Isaac Asimov | Star Wars | J.R.R. Tolkien | Dune | Harry Potter | Star Trek | Terry Brooks

 

 

 

 

 

Il cattivo migliore creato dall'EU, l'Ammiraglio Thrawn.

Il matrimonio tra Luke e Mara Jade in Star Wars Union ha scandalizzato i fan

Su Boba Fett è stato detto tutto e il contrario di tutto, prima che Lucas intervenisse archiviando numerosi libri e fumetti.

 
PERCHÈ L'EXPANDED UNIVERSE NON È STAR WARS

Da quando Episodio IV: Una Nuova Speranza uscì negli USA nel lontano 1977, fino praticamente ad oggi, dietro George Lucas, la Lucasfilm e le due Trilogie è nato un fenomeno commerciale noto come "l'Expanded Universe". Ha avuto inizio nel 1978 con il romanzo La Gemma di Kaiburr di A.D. Foster, e dopo vari anni - in cui sono seguiti pochi prodotti degni di nota - è debordato nel 1990 con la trilogia di Timothy Zahn L'Erede dell'Impero, per continuare con centinaia di romanzi, fumetti e anche videogiochi che hanno proseguito, ampliato e meglio narrato (secondo gli autori) l'immenso universo di Star Wars creato a suo tempo del regista Lucas e solo "accennato" nei suoi cinque film - tra qualche anno sei. Un fenomeno sfuggito di mano ai produttori di Star Wars, sebbene da tempo largamente autorizzato dalla stessa Lucasfilm. Le creazioni dell'EU hanno trovato posto nelle più ufficiali enciclopedie su Star Wars, dalle versioni in dispensa a quelle in CD-ROM, e lo stesso George Lucas per la sua Trilogia Prequel ha preso ispirazioni da un paio di idee targate EU. Insomma: l'Expanded Universe è diventato legalmente Star Wars vero e proprio. Ma per i fan, gli appassionati e gli amanti della buona fantascienza tutto ciò non è assolutamente vero, giacché una larghissima maggioranza di fan di Star Wars si dichiara, da anni, contraria in tutto e per tutto alle creazioni del fantomatico EU. Perché? Perché si è scatenato questo rifiuto da parte del fandom internazionale verso tali creazioni, alcune delle quali stilisticamente ottime e narrativamente efficaci? Le risposte sono semplicemente quelle che saranno enumerate di seguito.

