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L'attesa è
durata tre anni, pochi rispetto ai 16 che si sono susseguiti prima
che nelle sale di mezzo mondo uscisse il mitico Episodio I.
Per i fan, tuttavia, è parsa quasi un'eternità, e per addolcirla
praticamente tutti i siti Internet sull'argomento hanno pubblicato
per tutto questo tempo ogni genere di spoiler e informazioni, vere o
false, sul film che sarebbe uscito. Ora, Episodio II L'Attacco dei
Cloni è finalmente una realtà per tutti e la saga di George Lucas è
ormai vicina al suo definitivo epilogo.
DATI TECNICI
Attack of the
Clones è costato circa 100 milioni di dollari: meno rispetto a La
Minaccia Fantasma, ha dichiarato Rick McCallum, produttore,
sebbene a detta di quest'ultimo il film offra il doppio in tutti i
sensi rispetto a Episodio I. E su questa propagandistica
affermazione hanno però concordato tutti. La prima critica positiva
è scaturita dal prestigioso Times, che lo ha definito come un
film che offre "due ore di serio divertimento". Sicuramente i
rimproveri dei fan a George Lucas riguardo il 'deludente' La
Minaccia Fantasma si sono fatti valere: eliminate e/o ridotte le
puerilità che abbondavano nell'Episodio I (il terribile Jar Jar
Binks in primis, che in questo film diventa un mito tanta la sua
stupidità!), il prodotto finale si rivela essere per valore di trama
e recitazione più che all'altezza degli episodi dell'intramontabile
Trilogia Classica. Certo, giudizi negativi ci sono stati,
soprattutto verso gli effetti speciali ridondanti, ma sono pareri
soggettivi e perlopiù dettagli. Il film è stato girato tutto in
digitale, con sei telecamere ad alta tecnologia, e praticamente non
ha pellicola: questo per dare una maggiore qualità a tutto il
prodotto, e permettere che non si deteriori col tempo. Sono state
ben poche, però, le sale cinematografiche che hanno potuto
trasmettere L'Attacco dei Cloni in digitale: solo 40 negli
USA e 30 in Europa, tra cui il famoso Arcadia di Melzo a Milano (che
il 15 maggio è stato sede di un grande incontro tra fan). George
Lucas non si è scomposto, dichiarando che comunque il passaggio da
pellicola a digitale è un'evoluzione fondamentale come quella del
passaggio tra muto e sonoro: per questo, si prevede che nel giro dei
prossimi cinque anni le sale digitali arriveranno a 2000. La durata
del film è di 135 minuti, cosa che ne fa il più lungo della serie (una
moda? Anche kolossal come Harry Potter e Il Signore degli
Anelli duravano parecchio).
PRODUZIONE E
CAST
Squadra che
vince non si cambia: più o meno tutto il cast di produzione che ha
lavorato al film del 1999 è rimasto immutato. Da segnalare sono
sicuramente le inarrivabili prodezze di Doug Chiang, capo designer
del film: sono infatti sue le astronavi del primo e di questo
secondo episodio. La splendida Solar Sailor, astronave del Conte
Dooku, il mitico Slave I di Jango Fett, e le navi dell'armata della
Repubblica (i primogeniti degli Star Destroyer Imperiali), sono
tutte sue creature. I costumi rimangono perfetti: meno sofisticati
rispetto a quelli di Episodio I, fanno comunque sempre una
bella figura indossati da Natalie Portman, l'attrice che impersona
la senatrice Amidala. E infine ci sono le musiche di quel genio che
è John Williams (ma di lui parleremo in seguito). Per quanto
riguarda il cast vero e proprio, cambiamento di rilievo è quello del
protagonista assoluto, Anakin Skywalker. Il troppo giovane Jake
Lloyd lascia il passo al semisconosciuto Hayden Christensen, mentre
sia Obi-Wan (Ewan McGregor) che la già citata Amidala rimangono gli
stessi. Sempre Samuel L. Jackson nella parte di Mace Windu - che qui
acquista più spazio -, Ian McDiarmid nel ruolo dell'ineguagliabile
Palpatine, Pernilla August nella breve apparizione come Shmi
Skywalker, madre di Anakin. E poi ricompaiono i digitali Yoda, Jar
Jar Binks, Watto e il viscido viceré della Federazione Nute Gunray.
