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L'Imperatore Palpatine è corroso dall'abuso della Forza.

Anakin Skywalker 'torna in vita' dopo la 'morte' di Darth Vader.

 
ENIGMI DELLA FORZA

Parte II


<--- Parte I

Passiamo a un altro celebre enigma della Forza che vediamo in episodio V: la prova della caverna di Dagobah. Questo è probabilmente il punto più enigmatico e allo stesso tempo più trascendente di tutta la saga. Luke, al termine di una giornata di esercizi fisici col suo maestro Yoda su Dagobah, avverte la presenza del Lato Oscuro in una cavità nel terreno. «Dentro devi andare.» gli ordina con calma Yoda «Cosa c’è lì dentro?» chiede sospettoso Luke «Solo ciò che con te porterai» è l’enigmatica e memorabile risposta di Yoda. E’ questa frase, forse una delle più belle di tutta la saga, la chiave dell’episodio che segue. Luke, ignorando il consiglio seguente del maestro, entra nella caverna con le armi e vi incontra Darth Vader. Nel buio della cavità i due intonano un duello con le spade laser, al termine del quale Luke, con un’abile mossa, colpisce Vader alla testa e lo decapita. L’elmo caduto rotola sul pavimento della caverna, si ferma e improvvisamente deflagra. Luke vi si avvicina e al suo interno, sconcertato e orripilato, vede la sua faccia. Tutta la scena è ovviamente un’allegoria, dato che Vader, nonostante il realismo, non è affatto lì in carne ed ossa ma è solo un’ombra, come scopriamo al termine del duello. Cosa significa? Quella della caverna è una prova di Yoda. Egli mette in guardia Luke dal non portare con sé l’odio e la paura, simboleggiate dalle armi, perché così facendo non potrà che ottenere a sua volta odio e paura, simboleggiate da Vader. E Luke nell’impeto del duello darà sfogo al suo odio, non userà più la spada solo per difendersi ma colpirà un Vader indifeso alla testa. E la sua faccia nell’elmo di Vader ha un ovvio significato che Luke subito comprende: la sua vita è appesa a un filo. «Se solo una volta il Lato Oscuro tu scegli, per sempre esso dominerà il tuo destino» lo avverte Yoda più tardi, ricordando forse fin troppo bene come il gesto oscuro di Anakin contro i Tusken lo abbia poi portato ad abbracciare per sempre la causa del Male. Se Luke libererà solo per una volta il suo odio e lascerà che esso domini le sue azioni, anche solo per un momento, non potrà mai più sfuggire al Lato Oscuro. E su questo che Palpatine farà leva poi nel duello finale nel Ritorno dello Jedi. Quello di Luke nella caverna è comunque un fallimento. Lo stesso Yoda lo rivela quando il suo apprendista sta per partire prematuramente verso Bespin: «Ricorda il tuo fallimento nella caverna!» gli dice. «Ma da allora ho imparato tanto» è la risposta di Luke.

La presenza della figura di Darth Vader nella caverna non è però un caso. E’ forse Yoda a usarla per far iniziare a comprendere a Luke la sua somiglianza con il signore oscuro. E la faccia di Luke nell’elmo di Vader è un indizio del retaggio del giovane, che egli scoprirà solo più tardi. Anche Luke, come suo padre Anakin, cammina su un filo sospeso tra il bene e il male. Anch’egli, come il padre, è tentato di prendere a volte “la via più facile, più seducente” per risolvere i suoi problemi. Darth Vader, nel duello su Bespin, glielo propone chiaramente. Sarebbe così facile allungare la mano verso Vader, evitare di dover uccidere suo padre, salvare i suoi amici e governare la galassia ponendo fine al “conflitto distruttivo” che si sta consumando non solo tra l’Impero e i ribelli, ma nello stesso Luke e anche segretamente nello stesso Vader. Sennonché «Luke, tu puoi distruggere l’Imperatore. Lui lo ha previsto.» Basta questo a far capire a Luke lo sbaglio che potrebbe commettere ascoltando le parole di Vader. La galassia stabile e in pace che il padre auspica non si reggerebbe sul buongoverno e sulla fiducia dei cittadini, ma sul sangue e sul terrore. Quando Luke inizierà la scia di morte uccidendo l’Imperatore, non uscirà più da questa e finirà per portare alla morte tutti i suoi amici, tradendo l’Alleanza Ribelle e instaurando un regime di terrore senza fine. Luke non cede al Lato Oscuro in quel momento e sceglie la via del sacrificio pur di sfuggire allo stesso destino che ha portato suo padre alla rovina.

