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A Zefram Cochrane, lo scopritore della velocità curvatura, è dedicata una statua.

Nel XXIII secolo la medicina ha compito passi da gigante.

Sarà così la Terra del futuro?

 

IL FUTURO DI STAR TREK:

SOGNO, UTOPIA O REALTÁ


Quale sarà il destino dell'umanità tra duecento anni? E' una domanda inquietante perché ci possono essere numerose risposte, molte delle quali non ci piacerebbero affatto. Ammesso che la nostra razza arrivi nel XXIII secolo, l'epoca in cui per la maggior parte si svolge Star Trek, come sarà diventata? Non intendo l'aspetto fisico, e quello tecnologico lo esamineremo altrove, ma l'aspetto religioso, politico, ideologico. Potremo avere un pianeta ancora impegnato in conflitti tra vari stati, magari diviso in cinquecento e più nazioni. Forse la Terra sarà sotto una spietata dittatura, unita in un tirannico impero. Forse avremo colonizzato Marte e la Luna e qualche satellite di Giove, e avremo cominciato a spaziare più lontano con lo sguardo. Certo, tra tutti i futuri possibili io credo che tutti sceglierebbero quello di Star Trek, anche tenendo conto di tutte le razze ostili che abitano la galassia. Avremo poi risolto i problemi ecologici e sanitari?

Questo è il futuro umano di Star Trek: la Terra, dopo che l'abbiamo lasciata negli anni '60, ha combattuto una guerra contro superuomini modificati geneticamente che hanno preso il potere con la forza, ma nel 1996 la loro dittatura è stata rovesciata e i superuomini esiliati. Dopo un grande periodo di progresso, verso il 2060 è scoppiata la Terza Guerra Mondiale, combattuta tra la Coalizione Orientale e gli altri paesi. L'utilizzo di armi atomiche ha portato l'umanità sull'orlo dell'estinzione, ma il primo contatto con una razza aliena e la scoperta del volo a velocità curvatura ha aperto una nuova era. Un'era in cui gli uomini hanno cessato di combattere tra loro e hanno finito per unirsi in una federazione, che poi si è allargata a livello interstellare. La maggior parte delle malattie e dei crimini sono scomparsi. Niente più fame, analfabetismo, ignoranza, fanatismo religioso, rivalità tra popoli… E' una specie di sogno divenuto realtà. Naturalmente, tutti i mali dell'umanità non se ne sono certo andati, ma non persistono più a livello planetario né tanto meno a livello interplanetario. Sarà mai possibile un futuro del genere?

Attualmente, la situazione mondiale appare più rosea di come poteva essere negli anni '60, in piena guerra fredda. Ma i problemi ci sono ancora, e molti. Vediamo cosa dovrebbe essere risolto per poter almeno sperare in un futuro del tipo di quello di Star Trek: in campo medico le scoperte si stanno avvicendando a ritmo sempre più eccitante. Assieme all'informatica, il campo medico è quello destinato ad evolversi di più col tempo. La mappatura del Genoma Umano può apparire ora un progresso astratto, ma il numero di benefici che acquisiremo col tempo sarà incredibile. Anche le malattie distruttive di un tempo sono ormai in estinzione: non possiamo più temere le terribili epidemie di un tempo (checché ne dicano quei film di minacce biologiche sempre più di moda): c'è ancora l'AIDS, sempre più diffuso in Africa, ma si spera che con le campagne di prevenzione sempre più presenti il pericolo nei paesi occidentali sparirà in breve tempo, assieme a quello di altre malattie. I tumori sono l'unico pericolo biologico capace ancora di uccidere molte persone, ma le numerose sperimentazioni di cure e medicinali potrebbe portare presto al ridimensionamento di questo fenomeno. Le malattie non sono più qualcosa di cui dovremo preoccuparci: la chirurgia sempre più sofisticata e le moderne tecniche mediche porteranno anche i problemi oggigiorno più gravi (quelli cardiaci, o concernenti il diabete, i polmoni e altro) a divenire meno gravi, sebbene non così tanto da potercene 'fare un baffo'. E naturalmente i danni che si potranno riportare in qualsiasi incidente non mortale saranno sempre minori con l'evolversi delle tecniche chirurgiche. Direi che è indubbio che nel XXIII secolo i paesi cosiddetti civilizzati avranno messo da parte la psicosi per le malattie. Questo discorso non è da farsi per i paesi meno sviluppati: in Africa Centrale, in India, nelle regioni più sottosviluppate dell'Asia, in numerose zone dell'America Meridionale anche le più comuni malattie sono mortali e la situazione, invece di migliorare, si aggrava con ritmo allarmante. L'opinione pubblica col passare degli anni si è interessata sempre di più ai problemi dei paesi del Terzo Mondo, ma con l'aumentare degli aiuti sanitari aumenta anche il numero di malattie mortali e la velocità di diffusione.

