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Volare con le scope è prerogativa delle streghe, non è vero?

Questa era la fine comune delle donne accusate di stregoneria nel medioevo.

Ma non è pur vero che a Hogwarts si festeggiano Natale e Pasqua?

 

 

 
CRISTIANESIMO O SATANISMO?

Uno dei dibattiti più accesi sul fenomeno Harry Potter si è avuto sul terreno della religione. La dura condanna scaturita dagli ambienti ecclesiastici cristiani di mezzo mondo si basa sull'idea che Harry Potter possa portare i suoi giovani lettori (nel caso dei romanzi) e i suoi giovani spettatori (nel caso dei film) ad un vero e proprio culto verso le cosiddette “arti magiche”, con un conseguente avvicinamento al ‘mondo pagano’ e una perdita di fede verso il cristianesimo. Per la Chiesa Harry Potter e Halloween sarebbero i due nuovi volti di un vero e proprio rigurgito di superstizione pagana, per non dire addirittura di avvicinamento al satanismo. Questo singolare dibattito è sorto e ha avuto il suo più violento campo di battaglia nell'ambito della Chiesa Protestante, in Inghilterra e negli USA, acuito senza dubbio dall'immediata attenzione che la stampa internazionale ha rivolto all'argomento.

 

In realtà in primo luogo va detto che queste condanne, come è avvenuto in molti altri casi, derivano dalla troppa popolarità di un qualsiasi fenomeno. La durissima reazione della Chiesa al recente best-seller Il Codice da Vinci è forse l'esempio più calzante: se si considera che le idee esposte dal suo autore Dan Brown non sono certo nuove nell'ambito degli studi e pseudo-studi sul Graal, è indicativo che il fatto che la Chiesa le abbia considerate solo ora che sono diventate soggetto del caso letterario dell'anno.

 

Ma veniamo invece al caso che c'interessa più da vicino: Harry Potter. I romanzi abbondano di formule magiche, pozioni, creature mitologiche e quant'altro possa scaturire dal multiforme universo medioevale della magia. Si tratta naturalmente di pure invenzioni narrative, la stessa Rowling con ironia ha sconsigliato il loro utilizzo per la loro totale inutilità. Nel 2003 è uscito nelle librerie italiane un volume, I magici mondi di Harry Potter. Guida ai personaggi, miti e leggende della saga del mago di Hogwarts, scritto da David Colbert e pubblicato dalla Fanucci,  che esplora le origini storiche dei molti elementi magici presenti nei romanzi della Rowling, dagli spettri agli ippogrifi, dalle mandragole alle pozioni polisucco. Si tratta di un'opera indubbiamente interessante, molto apprezzata dal pubblico, ma che ha subito scatenato polemiche sulla possibilità che i lettori scambiassero le leggende citate dall'autore come realtà storiche. Possibilità acuitasi con la pubblicazione più recente (2005) di un volume, La scienza di Harry Potter. Come funziona veramente la magia, scritto da Roger Highfield ed edito dalla Mondadori.  Diversamente dal saggio di Colbert, in questo lavoro Highfield mostra come alcune delle invenzioni fantastiche della Rowling - ad esempio la possibilità di realizzare un mantello dell'invisibilità - siano oggetto di esperimenti e studi nei più avanzati laboratori scientifici del mondo. Ma davvero si crede che i lettori siano così ingenui da credere nella realtà delle invenzioni dei romanzi di Harry Potter? In realtà le condanne di certi ambienti si basano anche su alcuni casi concreti: nel North Carolina, USA, nel luglio 2002, una bambina di 4 anni - dopo aver visto con un ragazzino quattordicenne baby-sitter il film La Pietra Filosofale a casa propria - si gettò a bordo di una scopa dalla finestra del proprio appartamento. Si tratta di un caso di cronaca isolato, ma inevitabilmente sventolato dai critici come esempio dell'effetto negativo che Harry Potter sta producendo sulle nuove generazioni.

 

Sempre nel 2002 nel dibattito entrò anche il vescovo di York, in Inghilterra, il quale tuttavia affermò in un sermone ripreso dalla stampa che il mondo cristiano dovrebbe prendere esempio da Harry Potter, una figura morale esemplare come poche nel mondo della letteratura. C’è in effetti da prendere in considerazione un aspetto molto importante dei romanzi di Harry Potter, l’essere cioè impregnati di un moralismo che si rifà chiaramente alle tradizioni cristiane. Certo, la Rowling non è né Tolkien né C.S. Lewis, che farcirono le proprie opere (Il Signore degli Anelli e Le Cronanche di Narnia) di allegorie cristiane; però, non è difficile osservare molteplici esempi di ciò, in tutti i romanzi.  Nel terzo libro, Il Prigioniero di Azkaban, il giovane Harry perdona l’assassino dei suoi genitori rifacendosi al più importante degli ideali cristiani: perdonare sempre il proprio nemico. Nel 2003 un saggio di Connie Neal, Il Vangelo di Harry Potter, ha provato a individuare tutti gli elementi che nei romanzi della Rowling si rifanno alla morale evangelica del cristianesimo. Un tentativo ambizioso per screditare le critiche mosse dagli ambienti ‘fondamentalisti’, già anticipato da un lavoro simile pubblicato nel 2001 dal titolo What's a Christian to Do with Harry Potter? ("Cosa deve fare un cristiano con Harry Potter?"), inedito in Italia e scritto sempre dalla Neal, scrittrice ed attivista dell’assocazione Women for Faith.

