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Lo stemma dei Sardaukar, l'élite militare dell'Impero.

La raccolta di Melange è vitale per la galassia, proprio come il nostro petrolio.

La Gilda Spaziale, col suo monopolio dei viaggi interstellari, ricatta tutto l'Impero.

 

 

 
COMMENTO ALLO SCENARIO POLITICO DI DUNE

Come abbiamo visto nel precedente articolo, l'universo di Dune è di una complessità estrema: Frank Herbert è riuscito ad inventare complesse situazioni politiche che rispecchiano un po’ quelle dei nostri tempi, situazioni dove i potenti devono muoversi con cautela per non spezzare un delicato equilibrio di poteri (un esempio lo abbiamo nell'annosa questione del Medio Oriente). Si tratta di un universo dove l'imperatore è sovrano solo per legge e non di fatto: non è però una monarchia costituzionale o qualcosa del genere. Ufficialmente infatti l'Imperatore Padiscià detiene il potere galattico, ma esistono anche altre forze che ufficiosamente governano l'impero. Le parole che maggiormente mettono in risalto questa condizione sono quelle del conte Hasimir Fenring: "Molti componenti dell'Impero sono convinti di avere in mano il massimo potere: la Gilda Spaziale, con il suo monopolio dei viaggi interstellari; la CHOAM, con il suo soffocante primato economico; le Bene Gesserit, con i loro segreti; i mentat, con il loro controllo sui poteri mentali; la Casa Corrino, con il trono; le case maggiori e minori del Landsraad, con i loro vasti possedimenti. Guai a noi se un giorno una di queste fazioni decidesse di dimostrare l'assunto." [da "Preludio a Dune: Casa Atreides" di B. Herbert e K.J. Anderson] Il reale potere dell'Imperatore non ci viene mai però spiegato: sembra che debba sottostare alle decisioni del Landsraad, ma spesso e volentieri agisce di testa propria e segretamente (come quando manda i Sardaukar su Arrakis). Nel film di Lynch assistiamo nelle prime scene a una divertente inversione di potere: i delegati della Gilda Spaziale, preoccupati per la situazione su Arrakis, impongono all'Imperatore di prendere provvedimenti e addirittura lo rimproverano con parole sarcastiche. E' ovvio che l'Imperatore Padiscià, rendendosi conto di quanto sia limitato il suo potere, cerca di 'sfogarsi' vivendo nello sfarzo e governando almeno la sua corte, nonché la micidiale arma che nessuno nella galassia può sconfiggere: le armate fanatiche Sardaukar. Naturalmente, essendo imperatore, viene sempre trattato con il dovuto rispetto e nessuno si sognerebbe di mostrargli apertamente la reale debolezza del suo trono: con un gesto di orgoglio l'imperatore potrebbe anche stracciare tutte le alleanze e assoggettare la galassia, se gli fosse possibile.

A frustrare più o meno tutti i sogni di gloria delle potenze universali è la Gilda Spaziale, detentrice del monopolio dei viaggi interstellari. In effetti, per poter realisticamente mostrare la forza del proprio potere una qualsiasi fazione tra quelle indicate dal conte Fenrign avrebbe sempre bisogno della possibilità di raggiungere altri mondi, e ciò non potrebbe avvenire se la Gilda decidesse tranquillamente di vietarglielo. Possiamo capire grazie a ciò come in effetti il vero potere rimanga relegato nelle mani della Gilda Spaziale, che non sottostà né al Landrsaad né tanto meno all'imperatore. Non è vero, però, che la Gilda è realmente invincibile: se lo fosse, avrebbe già rovesciato lo status quo che vige nella galassia. Tutto il suo monopolio si basa sul fragile e incerto sistema di estrazione del Melange, la sostanza indispensabile per i viaggi stellari, che esiste solo sul pianeta Arrakis. Finché l'amministrazione dell'estrazione della spezia rimane nelle mani di una delle grandi case del Landsraad, la Gilda rimarrà sempre impossibilitata ad assumere il governo, dato che è soggetta al Melange. Lo vediamo quando, verso la fine di Dune, Paul Atreides minaccia di distruggere tutte le miniere della spezia e bloccare per l'eternità l'estrazione del Melange. Anche se la Gilda sa che verosimilmente si tratta di un bluff, il solo pensiero della fine dei viaggi interstellari (e del loro monopolio…) è abbastanza tragico da portarli al più umile dei compromessi. Ecco perché la Gilda e la CHOAM, l'azienda che decide le sorti economiche della galassia, hanno spesso fior di denaro nella vana ricerca di un'altra fonte di Melange nell'universo.