FILM-LIBRO-FUMETTO

Star Wars è nato con un film, nel 1977, è continuato con altri due film per i sei anni seguenti e, dopo sedici anni di silenzio, ha ripreso a sfornare due nuovi film nell'arco di tre anni e tra altri tre si prevede un ulteriore - e ultimo - capitolo. Tutto questo non è certo nuovo, ma serve a far comprendere un problema di fondo che si rivela insormontabile per le creazioni dell'EU: non sono film. E' vero, spessissime volte i romanzi sono nettamente meglio dei film, grazie alla loro capacità di approfondimenti, di descrizioni e ai maggiori dialoghi. Ma come è vero che un grande romanzo perde quasi tutta la sua bellezza in una trasposizione cinematografica, la stessa cosa (sembra strano perché non avviene quasi mai) vale per i film. Guerre Stellari e i suoi seguiti sono tra i film più riusciti della storia del cinema di fantascienza, e da un punto di visto prettamente filmistico sono perfetti. Trasferire questa perfezione in un romanzo non è possibile. Un film basa la sua spettacolarità su elementi originali che un libro non può nemmeno immaginare di riprodurre: effetti speciali, scenografie, recitazione, musiche, particolari toni di voce. Il romanzo, noi forse non ci facciamo tanto caso, possiede diverse chiavi di lettura che ci fanno cogliere questi elementi, e ne inserisce altri che sono propri del suo stile narrativo (le descrizioni, appunto, o le riflessioni). I film di Star Wars sono peraltro basati - non dico per la maggior parte ma quasi - sugli effetti speciali, il che li diversifica da altri generi di film che si prestano più volentieri a una trasposizione letteraria. Se un film come Guerre Stellari basa molto della sua potenza proprio su questi incredibili effetti, dalla città di Otoh Gunga agli imponenti Star Destroyer che inseguono il Millennium Falcon, la trasposizione letteraria non riesce, non coglie gli aspetti essenziali e immaginifici del film. Ma non vediamo nemmeno i particolari, particolari che fanno proprio la fortuna del film perché sono essi a trasportare nel modo più realistico possibile lo spettatore in un mondo immaginario. Quando vediamo in lontananza, in una scena, un droide che dialoga con un soldato, un'astronave fatiscente che atterra, un alieno che litiga con un altro alieno, o più semplicemente tutti i pezzi di ricambio del negozio di Watto, sono cose che il nostro subconscio capta, e così facendo inserisce la scena in quel momento principale su uno sfondo vissuto, realistico. Un romanzo non lo può fare, non può discorrere su ciò che sta avvenendo dieci metri più avanti della posizione in cui si sta svolgendo la scena semplicemente per rende noto un particolare inutile all'interno della trama! Forse si vedrà nel fumetto una soluzione più adeguata, e forse i primi creatori di EU fumettistico hanno pensato proprio a questo. Se da un lato il fumetto compie un passo in più verso qualcosa che sia simile a un film, dall'altro perde un altro aspetto importante che è quello dell'introspezione dei personaggi et similia, e per quanto riesca a ricreare ambienti, personaggi e scene in modo più realistico e visibile - avvicinandosi così al film -, rimane sempre bloccato su altri aspetti quali tonalità di voci, musiche e effetti speciali. Insomma, il fumetto non è certo la soluzione ideale. Peraltro la qualità dei fumetti dell'EU è, bisogna ammetterlo, piuttosto scarsa. L'aspetto artistico prende esempio da quella che è la nuova scuola fumettistica, confusa, spezzettata e dal taglio filmico che toglie molto alla bellezza del disegno. Insomma, l'EU ha come problema principale il non riuscire a ricreare l'atmosfera del film, che è proprio il modo in cui Star Wars è rappresentato.

TROPPI AUTORI, TROPPE IDEE, TROPPE SCIOCCHEZZE

Star Wars ha prodotto in tutto il mondo una vera e propria marea umana di fan, di appassionati o di più semplici estimatori. Tra queste persone spesso spiccano autori di fama negli USA, che con il dilagare del fenomeno dell'Expanded Universe hanno deciso anch’essi di cimentarsi nella narrazione degli avvenimenti futuri e passati della galassia di Star Wars. E' inevitabile che il proliferare di romanzi EU scritti da quasi altrettanti autori diversi uno dall'altro abbia prodotto un difetto massiccio che traspare non appena si compie la lettura di due o tre romanzi EU di diversi autori. In primo luogo, abbiamo a che fare con un'intelligenza creativa che non è quella di George Lucas, né di una di quelle di uno dei suoi pochi co-sceneggiatori. Siamo alle prese con autori che hanno un diverso modo di concepire sia Star Wars sia la fantascienza in generale, inventando cose che trascendono i normali limiti imposti dall'inventiva di Lucas. Se il creatore, regista e produttore di Star Wars aveva avuto successo non con la sola qualità artistica del film ma con la propria trama originalissima, è perché questa trama si ispira a numerosi modelli di riferimento, impulsi, trovate che nella mente di Lucas si sono accumulate nel tempo (noi sappiamo che tra questi c'è Flash Gordon, c'è l'antropologia e con essa i miti classici e i loro stereotipi, c'è l'ispirazione ai Samurai, alle filosofie zen orientali…). Gli autori dell'EU scrivono i loro romanzi senza starci a pensare troppo, perché la loro è il più delle volte una semplice e venale operazione commerciale. Quello che ne esce fuori è innanzitutto un romanzo leggero, senza troppe pretese e assolutamente mai al livello del vero Star Wars, che trasportato in romanzo dovrebbe giungere a livelli stilistici e contenutistici simili a quelli di un Signore degli Anelli di Tolkien, senza esagerare! In secondo luogo porta a creare idee che non riconosciamo come possibili nella galassia di Star Wars, abituati come siamo ai processi creativi di Lucas: la 'stella di cristallo', gli 'yasalamiri' che annullano la Forza, i figli di Han e Leia, gli improbabili 'cannoni galattici' e 'devastatori di mondi' sono semplicemente sciocchezze che se possono andare bene in un qualsiasi romanzetto di sf da edicola risultano in Star Wars stonate come un pezzo da discoteca in un concerto di musica da camera! Ma non finisce qui. Anzi. Gli stili narrativi si differenziano da autore ad autore, e quindi da romanzo a romanzo, finché il lettore dell'EU non riesce assolutamente a vedere una continuità narrativa assicurata dal sempre identico stile come nei film della Saga. Il desiderio di stupire, di uscire fuori dagli schemi o semplicemente di abusare dei logori cliché di Lucas porta da una parte a situazioni fuori luogo (invasioni extra-galattiche del tipo "La Tregua di Bakura" o meglio dei nuovi Yuuzhan Vong), dall'altra a fossilizzarsi su trovate come il solito complotto per la rinascita dell'Impero, la solita superarma o gite tra i pianeti già visti nei film (come succede in un capitolo della trilogia di Callista). Quindi da una parte abbiamo come difetto le troppe idee nuove che stonano, dall'altra le troppe poche idee originali che annoiano la lettura.

