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La copertina dell'edizione italiana di Harry
Potter e la Pietra Filosofale potrebbe
riassumere praticamente tutto quello che è la saga
del piccolo, grande maghetto inglese: una scacchiera
su cui si muovono numerosi personaggi ben delineati,
alcuni dei quali giocano dalla parte del Bene, altri
dalla parte del Male. In effetti, l'eterna lotta tra
questi due schieramenti è sempre stata da sfondo a
buona parte delle storie fantasy e Sf-fantasy (in
questo genere, per intenderci, figurano Star Wars e
Dune): lungi dall'essere una semplificazione
grossolana della vita, la divisone tra Bene e Male è
una divisione che esiste anche nel nostro mondo,
sebbene non delineata con esattezza. Nelle opere
fantastiche Bene e Male sono divisi col coltello,
per ragioni di trama e anche come significato 'allegorico':
si vuole praticamente mostrare al pubblico che
questi due modi di vivere esistono anche ora,
sebbene nascosti e camuffati. Però, diversamente
dalle opere fantasy pure alla Tolkien, in Harry
Potter (adesso qualcuno che ha avuto il coraggio
di leggere questo articolo storcerà il naso per il
confronto insostenibile. Perdonatemi) tale divisione
è molto meno accentuata di quanto si possa pensare,
perché spesso e volentieri i ruoli vengono stravolti
e i cattivi diventano buoni, e viceversa.
Nel primo romanzo ci vengono mostrati tre personaggi
subito inseriti in un contesto negativo: i Dursley,
la famiglia adottiva di Harry. Lo zio Vernon, la zia
Petunia e il cugino Dudley trovano ogni buona
occasione per dare fastidio al povero Harry,
bistrattandolo come non mai. Le loro figure sono
pesantemente negative, anche troppo, ma questo
espediente è stato usato dalla Rowling per
utilizzare i Dursley più che altro come figure
comiche: in effetti il loro comportamento finisce il
più delle volte per creare straordinarie gag nel
confronto tra il mondo 'normale' e quello della
magia. I Dursley non sono stati creati solo per
essere odiati, ma anche e soprattutto per mostrare
il confronto diretto tra questi due mondi in modo
volontariamente comico. L'atteggiamento superiore e
sprezzante dei parenti adottivi di Harry è un modo (alquanto
discutibile, è vero) di scaricare la loro invidia:
in fin dei conti, ci ritroviamo un Vernon benestante
ma sempre in lotta con le anormalità, una Petunia
chiusa tra quattro mura domestiche e che sfoga la
propria frustrazione con i pettegolezzi, e un Dudley
obeso da far paura, sempre sull'orlo della
bocciatura e un po’ consapevole nel suo subconscio
che non sarebbe male assomigliare ad Harry. Visti
così, viene quasi da compatirli!
Il personaggio del professore di pozioni Severus
Piton è sicuramente il migliore di tutti. Detestato
da buona parte del pubblico giovanissimo, idolatrato
dai fan più 'anziani', è un vero e proprio cattivo
da operetta se non per il fatto che lui non è
realmente un servo del Male, anzi! Piton,
perfettamente impersonato anche nel film, sembra il
classico modello non solo dell'Insegnante Da
Detestare, con le sue preferenze, i suoi odi
personali e il modo in cui mette in difficoltà gli
alunni che non sopporta, ma anche un ottima
rappresentazione del Male. In realtà, scopriamo che
lui, sebbene un tempo seguace del cattivo per
eccellenza Voldemort, è poi tornato sui suoi passi e
nonostante tutto non sembra aver mai avuto
ripensamenti e nemmeno voglia di tornare dal suo
padrone una volta che questo è risorto (pur
consapevole del destino che lo attende se Voldemort
lo trovasse). Piton è un personaggio degno di
un'opera di Shakespeare: si trova infatti in tutti i
romanzi a dover affrontare una lotta interiore tra
il voler danneggiare il più possibile Harry, in
memoria del diabolico scherzo compiuto ai suoi danni
dal detestato padre di quest'ultimo, e il volerlo
salvare dalle mire dei seguaci di Voldemort, per
sdebitarsi da come il padre di Harry lo salvò dalla
morte certa. Nonostante tutto, comunque, i confronti
tra Piton ed Harry sono sempre a dir poco
entusiasmanti, e il comportamento altezzoso del
professore di pozioni dà vita a momenti molto
esilaranti (specialmente nel 2° libro, nelle
numerose schermaglie con il vanesio professor
Allock). Certo, a volte il suo modo di fare è
esasperante, e nessuno sicuramente lo vorrebbe mai
come insegnante! Tuttavia, Piton è l'esempio più
lampante di come nelle opere della Rowlling non
tutti sono quel che sembrano.