I crimini sono una costante dell'umanità, è impossibile pensare che nel futuro tali crimini non esistano più. E in effetti il problema in Star Trek sussiste ancora, ovviamente, ma non è più così grave. Il punto di forza consiste soprattutto in sistemi di sicurezza sempre più efficaci che finiscono per bloccare i tentativi anche del più deciso serial-killer dell'universo. Il trionfalismo morale che si è avuto nel XXIII secolo ha ridimensionato il potenziale criminale che c'è in ogni uomo: la gente sembra essere diventata più corretta e in linea generale più 'buona'. E' difficile che ciò si verifichi. Qualsiasi essere umano, volendo, può farlo, ma rimane sempre il problema che molti esseri umani sono fondamentalmente portati al crimine, al 'male'. Non si riesce a immaginare come in due secoli tutto ciò cambi. E' invece prevedibile che nel XXIII secolo il numero di crimini si sarà ridotto di parecchio. Telecamere ovunque, accessi strettamente personali a tutti gli affari privati delle persone, controlli sempre più automatizzati ed efficaci e tempestività di azione faranno sì che furti, omicidi, stupri, truffe, minacce e la maggior parte dei reati attualmente esistenti si riducano. I criminali, naturalmente, saranno incarcerati in celle di massima sicurezza magari su stazioni spaziali o, come vediamo in alcune puntate di Star Trek, saranno dotati di avanzati braccialetti elettronici che impediranno loro di fuggire.

Il problema della fame, dell'analfabetismo e della scarsa cultura nelle zone meno civilizzate del pianeta potrebbe ridursi grazie all'intervento sempre più massiccio di privati. Naturalmente, veri e propri passi in avanti in questo campo non si faranno finché le potenze mondiali non cancelleranno i loro sentimenti egoistici e avidi offrendo aiuti sostanziosi. Forse i cibi prodotti con tecniche sempre più avanzate ed economiche costituiranno la chiave per la fine del problema della malnutrizione mondiale, ma finché non si deciderà in merito a queste questioni la situazione rimarrà immutata. Niente ci fa credere che nel XXIII secolo tale stato si evolva e migliori, quindi non possiamo fare certo considerazioni ottimistiche, anzi. Possiamo tuttavia dire che nei paesi sviluppati l'analfabetismo e l'ignoranza si dovrebbe ridurre sempre di più dappertutto. Non ci dovrebbero più essere aree sottosviluppate (come negli USA, in Spagna, in Italia, in Brasile).