L'UTILIZZO DEI PERSONAGGI VECCHI E NUOVI

Questo terzo problema si trova praticamente in tutti i romanzi, e i lettori lo hanno indicato soprattutto nella celebre Thrawn's Trilogy di Zahn (quella de L'Erede dell'Impero). Si tratta dell'inserimento di nuovi personaggi all'interno dell'universo di Star Wars che vanno ad interagire con i personaggi 'classici', quelli della Saga insomma. E' un problema molto importante. Gli autori di EU hanno per la maggior parte delle volte creato personaggi che i lettori hanno rifiutato per la loro poca integrazione o per la loro troppa integrazione: un esempio di questa ultima definizione è Callista, l'anima di una Jedi che Luke incontra in una sua avventura, che finisce poi per reincarnarsi e assumere fin troppo peso nella vita di Luke. Se anche Callista verrà poi tolta da mezzo, uguale se non maggior ribrezzo per i lettori è ispirato da Mara Jade, che finisce addirittura per sposa Luke con grande disappunto dei fan. Sembra inconcepibile che uno dei protagonisti della grande Saga finisca per sposarsi con un personaggio inventato da un autore che con Star Wars - quello vero, i film - non ha mai avuto a che fare. Stessa cosa dicasi per improbabili coinvolgimenti diretti di personaggi che nei film non hanno mai avuto troppo a che fare gli uni con gli altri: Leia che prende la spada laser e affronta Darth Vader, lo stesso Vader che duella con Boba Fett, Palpatine che viene a conoscenza per vie traverse di "un certo Yoda", mentre invece apprendiamo in Episodio II che Palpatine e Yoda si sono visti di persona e si sono spesso parlati. Ma un altro problema è costituito dalla troppa importanza che i personaggi nuovi assumono sui vecchi, tale critica è stata avanzata per esempio da Fiorenzo delle Rupi nel suo saggio sull'EU all'interno di "Guida Completa a Star Wars" nei riguardi della Thrawn's Trilogy. E' vero che qui i nuovi personaggi, cioè Thrawn, Mara Jade, il folle clone jedi nonché molti altri prendono quasi il sopravvento sui vecchi Luke, Han e Leia. Questi, inoltre, non vengono utilizzati nel migliore dei modi dagli autori EU. Diventano personaggi quasi irriconoscibili, spesso perdono tratti salienti della loro personalità che abbiamo conosciuto nei film o la esasperano (come Han). Il rapporto tra Leia e Han, marito e moglie, presente in tutti i romanzi dell'Expanded Universe, imbarazza il lettore che questo fatto lo deve apprendere al di fuori del film (in Un Amore per la Principessa). Figure che fungono da supporter comici quali i mitici C-3PO e R2-D2 sono spesso dimenticati dagli scrittori, che non danno loro il giusto spazio che Lucas ha sempre voluto, come vediamo nelle scene iniziali degli Episodio IV, V e VI, dove sono proprio i droidi a dare inizio all'azione vera e propria (fatta una piccola eccezione ne L'Impero Colpisce Ancora, dove entrano in scena con qualche minuto di "ritardo"). E non finisce qui! Forse il problema principale è costituito dai cattivi, e soprattutto dal Cattivo. In Episodio VI sia Darth Vader che l'Imperatore Palpatine muoiono, per dare vita a un finale giustamente completo e glorioso, ma così facendo si eliminano le due figure diaboliche che hanno costituito l'epicentro di tutta l'azione della Vecchie e ora della Nuova Trilogia. Darth Vader è divenuto il vero protagonista di Star Wars (alcuni addirittura parlano di "Anakineide" per definire l'intera opera), senza di esso non c'è