"Cattivo" per eccellenza rimane comunque Lord
Voldemort, nemico principale di tutta la serie,
rimasto un po’ in sordina nei primi libri ma che
sicuramente darà il meglio di se nei seguiti. Nel
primo romanzo ci appare solo la sua faccia, poiché
il suo potere è ancora troppo debole per poter avere
un corpo. Sia nel secondo che nel terzo libro di
Voldemort ci sono solo pochi accenni (sebbene nel
secondo vi compaia, pur se non 'dal vivo'). E' solo
nel Calice di Fuoco che il più terribile dei
maghi oscuri ritorna al suo antico potere e si
mostra a noi in tutto il suo fulgore. Voldemort è
una figura totalmente negativa, non ha nel suo cuore
(ammesso che ne abbia uno) un minimo di rimorso,
uccide più che altro per il piacere di farlo, si
attacca disperatamente alla vita in ogni modo pur di
rimanere il più possibile in questo mondo per
danneggiarlo. Per lui non si prova che odio e
terrore. Per il personaggio di Voldemort, la Rowling
pare aver tratto ispirazione dai vecchi cliché dei
romanzi fantasy, creando un cattivo più fisico e
meno potente di quello di Tolkien, ma comunque
all'altezza di impersonare il Nemico per antonomasia
della saga.
Totalmente negativi sono anche i seguaci di
Voldemort, il professor Karkaroff, e i 'nemici' di
scuola di Harry: Malfoy, Tiger e Goyle. Certo,
questi ultimi non hanno nulla da spartire con la
crudeltà di Voldemort, ma in loro non c'è niente di
positivo. Probabilmente la Rowling ha creato questi
personaggi per rendere più simile la vita di
Hogwarts a quella delle nostre scuole agli occhi del
pubblico più giovane. Le figure classiche del
professore odioso e dei compagni odiosi sono infatti
presenti nella saga. Un altro personaggio scolastico
ritratto a tinte negative è Gazza, il custode. Si
tratta in realtà di una figura estremamente
simpatica, con la sua passione per le punizioni, il
suo amore per il gatto Mrs. Purr, le sue
idiosincrasie; inoltre, Gazza è perfettamente
rappresentato anche nel film, dove si mette più in
luce il suo aspetto leggermente sadico. Il suo
'odio' per gli alunni è comunque spiegato dal fatto
che egli non è un mago, cosa che lo rendo invidioso
verso tutti gli aspiranti maghi della scuola.
Molto controversi sono i personaggi di Peter Minus e
Cornelius Caramell. Peter Minus è protagonista di
uno dei maggiori stravolgimenti di trama nel terzo
libro: egli prima viene descritto come un eroe
sacrificatosi per amore dei Potter, poi si trasforma
in un subdolo e odioso traditore, responsabile
dell'uccisione dei genitori di Harry! La Rowling ci
mostra in pieno il carattere viscido di questo
personaggio quando striscia ai piedi di Harry
cercando di convincerlo della sua innocenza. Minus è
anche responsabile di una delle migliori azioni di
Harry, il perdono che è capace di concedere
all'indiretto assassino dei suoi genitori! Peter
Minus è però un personaggio indegno della minima
compassione, e lo notiamo quando ritorna da
Voldemort divenendo il suo nuovo primo seguace. Si
tratta di un comportamento deplorevole, che dimostra
come Minus abbia rifiutato la sua ultima possibilità
di redimersi e rendendo definitiva la sua caduta al
male. Diversamente da questo, Cornelius Caramell non
viene presentato come un personaggio cattivo. Il
Ministro della Magia, infatti, ci appare come un
uomo simpatico, ingenuo, un po’ confuso e con le sue
manie, spesso incapace di prendere decisioni, ma
comunque una brava persona. E' solo nel quarto
libro, quando rifiuta totalmente di credere nel
ritorno di Voldemort e giunge a insultare Silente,
che ci rendiamo conto di cosa sia in realtà: non un
simpatico ometto che si prende troppo sul serio, ma
un burocrate inetto troppo attaccato al mondo in cui
vive e alla poltrona che occupa. La migliore
descrizione ce la fa lo stesso Harry: "… davanti
a lui c'era un piccolo mago iroso, che si rifiutava
categoricamente di accettare l'idea che il suo
comodo mondo tranquillo potesse venire turbato."
