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L'economista John Harsanyi, premio nobel insieme a Nash e Selten, è stato tra i principali ideatori della teoria dei giochi.

I dadi hanno un'importanza fondamentale nei gdr da tavola.

Il manuale di gioco è un altro strumento imprescindibile nei gdr, elecando regole e tabelle di riferimento.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INTRODUZIONE AI

GIOCHI DI RUOLO

di Luigi Scuderi


Iniziamo intanto col definire cosa sia un gioco, dato che è fuor di dubbio che un gioco di ruolo, per essere tale, deve soddisfare i requisiti posti alla base di qualunque attività ludica.

Dal Dizionario della Lingua Italiana, De Mauro, PARAVIA

[…]Gioco, s.m.: attività svolta da una o più persone per divertimento, svago, passatempo.[…]

Dall’Universale, Enciclopedia Tematica, relativamente alla disciplina filosofica:

[…]Il gioco umano (sia infantile che adulto) raggruppa schemi comportamentali assai diversi fra loro. Esso può essere puro divertimento (paidìa secondo R. Caillois) in quanto gioiosa improvvisazione motoria scarsamente strutturata; può assumere invece caratteristica di trastullo (in inglese play) quando si articola in regole informali e improvvisate, per cui (come negli animali) finge, imita e partecipa di una continua invenzione; infine può diventare gioco strutturato secondo regole formali (in inglese game; ludus secondo Caillois), per cui l’emozione gradevole nasce dal darsi un compito finalizzato (ancorché gratuito) o dal competere con altri secondo gli schemi codificati di una sia pur fittizia battaglia.[…]

e anche

[…]giochi, teoria dei: teoria matematica che studia le strategie di comportamento ottimale in situazioni (anche conflittuali) in cui si tenda a conseguire un utile. Essa ha quindi di mira la costruzione di modelli matematici di situazioni militari o della vita economica di cui gli usuali giochi di società (scacchi, bridge ecc.) costituiscono approssimazioni idealizzate (Harsanyi, John C.)[…]

Non mi soffermerò sul pensiero di Piaget, che pone intorno all’ottavo anno di vita del bambino la capacità di comprendere una struttura soggetta a regole e negli anni successivi i diversi gradi di apprendimento e partecipazione al contesto ludico. Analizziamo invece il gioco, secondo la sua accezione ufficiale.

Esso è caratterizzato da alcuni punti fermi, comuni a tutti gli elementi della categoria.

Il fine. Ovviamente è divertirsi.

La finalità. Ogni gioco ha la sua. Comprende l’insieme di criteri, azioni e regole da seguire per cercare di risultare vincitori alla fine del gioco.

Termine del gioco. E’ sancito dalla condizione preposta a tal fine dal regolamento.

Numero dei giocatori. Indica il numero di giocatori ammessi per ogni singola partita. Nei giochi in realtime il numero di giocatori è di norma fisso, mentre in quelli by turns può variare entro un range minimo-massimo previsto dal manuale di gioco.

Regolamento. Documenta le regole previste per il corretto svolgimento del gioco.

Strumenti. Sono gli elementi di supporto al gioco. Come qualsiasi strumento di valutazione devono possedere i requisiti di portata, sensibilità e riproducibilità. In uno strumento di misurazione qualsiasi, la portata indica il massimo valore misurabile dallo strumento, la sensibilità il minimo intervallo determinabile e la riproducibilità l’insieme delle componenti che concorrono alla determinazione della misura e che garantiscono che in situazione analoghe il risultato ottenuto sia sempre il medesimo. Ad esempio, nel caso del termometro clinico la portata è 42°C, la sensibilità 0,1°C e la riproducibilità è garantita dalla taratura della casa produttrice; nel caso del metro per sarti (o a nastro) la portata è 1 metro, la sensibilità è 1 cm e la riproducibilità è data dal confronto col metro capione.

Per i giochi in cui necessiti una interpretazione del risultato viene definita una figura super partes, denominata arbiter, che si occupa di interpretare la “volontà del legislatore”, usando una terminologia giuridica. Proprio per la sua natura imparziale, l’arbiter è soggetto solo al regolamento, e il suo verdetto è pertanto insindacabile.

Analizzando un qualsiasi gioco, noterete con facilità che tali punti sono puntualmente presenti e conformi al loro ruolo. E’ parimenti facile dimostrare come difficilmente gli attuali gdr online by chat italiani si esimano dal presentare qualche lacuna in tal senso, relegandosi di fatto al livello di “trastullo” (vedi sopra).