Guerre Stellari vero e proprio. Se vogliamo sostituire Vader con un comunque interessantissimo Palpatine, la cosa comunque non riesce perché anch'egli è morto. Il tentativo ridicolissimo di farlo resuscitare tramite processi di ingegneria genetica e clonazione non solo va contro i canoni di Lucas, che è il creatore di tutto, ma - e non mi stancherò mai di ripeterlo - è un tentativo di assassinare tutta la Saga perché rende assolutamente inutile il sacrificio di Vader/Anakin alla fine di Episodio Vi e il tentativo riuscito di Luke di non cedere al lato oscuro. Per altro, in Dark Empire, il nuovo Palpatine sarà ucciso da Han, che con questo spietato dittatore galattico non ci ha mai avuto a che vedere. La creazione di nuovi cattivi non riesce nemmeno: forse l'unico che più o meno non stona troppo e Thrawn, mentre tutti gli altri risultano deboli e inconcludenti. Nella Nuova Trilogia Lucas ci dà personaggi di gran classe, come Sidious, Dooku, Jango Fett e Gunray, personaggi che, come possiamo noi stessi notare, sono molto più riusciti dei cattivi da operetta delle creazioni EU. Comunque, questo è forse il problema principale dell'Expanded Universe: la mancanza di cattivi adeguati. E senza un grande cattivo non c'è Star Wars.

PROBLEMI CRONOLOGICI, LACUNE E SOVRAPPOSIZIONI

Eccone un altro. Il problema cronologico. Tutto l'Expanded Universe si basa sugli avvenimenti che seguono Il Ritorno dello Jedi, raccontando l'ascesa della Nuova Repubblica e la nascita del Nuovo Ordine Jedi. Nel fare ciò, gli autori dell'EU si sono ritrovati a creare una loro cronologia che spesso e volentieri è entrata in contrapposizione con quella di altri autori o con quella ufficiale. Il problema più grande riguarda la sovrapposizione di due delle trilogie più celebri, quella dell'Erede dell'Impero e quella di Dark Empire, trilogie che si svolgono più o meno nello stesso lasso di tempo e che comunque non fanno riferimenti a situazioni presenti nell'una o nell'altra saga che possano aiutare il lettore a raccapezzarsi. Questo ha prodotto una specie di rivalità tra Zahn e gli autori dalla saga a fumetti di Dark Empire. Problemi si hanno anche a far entrare tutte le avventure di Luke e compagnia in un lasso di tempo ragionevole. Ciò, adesso, sembra non essere più possibile: nell'ultimissima creazione dell'EU, The New Jedi Order, che vede la galassia sconvolta dall'invasione di una invincibile razza aliena (la saga si compone tutt'ora di 15 romanzi scritti da autori diversi) i nostri eroi di sempre sono ridicolmente vecchi, indagati a rivestire gli stessi ruoli che hanno avuto in passato. Il fatto è che gli autori ci provano, scadendo nel grottesco. L'azione, quindi, viene presa addirittura da una nuova generazione di eroi, i figli di Han e Leia Jacen, Jaina e Anakin Solo, nonché magari in futuro dal figlio di Luke e Mara Jade, Ben Skywalker. Il problema poi sta anche nel fatto che i poveri eroi della Trilogia Classica hanno dovuto sventare, secondo le opere dell'EU, decine di piani imperiali, portare a termine numerosissime e pericolosissime missioni e affrontare cattivi invincibili. C'è da chiedersi come mai, avendo fatto tutto questo in un lasso di tempo così ristretto, non siano ancora usciti di senno. Non solo: spesso le cronologie dei numerosi autori creano errori che non si conciliano con altre creazioni, e a volte anche lacune e periodi in cui non si sa cosa sia successo.