Totalmente contrapposto a Caramell è Silente. Il
preside di Hogwarts è l'incarnazione perfetta dei
migliori ideali dell'umanità: è saggio, disponibile,
si fida ciecamente delle persone a cui ha dato
fiducia, sa sempre cosa fare e come agire in ogni
situazione. Inoltre, spesso e volentieri possiede un
grande humour che lo fanno scendere da quel ruolo
quasi divino a un normale essere umano, o meglio a
un normale mago. In realtà, Silente è un punto fermo
in mezzo all'oceano di confusione degli eventi della
saga. Egli infonde una grande sicurezza sia ai
personaggi, sia ai lettori. E' l'unico mago
abbastanza potente, infatti, da poter spaventare
Voldemort. Ma c'è un piccolo particolare inquietante
che traspare dalle ultime pagine del Calice di
Fuoco: mentre Harry spiega a Silente il metodo
usato da Voldemort per risorgere, specificatamente
quando parla del fatto che il mago oscuro sia
riuscito a toccarlo senza farsi male, notiamo nel
preside di Hogwarts: "qualcosa di simile a un lampo
di trionfo". La Rowling, sottoposta a una domanda su
questo punto del libro in un'intervista, ha usato
parole molto enigmatiche. Un colpo di scena prossimo
che potrebbe cambiare tutto? Silente potrebbe non
essere proprio quello che crediamo? E' estremamente
improbabile, ma tutte le ipotesi sono aperte.
Sempre parlando di professori, ci sono due
personaggi che non sono quel che sembrano: i docenti
di Arti Oscure Raptor (nel primo libro) e Allock (nel
secondo). Raptor è un personaggio totalmente
asservito al male, che sa camuffare bene la sua
crudeltà ma che spesso cede alla disperazione e alla
paura di servire Voldemort. In certi momenti sembra
volere abbandonare tutto, ma sa di non poterlo fare
e alla fine, nel confronto con Harry per
impossessarsi della pietra filosofale, mette in
gioco tutta la sua spietatezza e ferocia senza mezzi
termini. Allock invece non ha niente a che fare con
Voldemort: in fin dei conti, nella trama del secondo
romanzo, la scoperta del suo imbroglio finisce per
passare in secondo piano rispetto ai grandi eventi
che si stanno per verificare. Sembra quasi di
leggere uno di quei libri gialli in cui, assieme al
vero colpevole, si scoprono altri rei che si sono
macchiati di crimini meno gravi e inutili ai fini
della trama. Allock è una figura terribilmente
comica, la migliore forse creata fino ad ora della
Rowling. E' un personaggio comunque fondamentale per
alleggerire spesso i toni troppo prematuramente cupi
della Camera dei Segreti. Tra coloro che ci
vengono definiti come 'cattivi' abbiamo anche i
Dissennatori: i guardiani di Azkaban, succhiatori di
emozioni, sono usati dal Ministero della Magia come
carcerieri impareggiabili, ma sono anche tra le
peggiori creature del Male. I loro scopi sono solo
superficialmente benigni: essi fanno sì la guardia
ai prigionieri di Azkaban, ma al solo scopo di
succhiare loro le emozioni. Silente sa bene come i
Dissennatori siano pericolosi, al punto che nel
quarto libro cerca di convincere Caramell a
licenziarli. In effetti, se i Dissennatori si
unissero a Voldemort i prigionieri di Azkaban
verrebbero liberati e tornerebbero a servire il
Signore Oscuro! I Dissenatori sono però più che
altro cattivi per necessità: il loro succhiare
emozioni sembra più una specie di istinto naturale
come quello degli animali che un modo di servire il
male coscientemente come Voldemort.
La Rowling ha comunque creato un grande numero di
personaggi totalmente positivi atti a equilibrare le
situazioni: Ron e Hermione, in primis. I compagni di
scuola di Harry, forse un po’ troppo sospettosi nei
suoi riguardi ma comunque affezionati. La
professoressa McGranitt, seria e di pietra ma capace
a volte di commuoversi, una professoressa che
conosce bene il suo mestiere e lo svolge con una
bravura senza pari. Il buon Hagrid, terribilmente
sepliciotto ma nel suo piccolo capace di cacciare
frasi molto filosofiche e che guida Harry nel mondo
crudo e reale in cui vive. In fin dei conti, la
grande scacchiera della saga di Harry Potter su cui
combattono gli esponenti del bene e del male in una
grande lotta senza esclusione di colpi, non è uno
scenario dove i due schieramenti sono fissi, ma
spesso qualcuno passa dall'altra parte e la
situazione viene completamente stravolta. Non è
certo escluso che in futuro ci aspettino colpi di
scena ancora più eclatanti. La Rowling garantisce.
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