Nuovi sono il 'patrigno' e il 'fratellastro' di Anakin, Cliegg e
Owen, nonché la fidanzata di quest'ultimo Beru (che saranno poi gli
zii di Luke in Episodio IV). Temuera Morrison impersona Jango
Fett, padre del mitico Boba della vecchia trilogia, che qui vediamo
bambino. Il celeberrimo Cristopher Lee, già apparso come Saruman nel
Signore degli Anelli, è qui il perfetto Conte Dooku, Jedi
doppiogiochista dal self-control inappuntabile. Ritornano anche
R2-D2 e C-3PO, quest'ultimo ricoperto della corazza metallica che
ben conosciamo. Subito dopo l'uscita di Episodio I era stata
diffusa con insistenza la voce che il celebre Leonardo Di Caprio
avrebbe rivestito i panni del futuro Anakin. L'attore, però,
impegnato su un altro set, non è stato inserito nel film (e più o
meno possiamo dire che forse è stato un bene).
I LUOGHI
Il film inizia
con scene sul pianeta-città Coruscant, luogo del tutto ricreato
negli studios di Londra. La capitale della galassia è qui più
approfondita: ci immergiamo in soggettiva nei suoi bassifondi,
ritorniamo nel Tempio Jedi e nel Senato, ma ci attende anche una
spericolata corsa tra i torreggianti grattacieli, scena che si rifà
non poco al Quinto Elemento. Rivediamo anche il bellissimo
Naboo, tra le più felici creazioni dell'universo di Star Wars. Si
ritorna nel palazzo reale, occupato questa volta da una nuova regina
che ha soppiantato democraticamente la giovane Amidala, e poi delle
bellissime scene nella Regione dei Laghi, sfondo della tormentata
storia d'amore tra la senatrice e l'apprendista Jedi. Molte scene su
Naboo sono ambientate in Spagna, ma la maggior parte si sono fatte
qui in Italia: il palazzo reale di Theed City è la Reggia di Caserta
(come già avvenuto in Episodio I), mentre la
residenza-rifugio dei due fuggiaschi è stata ricreata sul Lago di
Como, precisamente a Villa Balbianello. Cancellate in digitale le
case alle pendici delle montagne, create due torri in stile Naboo e
fatti affiorare dalle acque due isolotti inesistenti, e l'effetto è
fatto. Nuovo è invece Kamino, il pianeta che non c'è, irreperibile
su qualsiasi mappa galattica ma realmente esistente nel lontano
Bordo. E qui che Obi-Wan Kenobi, nei panni di un Jedi detective, si
dirige per trovare il mandante degli attentati alla senatrice
Amidala, salvo poi scoprire una trama molto più complessa e
drammatica. Kamino è un mondo quasi completamente coperto da acqua,
abitato da grossi uccelli tipo pterodattili e dalla razza
intelligente (anche troppo) dei kaminoiani. Le scene in esterno sono
totalmente digitali, gli interni - che sono la maggior parte - sono
ricreate negli studios. Del tutto nuovo è anche Geonosis, che
ricopre un'importanza non marginale nella trama e fa da sfondo alla
battaglia finale. E' un pianeta roccioso, brullo, arido, circondato
da una fascia di asteroidi e abitato da una disgustosa razza di
pseudo-mosconi sanguinari. Le scene sono state girate sui set in
Australia, dove Lucas si è trasferito per la maggior parte del tempo
per tagliare i costi di produzione (tra l'altro, i membri del set di
Star Wars e del Signore degli Anelli, che lavoravano
in contemporanea e molto vicini, si sono fatti visita l'un l'altro
per assistere alle riprese). Ritorna poi Tatooine, il pianeta fulcro
degli avvenimenti in quasi tutti gli episodi, ricreato come sempre
in Tunisia. Qui, inoltre, vediamo la casa del patrigno di Anakin che
sarà poi quella di Luke Skywalker. Sicuramente degne di interesse
sono le scene nella Biblioteca Jedi su Coruscant, un vero gioiello
architettonico.