Fondamentale rimane la figura del Bene Gesserit: questa scuola dedicata all'insegnamento mentale ha un potere enorme nell'universo. Molte delle sorelle infatti hanno assunto posizioni di importanza rilevante nel governo galattico, sposando funzionari di alto rango. Anche l'imperatore possiede come compagna ufficiale una Bene Gesserit, una Veridica che gli serve per conoscere la realtà di determinate situazioni. Anche se ufficialmente il Bene Gesserit agisce come scuola per l'insegnamento dei poteri mentali, riservata alle sole donne, è dimostrato che buona parte della galassia sia a conoscenza degli intenti 'secondari' di quest'ordine, ossia la selezione genetica. Questo folle progetto pseudo-nazista, che le sorelle portano avanti con inesorabile convinzione, mira a creare l'essere umano perfetto il cui destinato sarà di diventare l'arma con cui il Bene Gesserit assumerà finalmente il controllo della galassia. Herbert deve essersi ispirato ai vaneggianti piani di Hitler sulla selezione dei tedeschi per la purificazione della razza ariana, e alle paure dell'utilizzo dell'ingegneria genetica per la creazione di esseri più potenti del normale. Rimane un mistero il fatto che l'Impero non si sia mai deciso a mettere fine alle follie del Bene Gesserit. In una galassia in cui domina la legge dettata dal Jihad Butleriano "Non costruirai macchine a somiglianza della mente umana", pare strano che una tale aberrazione sia anche solo tollerata. C'è da ricordare che il massimo precetto della religione imperiale, come cita l'Appendice B di Dune, è "Non sfigurare la tua anima." Sebbene sia un regola molto astratta, appare chiaro che gli scopi della Sorellanza sono molto al di là delle limitazioni imposte della Bibbia Cattolica-Orangista: il tentativo di sostituirsi a Dio creando esseri umani diversi, che già scandalizza l'opinione pubblica al giorno d'oggi, non può che portare il popolo imperiale futuro a gridare al sacrilegio. Tutto ciò si spiega col fatto che il Bene Gesserit rimane comunque il massimo ordine religioso della galassia, e la loro Missionaria Protectiva suggestiona il popolo con credenze che portino a una totale e cieca obbedienza nei confronti della Sorellanza.

I Mentat hanno un odio assoluto nei confronti del Bene Gesserit, odio reciproco si può dire. Entrambi gli ordini si basano sulle facoltà mentali, ma i Mentat sono completamente assoggettati ai loro padroni. Non hanno la reale possibilità di ottenere il potere, ma i loro servigi sono divenuti così utili che se i Mentat si rifiutassero di prestarli sarebbe la fine dei potenti della galassia. I Mentat appaiono come computer umani dotati di prestazioni logiche spaventose, un po’ come i Vulcaniani di Star Trek. Sono però molto diversi sia da Spock che da un Pentium dei nostri tempi poiché le loro elaborazioni sono spesso e volentieri intralciate dai sentimenti. Lo vediamo quando il diabolico Piter de Vries, Mentat degli Harkonnen, spiega il piano di portare i sospetti di una spia nel palazzo verso la moglie del duca Leto Atreides (tra l'altro, una Bene Gesserit, sebbene diversa dalle altre): De Vries dice che: "La mente di Hawat [Mentat degli Atreides] sarà così sconvolta da una simile prospettiva, che le sue funzioni di Mentat ne saranno paralizzate." Ed in effetti proprio questo avviene! Ma anche De Vries sarà così accecato dai desideri di potere da non accorgersi delle reali intenzione del suo padrone, il Barone Harkonnen. Se De Vries fosse durato più a lungo, non è escluso che sarebbe stato in breve tempo ucciso dal Barone Vladimir.

Un fattore importante è quello delle case del Landsraad: sono loro a mostrare la caratteristica sembianza di civiltà medioevale nell'universo di Dune. Detengono feudi planetari, proprio come accadeva all'epoca nell'Europa dei 'tempi bui', e sono occupate sempre a farsi guerra tra di loro, proprio come le loro antenate. Possiedono eserciti privati, grazie ai quali mantengono l'ordine nella galassia, e ricevono i loro feudi dall'Imperatore in persona, al quale sono legati da stretti vincoli anche di parentela (Leto Atreides è lontano cugino dell'Imperatore Shaddam IV). Le loro guerre private sono però limitate, e devono seguire le rigide regole del kanly, grazie al quale i danni al popolo sono pressoché nulli. E' questo forse l'unico esempio di evoluzione culturale nell'universo di Dune!

La religione, infine, è un elemento fondamentale. Nell'Appendice B del suo primo romanzo, Herbert ci racconta della nascita della Bibbia Cattolica-Orangista: allo scopo di fermare una volta per tutte le guerre di religione, viene fondato una specie di commissione ecumenica il cui scopo è di rintracciare le fondamenta su cui si basano tutti i principali credi e fondare una religione comune che accontenti tutti. I delegati della commissione finiscono nel creare una nuova Bibbia il cui scopo è quello di rivelare una nuova fede! Questa abominevole e ridicola soluzione porta all'esplosione di una nuova carneficina: si racconta che morirono 80 milioni di persone nelle guerre per bloccare le diffusione della nuova Bibbia, e tutti i delegati tranne poco più di una dozzina finirono per disconoscere i contenuti della loro stessa opera a lavoro ultimato. Ci si chiede come possano queste persone credere veramente in un 'testo sacro' non ispirato da una divinità (anche accettando che i testi sacri delle maggiori religioni mondiali siano stati ispirati da Dio!). Eppure, la Bibbia C.O. finisce per diffondersi e sopprimere tutti gli altri culti! Il Jihad Butleriano, massima espressione del fanatismo religioso, è una logica conseguenza di ciò che potrebbe avvenire se in una civiltà tecnologica prendesse il potere un culto conservatore.

Abbiamo dunque visto come sia complesso ed affascinante tutto l'universo creato da Frank Herbert. Un universo, però, così tristemente realistico da sembrare vero.

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