La guerra rimane sempre il problema più scottante. E' difficile prevedere che i conflitti si riducano fino a scomparire dal nostro pianeta, perché tale situazione è rimasta più o meno immutata. Il pericolo di una guerra a livello globale si è affievolito sempre di più col tempo, grazie alla presa di coscienza che l'umanità ha faticosamente avuto dopo il secondo conflitto mondiale. Tuttavia, guerre minori ma sempre distruttive e mortali continuano a verificarsi un po’ dappertutto e l'unico modo di fermarle è di indirizzarci verso l'unificazione. La nascita dell'Unione Europa ha portato alla fine definitiva delle guerre sul vecchio continente, e sicuramente nei secoli futuri in Europa non ci saranno più conflitti interni di alcun genere. Adesso che l'irrequieta Europa dell'Est sta anch'essa incamminandosi verso l'unificazione, è probabile che verrà formata in un futuro molto prossimo una vasta area mondiale dove non ci saranno più guerre. Tale situazione si è già avuta nell'America del Nord e in Oceania (in quest'ultima zona i contatti sono troppo disagevoli per poter dare inizio a inutili guerre dispersive). In Asia la situazione naturalmente è catastrofica. Le guerre imperversano un po’ dappertutto. L'Unione Sovietica era riuscita a garantire una vastissima porzione della Terra al sicuro da conflitti, ma la sua caduta ha portato a un dilagare sempre maggiore del fenomeno. Tutt'oggi in Asia convivono realtà totalmente diverse che non riescono a condividere lo spazio vitale a loro concesso. L'ignoranza in cui vivono questi popoli ha portato a considerare la Guerra come unico strumento per risolvere la situazione. Il Giappone è al momento l'unica nazione sviluppata in Asia, e sicuramente nel Sud-est asiatico le condizioni miglioreranno sempre di più. Ma è impossibile sperare in un futuro senza guerre. In Star Trek ciò è avvenuto grazie alla nascita di una Federazione a livello terrestre, e cioè grazie ad un'unificazione. L'unione fa la forza, e la farà sempre, ma questo molti ancora non l'hanno capito. Anche nella 'civile' Europa c'è chi inveisce contro la nascita dell'Unione, ma senza di questa lasceremo che il caos continui a regnare sovrano! L'umanità purtroppo ha dimostrato troppo spesso di non capire nulla dalla Storia, e ne sta subendo le drammatiche conseguenze. Le guerriglie infinite che fanno strage in Asia e in Medio Oriente non possono terminare. Le popolazione retrograde che le combattono vivono nella totale ignoranza, e bisogna far loro aprire gli occhi in qualche modo. Bisogna far capire loro che il bene dell'umanità è più importante di quello di un popolo, perché popoli e razze non esistono, sono solo il frutto del pensiero contorto dell'Uomo. C'è un unico popolo e un'unica razza, l'Umanità. Finché ciò non sarà capito, è improbabile che i conflitti si plachino. Realisticamente, non si può sperare che nel XXIII secolo le guerre nell'Est si siano placate, almeno che non si sia verificata una guerra a livello continentale che abbia spazzato via buona parte degli abitanti di quelle regioni. Si può sperare che però in Africa una situazione simile avvenga grazie all'intervento di paesi più democratici che portino allo sviluppo della pace e dell'uguaglianza, ma tutto questo non si verificherà sicuramente entro il XXIII secolo. In America le speranze sono buone, e forse lì si può davvero sperare che tra duecento anni le cose saranno cambiate. La pace mondiale in Star Trek è avvenuta dopo un conflitto drammatico che ha cancellato buona parte dell'Umanità e grazie all'intervento alieno. Forse, solo un contatto con extraterrestri o il profilarsi di una minaccia globale potrebbe portarci a lavorare insieme e risolvere i problemi. E' indubbia comunque l'utilità di stimoli per permettere all'umanità di vivere senza divenire al tempo stesso una società fredda e insensibile. E' questa un'opinione comune, vera anche in Star Trek (vedi ad esempio la puntata della Serie Classica Il Ritorno degli Arconti. La battuta finale di Kirk rivela come l'umanità continui ad avere i suoi piccoli e grandi problemi da affrontare, utili affinché non si cada nella monotonia universale).

La religione è un particolare importante in Star Trek. In effetti, più volte vediamo che gli esseri umani hanno perso la convinzione dell'esistenza di una divinità creatrice in favore di un 'umanismo' più ragionevole e logico. La perdita della religione è considerato secondo alcuni un passo avanti nell'evoluzione umana: alcuni considerano la credenza di un Dio come una specie di 'favola per bambini', utile perché spinge gli umani a comportarsi in una certa maniera nella speranza di una ricompensa finale. Potrebbe essere così. Fatto sta che la cancellazione delle religioni porterebbe il futuro di Star Trek più vicino a divenire reale. La scienza, la tecnologia e molti modi di vivere spesso ostacolati dalla religione non possono svilupparsi correttamente finché questa continui ad esistere. Certo, la sua esistenza è importante perché porta l'umanità ad un comportamento più responsabile temendo una punizione divina, ma gli svantaggi della religione diventano sempre più evidenti man mano che andiamo avanti. E' poi vero che molti dei sanguinosi conflitti che ancora si combattono sulla Terra sono dovuti a diversità di pensiero religioso. In questi casi, i danni portati dalla fede sono troppi rispetto ai benefici. Man mano che l'umanità va avanti, la religione fa meno presa (questo discorso come tutti vale solo per i paesi sviluppati o cosiddetti 'civilizzati'). Il cristianesimo si sta estinguendo, e finirà realisticamente per non esistere più nel giro di pochi secoli. Non ce ne rendiamo ancora pienamente conto, ma le uniche persone veramente attaccate a questa fede sono solo le vecchie generazioni. Quando queste non ci saranno più, avremo per la maggior parte solo centinaia di milioni di persone che si dicono cristiane ma che non assumeranno più comportamenti religiosi. Il cristianesimo diverrà una religione di apparenze e di astrattismi, non più seguita se non a parole. E alle chiese sempre più vuote seguirà la chiusura delle stesse. Sarà meglio così, sotto molti punti di vista. Ma se l'umanità non riuscirà a trovare un modo di vivere civile e democratico senza la religione, saremo tutti nei guai. Questo discorso vale per tutte le altre fedi mondiali, ad eccezion fatta per l'Islam. L'attaccamento dei musulmani alle loro credenze è ammirabile e degno di lode, ma si deve tenere conto che molti loro precetti vietano un'evoluzione naturale della specie umana. Attualmente, c'è un grosso divario esistenziale tra Oriente ed Occidente. La soluzione non è cancellare la religione islamica, ma trasformarla in qualcosa che sia più al passo coi tempi. Purtroppo, finché l'ignoranza non verrà cancellata tutto ciò sarà impossibile. E una religione che è rimasta immutata in 1600 anni di vita non cambia dalla mattina alla sera, quindi dovremo considerare che nel XXIII secolo il problema non sarà ancora risolto. La religione, purtroppo, rimane uno dei maggiori ostacoli all'evoluzione umana, sebbene dovrebbe esserne promotrice.