LA TRAMA
Come già
accaduto per Episodio I, anche la trama dell'Attacco dei Cloni
è molto più complessa di quella degli episodi classici. La
Repubblica è in crisi a causa di un movimento separatista che
minaccia di frantumarla. Il Cancelliere Palpatine, discutendo con i
Maestri Jedi e i più importanti esponenti del governo, sta cercando
una soluzione alla crisi che non comporti la distruzione della
Repubblica. Arrivata su Coruscant, però, la senatrice Amidala, ex
regina di Naboo, riesce a malapena a sfuggire ad un attentato alla
sua vita. E' il segnale che i separatisti stanno facendo sul serio.
Gli Jedi Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker ricevono quindi il
compito di proteggerla: ma in seguito, Obi-Wan corre per la galassia
sulle tracce del mandante dell'attentato (che sembra essere un
cacciatore di taglie), mentre Anakin rimane con Amidala e gli viene
affidato l'incarico di scortarla fino a Naboo. Tra i due, però,
nasce una storia d'amore che non può esistere a causa del celibato
che gli Jedi devono rispettare. Intanto, Anakin continua ad avere
sogni sul destino di sua madre che ha lasciato dieci anni prima su
Tatooine, mentre Obi-Wan scopre che è stato creato un imponente
esercito di cloni che dovrebbe essere usato dalla Repubblica. A
complicare la situazione c'è anche il Conte Dooku, il maestro Jedi
di Qui-Gon Jinn (il mentore di Obi-Wan), passato ora dalla parte del
male e alleato con l'ingorda e rediviva Federazione del Commercio,
il cui scopo è sovvertire la Repubblica.
COMMENTI
Personaggi e
recitazione
Nonostante le
molte critiche rivoltegli, Hayden Christensen riesce a calarsi
perfettamente nella parte di Anakin Skywalker. La recitazione è
sicuramente lodevole per un attore così giovane e inesperto:
sicuramente meno stucchevole del troppo buono Jack Lloyd, il giovane
Christensen riesce a dare alla perfezione l'impressione di un Jedi
troppo emotivo e avventato, il cui destino ormai comincia ad essere
compreso. Sicuramente rasenta la perfezione nella scena della morte
della madre e in quella seguente, quando piangendo di rabbia,
frustrazione e vergogna rivela a Padmè tutto quello che ha fatto.
Nessuno avrebbe potuto fare meglio quell'espressione di rabbia a
stento repressa, di frustrazione, di sentimenti difficilmente
contenibili. Natalie Portman, sebbene più attiva rispetto alla parte
che impersonava in Episodio I, non raggiunge risultati
eccellenti per quanto comunque non deluda nemmeno le aspettative.
