ogni studioso può chiaramente vedere, affondavano nel Saari Maomettano». In primo luogo è chiaro il riferimento al fondamentalismo religioso. Un tema che scopriamo soprattutto nel Jihad Butleriano, la grande guerra santa che abolì tutti i mezzi tecnologicamente evoluti e portò all’affermarsi della regola seconda la quale: “Nessuna macchina può imitare la mente di un uomo”. Ma sono soprattutto i Fremen a ‘ereditare’ questa concezione spiritual-combattente. Come lo stesso Herbert sottolinea, l’Impero e i suoi organi principali (Landsraad e Gilda Spaziale) sono completamente laici e considerano la religione come “una forma di spettacolo per divertire il popolo e mantenerlo docile”. Invece i Fremen, rimasti isolati in un ambiente durissimo per la vita, hanno continuato a tenere in considerazione pratiche religiose estremiste. Ne sono un esempio lampante i gruppi Feddaynkin, fanatici Fremen che compongono l’esercito di Paul Muad’dib nel suo jihad. La loro è un’attività inizialmente di pura guerriglia contro gli invasori e oppressori – seppur sempre intessuta di delirio religioso – proprio come i fedayn in Israele, gruppi militanti che compongo l’esercito non regolare del popolo palestinese. In seguito i Feddaynkin agiranno a viso aperto in tutta la galassia, compiendo decine di miliardi di vittime (come Paul Muad’dib, nella sua agghiacciante indifferenza, rivela in Messia di Dune).

Una particolare similitudine tra abitudini Fremen e religione islamica la si trova molto chiaramente in alcuni termini che sono storpiature di termini musulmani. La Sunnah, nient’altro che la Sunna che gli islamici sunniti usano, insieme al Corano, come elemento principale della loro religione (la sunna è l’insieme di antiche norme etiche basate sui detti e gli insegnamenti di Maometto stesso). Umma, definito da Herbert come nome che indica «un appartenente a una comunità di profeti», è il termine che l’Islam usa per indicare le comunità musulmane. Per non parlare della Shari-a, una parte del credo diffuso dalla Missionaria Protectiva del Bene Gesserit il cui scopo è diffondere liturgie e rituali tra i popoli superstiziosi. Il termine si rifà alla ben nota sharia, l’insieme delle leggi tradizionali della fede islamica che è l’elemento centrale che divide l’Islam vero e proprio da quello fondamentalista (i Taliban afghani, con i loro Mullah, ma anche il Pakistan, parte della Nigeria, il Sudan, lo Yemen adottano la sharia come proprio sistema legislativo e questo ha portato ai drammatici casi di lapidazione di donne povere per ‘adulterio’). I termini usati da Herbert di haij (viaggio santo), haijr (migrazione) e Haijra (viaggio di ricerca) s’ispirano tutti al termine islamico Egira, che indica la migrazione compiuta da Maometto e dai suoi discepoli dalla città di La Mecca a quella di Medina, avvenuta nel 622 – anno zero del calendario musulmano. Per finire, il termine Bashar, che indica un generale dei Sardaukar fedeli all’Imperatore, si rifà a quello di Bashir, nome piuttosto noto nell’ambiente islamico anche in riferimento all’attuale dittatore del Sudan, el-Bashir. E il bourka, un mantello isolante usato dai Fremen nel deserto, è la storpiatura del celeberrimo burka, l’abito che le donne afgane sotto il regime dei Taliban erano costrette ad usare e che copre il 100% del corpo.

L’ispirazione a un particolare tipo di civiltà realmente esistente per la creazione di un mondo o di un universo è un procedimento abbastanza usato nell’ambiente della fantascienza. Basti pensare al concetto di declino e caduta dell’Impero romano usato da Asimov nel suo ciclo della Fondazione, o al miscuglio di filosofie orientali usato da Lucas nella saga di Star Wars. E’ proprio questo sottile riferimento a una cultura o a avvenimenti realmente esistiti che ha dato solidità e credibilità a tali opere, e Dune ne è un esempio classico e, in un certo senso, il meglio riuscito.

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