Soffermiamoci ora sul gioco di ruolo, visto secondo ottica avulsa da qualsiasi preconcetto legato al gdr cartaceo o software o live o (perché no) online: analizziamo i punti chiave di questa tipologia di gioco nella sua forma più pura, tecnicamente parlando.

Il fine. Resta ovviamente quello di divertirsi.

La finalità. Generalmente è quella di seguire il proprio PG nelle sue avventure e nel perseguimento delle sue ambizioni, vivendo insieme a lui, vedendolo crescere e maturare insieme al contesto di gioco. E' fondamentale in questo senso precisare come le “ambizioni” non debbano essere identificate con la brama di gloria e potere, quanto piuttosto con le pulsioni proprie del PG, le sue aspettative di vita, i bisogni suoi propri di accrescere la propria autostima. Ad esempio, il figlio di un ricco mercante potrebbe ambire a dimostrare al padre le proprie capacità imprenditoriali, mentre un giullare potrebbe voler esaltare a tal punto le proprie doti artistiche da divenire indispensabile alla Corte d’appartenenza; una sarta potrebbe voler divenire la promotrice di un nuovo modo di vestire, mentre un guerriero potrà optare per entrare per meriti nelle grazie del sovrano al fine di farsi concedere un appezzamento di terreno. E così via dicendo.

Termine del gioco. Di norma a fine campagna (quest finale). Una Campagna è solitamente costituita da più quest, ognuna delle quali porta nuovi spunti di gioco, lungo la strada che porta all’ultima quest (epilogo). Il piano della Campagna e delle Quest è generalmente preparato dal Master prima dell'inizio del gioco, ma esistono anche altre possibilità, soprattutto nelle modalità di gioco avanzato, dove siano previsti finali multipli o finali “aperti”.

Numero dei giocatori. Solitamente i giochi di ruolo seguono un sistema by turns, dovendo tutti i giocatori partecipare attivamente. Fa eccezione il GRV che preferibilmente quando interpretativo, può supportare il modello realtime (anche se è comunque a discrezione del gruppo, che può sempre decidere per la dinamica a turni). Nel sistema GRV il numero di presenti va preferibilmente definito all’inizio della giocata, specie se si è optato per la dinamica in tempo reale. Nei sistemi by turns è sconsigliabile superare le 8-10 unità in quanto il gioco potrebbe divenire troppo statico e alla fine noioso. Il gioco in realtime, dal canto suo, consente una maggiore libertà d’azione e una maggiore dinamica in game: in taluni casi è possibile gestire anche una ventina di elementi anche se è necessario un master molto capace, che eviti che il gioco degeneri spegnendo gli entusiasmi iniziali.

Regolamento. E’ diviso generalmente in due sezioni: l’ambientazione e il gameplay. La prima cura gli aspetti del gioco ai quali il master dovrà attingere in fase narrativa e ai quali i giocatori dovranno fare riferimento in fase di creazione del BG dei loro PG, attenendosi ad esso e sviluppandolo coerentemente durante le giocate. Il gameplay è invece il sistema di valutazione, che regola l’esito degli eventi, l’utilizzo delle abilità, l’evoluzione dei PG, l’assegnazione dei punti esperienza, i colpi critici, i parametri dei PG e degli oggetti, i PNG, etc.

Strumenti. Manuale di gioco, sistema di comparazione (dadi, tabelle, software dedicato), schede personaggio, mappe.

In particolare va citata l'importanza del dado come generatore casuale di valori; esso infatti risulta facilmente reperibile a costi esigui, in svariate fogge (e quindi numero di facce) e colori e nel contempo rispetta i requisiti base degli strumenti di misurazione: la sua portata è infatti pari al numero di facce, la sensibilità allo scarto tra il valore di una faccia e il valore direttamente successivo (o precedente) e la riproducibilità alla certezza che, se mantenessimo identici tutti i parametri che concorrono al lancio e all'arresto del dado, otterremmo sempre l'uscita della medesima faccia.

Conclusa la scheda tecnica dell’archetipo, esaminiamo ora le varie tipologie di GdR in dettaglio.

Articolo tratto dal Manuale di ProgettoFolle capitolo 0 - su gentile concessione dell'autore.