Riesce però a dare il meglio di sé nelle scene che riguardano la
storia d'amore tra lei e Anakin. Ewan McGregor, dopo la strepitosa
esperienza di Moulin Rouge, pare essere qui un po’ monocorde,
sia forse perché non troppo convinto della trama sia forse per le
ristrettezze di sceneggiatura: nelle parti con Anakin delude non
poco, si rifà nel ruolo di detective su Kamino e raggiunge la
propria vetta espressiva nel dialogo con i Kaminoiani. Al di là di
questo magico terzetto, tutti gli altri personaggi sono più che
positivi. Mace Windu ha certamente più spazio rispetto al primo film
e la sua recitazione è sempre molto solida. Jar Jar Binks appare
molto poco e nella sua unica scena da protagonista dimostra al
pubblico la sua importanza all'interno della trama galattica. Molto
ben riusciti i personaggi digitali: i Kaminoiani che ricordano molto
gli alieni di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, il
redivivo Watto, nonché il detestabile viceré Nute Gunray, che però
rende molto nelle parti in cui dimostra il suo odio per la giovane
senatrice. Jango Fett ha sicuramente meno spazio di quanto
meritasse, ma forse la cosa è buona perché rende più enigmatico
questo ottimo personaggio: splendido, poi, il figlio Boba
nell'ultima scena, che assiste impotente alla brutale morte del
padre. E' sicuramente una scena che spiega poi tutto il futuro
personaggio del cacciatore di taglie. C-3PO e R2-D2 tornano al loro
meglio: il primo è semplicemente irresistibile ogni qual volta apre
bocca, e nella gag in cui la sua testa viene assemblata con il corpo
di un droide da battaglia dà il meglio di sé stesso. R2-D2 si
mantiene sempre fedele al suo ruolo di salvatore in extremis dei
nostri eroi, e in definitiva i due droidi tornano a formare la
scoppiettante coppia dei 'bei tempi andati'. Il Cancelliere
Palpatine, futuro Imperatore del Male, è a dir poco superbo: la sua
sublime falsità sia nei discorsi (mitico quello in cui dice: "Io amo
la democrazia, io amo la Repubblica") sia nelle espressioni (il suo
sconforto quando deve ordinare la costruzione dell'esercito) lo
porta quasi allo stesso livello espressivo del futuro Imperatore. Il
suo è un comportamento che ben si adatta a quello diabolico e
subdolo del Palpatine del Ritorno dello Jedi. Infine,
discorso a parte è quello per Christopher Lee: controllato in ogni
sua manifestazione, doppiogiochista quanto basta quando rivela a
Obi-Wan l'identità di colui che tiene sotto controllo il Senato,
straordinario nell'utilizzo della spada laser, formidabile nello
scontro con Yoda. E' incredibile come non perda mai il controllo di
sé anche quando i suoi piani vanno a rotoli: ed è grazie a questo
self-control che riuscirà a sfuggire al massacro su Geonosis e
tornare dal suo padrone su Coruscant. Insomma: a dir poco sublime!
In definitiva, personaggi e recitazione sono di molto superiori a
quelli di Episodio I.
La trama e i
contenuti
La trama di
Episodio II è sensibilmente più seria di quella dei precedenti
episodi, e naturalmente molto più dark del primo. Originale tutta la
storia d'amore tra Anakin e Amidala: si tratta di una vicenda che
non ha precedenti nella saga, anche se si tiene conto di quella tra
Han e Leia nel V film, che però è molto più spiccia e diretta. Il
timore era che George Lucas non riuscisse a integrarla bene nel
resto della storia, ma si può assicurare che ogni scena è un piccolo
capolavoro. Certo, alcune battute sono un po’ deludenti e
prevedibili ("Padmè, amore mio, ti amo") ma in fin dei conti mi
aspettavo di peggio. Anche la comicità, necessaria in un film di
Star Wars, ritorna sui vecchi binari basandosi sulla coppia
irresistibile C-3PO e R2-D2: battute e gag ai livelli della prima
Trilogia, mentre il personaggio forzatamente comico di Jar Jar ha
qui tutt'altro ruolo. Buona parte della storia si regge però su
contenuti impegnativi, che certamente il pubblico in maggioranza
under-14 delle sale cinematografiche non può capire. In primis
basterebbe citare tutta l'ironica situazione in cui il futuro
imperatore Palpatine discute con il Maestro Yoda, o quando i cloni
della Repubblica (futuri stormtroopers) salvano gli Jedi dai guai.