RIVELAZIONI E AVVENIMENTI POI ANNULLATI DA LUCAS

E qui arriviamo all'ultimo ma non meno enorme problema: quello dell'inconciliabilità tra invenzioni e rivelazioni dell'Expanded Universe e di Star Wars. Un esempio generale lo possiamo vedere in Boba Fett. Alcuni romanzi e soprattutto fumetti dell'EU hanno tentato di dare al lettore rivelazioni sulla vita del grande cacciatore di taglie, giungendo infine senza troppi giri di parole a raccontare tutta la sua esistenza passata. Poi è arrivato papà Lucas, ha fatto Episodio II L'Attacco dei Cloni e abbiamo scoperto che Boba Fett è un clone. A questo punto non solo non andiamo più a leggere romanzi e fumetti su Boba Fett perché fuori luogo, ma perdiamo proprio fiducia nei confronti di ciò che l'EU ci rivela. Alla fine, non prediamo sul serio tutta la mole d'informazione presente nelle dozzine di romanzi e fumetti e finiamo per ritenere degno d'attenzione solo quello che George Lucas ci racconta nei suoi film, o quello che è raccontato nelle guide ai film e ai personaggi strettamente e rigorosamente targati Lucasfilm e Lucasbooks. Nel corso delle nostre letture EU veniamo a scoprire cantonate cosmiche che più che far sorridere fanno proprio orripilare: il già citato scontro Leia-Vader, il rapporto troppo spinto tra Leia e Luke ne La Gemma di Kaiburr, Owen Lars fratello di Obi-Wan, dati e informazioni campati per aria sulla guerra dei cloni e sulla creazione della Morte Nera (che Episodio II rende sciocchezze), Palpatine senza potere oppresso dai burocrati imperiali che tiranneggiano la galassia a suo nome! Molte di queste baggianate le ha però suggerite lo stesso Lucas, perché all'epoca in cui diede il suo consenso a scriverle non aveva naturalmente ancora in testa gli sviluppi futuri - o sarebbe meglio dire passati dato che stiamo parlando dei prequel - di Star Wars. Ciò non toglie che, essendo scritte in creazioni dell'Expanded Universe, rimangano rigorosamente degli errori di questa categoria.

Alla fine di questa lunga dissertazione spero di aver chiarito perché l'Expanded Universe, nonostante l'ufficialità, continua a non essere apprezzato dai fan di Star Wars. Tutti questi problemi dell'EU mi sono in realtà venuti in mente perché anche io avevo iniziato a creare una mia personale visione del seguito di Episodio IV, una trilogia in cui Leia passava al lato oscuro per mantenere l'equilibrio nella Forza infranto con la fine di Vader e Palpatine. Con l'andare della creazione della trama mi sono trovato a lottare con tutti i problemi che ho citato sopra, finendo per desistere. Per contro, ho scritto questo articolo.

© Fabbricantidiuniversi.it 2004-2007 - i testi del sito sono liberamente riproducibili citandone la fonte.