Tornando alla prova della caverna alcuni fan hanno cercato in essa similitudini con la celebre “Allegoria della Caverna” di Platone, più che altro per la semplice somiglianza di luoghi, perché oltre al fattore comune della caverna ci sono ben pochi punti di contatto. L’unico elemento che volevo rilevare era quello che in entrambe le allegorie è presente il famoso “dualismo ontologico”. Cosa significa? Significa un sovrapporsi di due realtà diverse, una apparente e una reale. Gli schiavi della caverna di Platone considerano come realtà le ombre che vedono sul fondo della grotta, che non sono altro che proiezioni di oggetti che si trovano fuori. Allo stesso tempo Luke considera reale l’ombra di Vader, che non è altro che la proiezione delle sue paure interiori. Entrambe queste realtà soggettive prendono il sopravvento sulla realtà oggettiva che per un momento Luke non coglie più.

Finora abbiamo preso in considerazione solo il Lato Chiaro della Forza. Ma ricco di enigmi e sorprese è anche – forse ancora di più – il Lato Oscuro. Il problema principale riguarda l’utilizzo dei fulmini che alcuni Sith fanno scaturire dalle proprie mani per uccidere l’avversario. Questa capacità la scopriamo per la prima volta nell’Imperatore, che la utilizza contro Luke nel Ritorno dello Jedi. Era dunque diffusa l’ipotesi che solo Palpatine, il più potente Sith mai esistito, avesse la facoltà di utilizzare una simile arma. Infatti Vader si dimostra incapace di farne ricorso, e addirittura di respingerla. Ma questa ipotesi è stata confutata nell’Attacco dei Cloni, dove vediamo che anche Darth Tyrannus, alias il conte Dooku, è capace di far ricorso ai fulmini della Forza. E li sa usare anche bene, dato che riesce a mettere fuori combattimento Anakin. Yoda tuttavia conosce abbastanza quest’arma da non lasciarsi prendere alla sprovvista e si dimostra anche capace di respingerli. Una cosa che sembrava fosse impossibile. E’ chiaro dunque che, se Yoda era a conoscenza ancor prima di vederla da Dooku l’esistenza di questa facoltà, essa doveva essere piuttosto comune tra gli antichi Sith. Ma allora si pone il problema del perché solo alcuni ne fanno ricorso ed altri no. Darth Maul in episodio I non mostra il minimo accenno ad utilizzarli, e questo perché probabilmente non ne ha la facoltà dato che non ne fa ricorso nemmeno nel momento più critico. Maul quindi non sa utilizzare i fulmini della Forza. La stessa cosa si ha con Darth Vader, o no? E’ possibile che Vader non li utilizzi perché le sue mani sono coperte da guanti d’acciaio. Ma perché non riesce a respingerli? Se fosse davvero il più potente dei Jedi non gli sarebbe assolutamente difficile, dato che anche Yoda ci riesce. La tesi ora più accreditata è che tutti i Sith abbiano la facoltà di usare i fulmini della Forza ma solo alcuni lo facciano perché il costo è elevato. Questa ipotesi è sostenuta in un certo senso anche dal videogioco prodotto dalla Lucasarts basato su La Minaccia Fantasma, nel quale Darth Maul scaglia effettivamente fulmini verso Obi-Wan nel duello finale. La risposta definitiva a questa domanda la potremo forse avere anche qui con episodio III.

Giungiamo infine al tema ultimo di questo nostro viaggio nella Forza. Lo abbiamo aperto con la profezia di colui che porterà equilibrio nella Forza e lo chiudiamo con lo stesso tema. Anakin Skywalker/Darth Vader è veramente il prescelto? Questa domanda trova un’effettiva risposta nel Ritorno dello Jedi, avvalorando la tesi che tutta l’esalogia di Star Wars sia in effetti dominata dal tema di Anakin e da questa importante domanda. Quando Vader, ormai rinsavito e tornato ad essere Anakin Skywalker, lancia l’Imperatore Palpatine nel pozzo della Morte Nera uccidendo colui che ha portato la galassia alla rovina, Anakin ha portato a termine il suo compito. Ha portato equilibrio nella Forza, estirpando il Male e liberando la galassia dal Lato Oscuro. Una domanda fondamentale che ci si pone nelle ultime scene dell’episodio VI è: cosa ha fatto scattare la molla che ha portato Vader, improvvisamente, a tornare Anakin, quando nei minuti precedenti non c’era il minimo segno che una cosa del genere sarebbe accaduta? La questione, per tutti, risiede ancora una volta nei fulmini oscuri di Palpatine. E’ davanti a quella scena che Vader si ribella al suo padrone. Una spiegazione risederebbe in quello che abbiamo visto in episodio II, dove Anakin è quasi ucciso dai fulmini della Forza di Dooku. Davanti al ricordo del dolore da lui provato, Vader forse prova per la prima volta un moto di affetto paterno verso il figlio che soffre davanti ai suoi occhi e si ribella. Altri invece protendono per l’ipotesi, a dir la verità poco probabile, che Padmé Amidala nel terzo episodio sarà uccisa da Palpatine con i fulmini della Forza davanti agli occhi impotenti di Anakin/Vader, il quale, rivivendo più o meno la stessa scena (una persona che ama viene uccisa brutalmente davanti ai suoi occhi e lui non muove un dito per salvarla), decide di fare quello che poi fa. Il cerchio, alla fine, si chiude.

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