Inoltre, anche il tema della morte della madre di Anakin e il
seguente gesto oscuro di quest'ultimo sono elementi che rendono
Episodio II un film dai contenuti molto seri. La discussione tra
Anakin e Padmè sul modo in cui dovrebbe essere governata una
galassia ("Assomiglia tanto ad una dittatura." "Bè, se funziona…")
aggiunge un tocco 'politico' alla storia, e in definitiva tutto
Episodio II funge da ottimo collante tra La Minaccia Fantasma,
con una Repubblica oppressa dalla sua stessa democrazia, e Episodio
III, dove la Repubblica di Palpatine si trasformerà in un Impero di
nome e di fatto. Sicuramente il merito va a George Lucas, ma anche
un po’ al co-sceneggiatore Jonathan Hales, che recentemente ha
firmato la sceneggiatura del Re Scorpione: chi, visti i suoi
precedenti, si aspettava un prodotto deludente o al livello del
primo film della nuova trilogia, si è dovuto davvero ricredere.
Effetti speciali
Il film di Peter
Jackson Il Signore degli Anelli aveva fatto cadere in crisi
la Industrial Light & Magic di George Lucas: gli effetti speciali
prodotti dalla Weta per il film di Jackson sembravano infatti
amalgamarsi benissimo con tutto il resto della storia e non
stonavano per la loro ridondanza. Questo ha fatto senz'altro perdere
ancora più punti al già bistrattato Episodio I. In Episodio II Lucas
ha addirittura aumentato le scene totalmente in digitale: a quanto
sembra, il 90% delle scene è stato ritoccato a computer, e inoltre
sono stati aggiunti ancora più personaggi totalmente creati
digitalmente. Si prevedeva una nuova overdose di meraviglie
tecnologiche del tutto prive di anima. Fortunatamente, così non è
stato. C'è sempre da dire che gli effetti speciali di Lucas, pur
sempre sbalorditivi, continuano a stonare un po’ con tutta la
storia, ma questa volta, vuoi per l'esistenza di una solida trama
vuoi per una recitazione indubbiamente migliore, l'effetto non è
assolutamente negativo. Ho trovato un po’ forzato l'inseguimento su
Coruscant, sicuramente poco in stile Star Wars, e certamente le
bestie di Geonosis sono fuori luogo nel contesto. Però, nelle altre
scene, gli effetti speciali non hanno più il ruolo di protagonista
ma lasciano spazio senza indugio ai veri personaggi, quelli reali,
come non è stato forse in Episodio I. Le nuove creazioni in digitale
sono comunque degne di ammirazione: molti hanno commentato
positivamente la barba incolta di Watto, o il grembiule sporco del
cuoco Dexter Jettster. Anche i Kaminoiani, i cloni e tutti gli
interni di Kamino, con la loro incredibile pulizia e gli ambienti
hi-tech così perfetti sono comunque delle ammirabili creazioni.
Incredibile e degna di una nota a parte è tutta la scena del duello
tra il Maestro Yoda e il Conte Dooku: praticamente tutti coloro che
l'hanno visto ne sono rimasti strabiliati. E' la scena fulcro del
film, per la sua straordinarietà e gli effetti speciali della ILM
hanno fatto miracoli. Niente sembra irreale. In definitiva, gli
effetti speciali in Episodio II hanno fatto un significativo salto
avanti in termini di qualità, e si sono amalgamati meglio con tutta
la storia.