L'unico problema più drammatico di questi è quello ecologico. E' drammatico perché minaccia di distruggere non una fetta, ma tutta quanta l'umanità. E' drammatico perché i suoi effetti potranno colpirci mentre chi legge e chi scrive è ancora in vita, ma soprattutto è drammatico perché sottovalutato. I paesi sviluppati sono completamente insensibili alla minaccia fantasma che, come un'ombra, incombe sul nostro futuro. I governi stanno prendendo in considerazione tutto ciò, ma con superficialità. Non si rendono di come questo problema sia molto più importante di tutte le questioni politiche, religiose e ideologiche di questo mondo. E' il problema ecologico che tutta l'umanità dovrebbe affrontare ora, senza rimandare, con tutte le armi che possiede, senza pensare ad altro e unendosi nello sforzo comune di salvaguardare l'ecosistema. I danni finiranno per non riguardare una piccola parte dell'umanità, ma tutta quanta la Terra! Le foreste si riducono, la desertificazione incombe, l'acqua scarseggia, i ghiacciai si sciolgono, i mari si gonfiano, i climi cambiano, la fascia d'ozono si distrugge, l'inquinamento aumenta a ritmi allarmanti e la luce in fondo al tunnel è più lontana che mai. Trovare una soluzione a questo problema pare difficile per la razza umana. I telegiornali continuano a riferire solo di problemi politici e di guerre, senza curarsi minimamente di quelli ecologici. Ci pare ben poca cosa l'aumento di mezzo grado al decennio nell'Antartide, ma le conseguenze ci cadranno addosso prima che ce ne renderemo conto. Sto esagerando? Può darsi di sì, ma sarebbe utile che qualcuno capisca come stanno le cose. La Terra di Star Trek è diventata un pianeta in pace con se stesso, una specie di grande giardino ben lavorato, e i suoi abitanti se ne prendono cura. E' quello che dovremo fare anche noi. Gli esseri umani in Star Trek hanno le nostre stesse emozioni, ma fondamentalmente sono diversi perché credono in ideali democratici e hanno imparato le lezioni della Storia. Ci vuole anche per noi una Terza Guerra Mondiale a base di bombe atomiche per capire come stanno le cose? Si spera di no. Forse è un'utopia sperare che nel XXIII secolo i soldi non abbiano più valore e, come ci dice il capitano Picard, tutti lavorino allo scopo di migliorare sé stessi. Ma molte delle cose esistenti nel futuro di Star Trek possono esistere, se solo noi lo vogliamo.  

L'obiettivo dell'evoluzione umana non è quello di creare una società senza stimoli e problemi, ma di creare una società in cui i problemi non siano mai troppo gravi e che possano essere risolti con la forza di volontà. Inoltre, Star Trek insegna a non desiderare un mondo in cui gli esseri umani sono tutti uguali mentalmente, senza differenze né distinzioni. Le minoranze, le sottoculture, le religioni, le diverse ideologie: tutto deve convivere allo scopo di donare all'Umanità sempre nuovi stimoli. E' più o meno la filosofia che i Vulcaniani definiscono I.D.I.C., ossia Infinite Diversità in Infinite Combinazioni. Quanto dovremo aspettare prima che il futuro di Star Trek, o almeno la parte 'buona' di questo, diventi più concreto di un semplice sogno? Dipende da quanto noi, esseri umani, vogliamo ancora aspettare. E da nient'altro.

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