 

I riferimenti al cristianesimo non si fermano qui: per mantenersi ad un livello quanto mai superficiale, si poterebbe notare che lo stesso titolo del quarto volume, Il Calice di Fuoco, ricorda il celebre tema del Santo Graal, il calice di Cristo; oppure che gli alunni e i professori di Hogwarts non solo festeggiano regolarmente il Natale, ma anche la Pasqua: un segno che i maghi, ben lungi dall’essere ‘rozzi pagani’, sono cristiani praticanti! Inoltre, in tutti i romanzi osserviamo che nell'universo di Harry Potter le persone hanno davvero un’anima: quando ad esempio, nel quarto romanzo, Harry sta combattendo contro il cattivo della saga, Voldemort, le anime delle vittime del signore oscuro gli parlano inducendolo a vincere il loro assassino. Ne L’Ordine della Fenice uno degli spettri di Hogwarts, Nick Quasi-senza-testa, spiega ad Harry che solo le anime di coloro che non erano pronte a vivere nell’aldilà restano nel mondo reale sotto forma di fantasmi, mentre tutte le altre vanno incontro al loro destino ultraterreno. Si parla insomma del Paradiso (e dell’Inferno, perché no), come dato di fatto. La Rowling dimostra di credere nell'esistenza di una vita dopo la morte. Del resto lei stessa afferma di essere credente, è infatti membro della Chiesa di Scozia ed ha affermato una volta con veemenza: “Credo in Dio, non nella magia”. Più di così…

 

A parte questo, c'è da dire che nei romanzi di Harry Potter i protagonisti credono in quegli ideali che sono alla base della morale cristiana. Innanzitutto l’amicizia, che gioca un ruolo di enorme importanza, e che traspare in ogni pagina. Oppure il coraggio e la lealtà. Ad esempio, nel primo romanzo assistiamo a un breve ma importante dialogo tra Harry e la sua amica Hermione: 'Harry… tu sei un mago bravissimo, lo sai?' ' Non quanto te' rispose Harry (…) 'Io!' disse Hermione 'Ma figurati: soltanto libri… e un po’ di furbizia! Ma ci sono cose più importanti di questa: l’amicizia, il coraggio (…)" Invece, nel quarto romanzo, verso la conclusione, Harry e il suo rivale nella competizione, Cedric Diggory, litigano perché nessuno dei due vorrebbe prendersi la coppa e insistono perché questa vada all’altro. Questo nonostante il fatto che ad entrambi basterebbe correre, afferrarla per primo e vincere la gara. Invece, la lealtà e l’onestà hanno la meglio. Sono tutti insegnamenti morali che nessuno potrebbe criticare, sia che li si consideri come esclusivi di una “etica cristiana” che di una più generica etica universale.

 

Risulta così difficile comprendere casi di fondamentalismo come quello che ha avuto come protagonista il reverendo Douglas Taylor del Maine, USA, il quale si prese la briga di fare pubblicamente a pezzi armato di cesoie i libri della Rowling, oppure quello in cui un pastore americano dalla Christ Community Church di Alamogordo nel New Mexico che bruciò al rogo come ai tempi dell'inquisizione i libri della saga. La Chiesa Anglicana ha però da un po’ di tempo assunto una nuova posizione riguardo Harry Potter. Facendo propria l’esortazione del vescovo di York, nell’ottobre 2002 la Chiesa d'Inghilterra ha pubblicato un documento ecumenico - approvato anche dalle altre chiese del Regno Unito - in cui incoraggia la lettura dell'opera. «Esiste una lunga tradizione cristiana di impiegare la cultura contemporanea, e in modo particolare la letteratura, come mezzo per illustrare certi valori cristiani», ha affermato un portavoce della Chiesa Anglicana presentando alla stampa il documento. Almeno su un campo, insomma, la battaglia sembra essersi conclusa a favore di Harry. In realtà conclusa non è la parola adatta. Ad esempio il 26 dicembre 2004 Andrew Carey, figlio dell’ex Arcivescovo di Canterbury, dichiarò che la messa in onda del film Harry Potter e la Pietra Filosofale sulla BBC in prima serata il giorno di Natale offendeva il cristianesimo. La BBC rispose tramite il tabloid The Sun che il film era tra i più popolari prodotti per famiglie degli ultimi anni, e questo bastava.  

 

Come agisce invece la Santa Romana Chiesa nei riguardi di Harry Potter? Fino a poco tempo fa sembrava interessarsi poco all’argomento, ma improvvisamente nel luglio 2005 una notizia ha fatto letteralmente il giro del mondo. Nel 2003 Gabriele Kuby, critica letteraria tedesca,  pubblica un libro dal titolo Harry Potter - Gut oder Boese? (“Harry Potter, buon o cattivo?”), e lo invia al suo connazionale Joseph Ratzinger, allora cardinale e prefetto dalla Congregazione per la Dottrina delle Fede, ora attuale papa Benedetto XVI. La tesi della Kuby, fortemente critica verso l’opera della Rowling, è approvata da Ratzinger: in una lettera datata 7 marzo 2003, e resa nota solo due anni più tardi alla vigilia dell’uscita nelle librerie di Harry Potter e il Principe Mezzosangue (sesto capitolo della serie), l’attuale papa scive: «È un bene che lei illumini la gente su Harry Potter, perché si tratta di subdole seduzioni, che agiscono inconsciamente distorcendo profondamente la cristianità nell’anima, prima che possa crescere propriamente». Ratzinger diede alla Kuby il permesso di rendere note quelle sue opinioni. “Il Papa mette all'indice Harry Potter”: con questi titoli la stampa e la TV hanno quindi riportato la notizia della condanna di Benedetto XVI. Condanna, senza dubbio, ed anche forte.

Un ecclesiastico italiano ha scritto un articolo di critica verso la mancanza di religione e l'incoraggiamento alle pratiche sataniche presente nei libri di Harry Potter. L'articolo è riportato qui, ne consiglio la lettura per capire bene le ragioni che hanno spinto Fabbricanti di Universi a scrivere questo commento.

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