Le musiche
John Williams,
pluripremiato compositore di colonne sonore, già premio Oscar nel
'77 per le musiche del primo, originale Star Wars, nonché in lizza
annualmente alla cerimonia degli Accademy Awards per i suoi lavori,
ha dimostrato anche in questo film di essere il miglior compositore
dell'era moderna. In Episodio II Williams ha schierato tutta
l'inarrivabile potenza di fuoco della sua bravura, utilizzando quasi
tutto il campionario di musiche della saga. Sono proprio queste
musiche, più di molte altre cose, a far immergere lo spettatore in
un film di Guerre Stellari, e a far risaltare le scene più
drammatiche. Tra tutte le scene del film, ho preferito sicuramente
quella in cui Anakin sfreccia sulle sabbie di Tatooine, i soli alle
spalle, nel tentativo di trovare la madre, e il mitico tema corale
del Duel of Fates che rende mirabilmente il senso della
rabbia di Anakin che cresce e si appresta alla distruzione. Il tema
dell'Imperatore nelle parole di odio di Anakin quando parla dei
Tusken, il trionfante tema imperiale nella parata finale che mette
in luce l'apoteosi assoluta del male sono pezzi di assoluta
genialità. Eccezionale poi la sinfonia di Kamino, prima trionfale
poi leggera ed enigmatica, che riesce a dare solidità a tutta la
scena dell'arrivo di Obi-Wan Kenobi sul pianeta. Anche le musiche
più innovative, tra le quali spicca quella che si sente quando
l'attentatrice di Amidala si incontra con Jango Fett su Coruscant,
sono sicuramente bene inserite nel contesto. Ma più di ogni altra
cosa, il Love Theme (Across the Stars) che si ode nelle scene tra
Anakin e Amidala raggiunge, meglio, supera, la perfezione. Un tema
di una dolcezza e intensità assoluta, la colonna sonora che tutti si
sarebbero aspettati in una storia di grande profondità come quella
tra i due protagonisti. Prima leggera e delicata, poi gloriosa e
trionfale nel finale del film, il Love Theme è sicuramente tra i
temi migliori scritti da Williams. I titoli di coda del film sono
assolutamente da vedere solo per comprendere appieno il portentoso
lavoro di Williams, per il quale veramente non si trovano parole.
Il doppiaggio
E' stato per
molti la minaccia fantasma del film. Il doppiaggio di Episodio I,
così scadente in ogni sua parte, ha scandalizzato i fan, che con una
petizione on-line hanno cercato di convincere la Fox Italia a curare
di più questo importante tema. Lo staff del doppiaggio, guidato da
Claudio Sorrentino, ha fatto comunque un buon lavoro. In particolare,
le pronunce inglesi dei nomi sono rimaste immutate: Palpatain
è ora Palpatin, i Tusken sono Tasken, Dooku è
rimasto Duku, Nute Gunray si è trasformato in un più godibile
Ganrè. Le voci dei personaggi sono rimaste invariate per
Obi-Wan e Amidala, mentre per Anakin è stato scelto un giovane
doppiatore già fattosi notare come la voce di Leonardo Di Caprio in
Titanic. Chi pensava che la cosa avrebbe guastato di brutto tutto il
film (e vi assicuro che ne erano molti, io tra i primi) si è dovuto
anche qui ricredere perché il doppiatore ha fatto un lavoro
sicuramente degno di lode. Yoda ha la sua voce seria e autorevole,
ma allo stesso fragile, e Palpatine il suo tono di voce persuasivo e
ipocrita. Inoltre, il deprecabile accento russo di Gunray è stato
cancellato e il viceré ora ha una voce più adatta a lui. Non c'è che
dire, un lavoro comunque ben svolto.
In generale,
dunque, per Episodio II non può che esserci un giudizio pienamente
positivo. Raggiunge senza fatica i livelli, giudicati inarrivabili,
della Vecchia Trilogia, ma bisogna capire una cosa: tra le due
trilogie c'è una differenza di fondo incolmabile. Gli effetti
speciali nei primi tre film erano davvero pochi, qui sono dovunque.
I temi stessi delle trilogie sono molto differenti tra loro: qui non
c'è una ribellione contro l'Impero, un tentativo di riportare un
Sith dalla parte del bene. Le storie, e soprattutto i modi con cui
sono raccontate, sono diversissimi. Per quanto mi riguarda, quindi,
non si può fare un paragone. Lucas non aveva sicuramente intenzione
di creare due trilogie del tutto affini. Ma, nel bene e nel male,
questo rimane sempre il vero, originale, inimitabile Star Wars al
suo meglio.
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