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Questor Thews e Strabo nella copertina italiana di Mago a Metà.

La copertina del quarto romanzo della saga.

 
LA MAGIA DI CRESCERE

Un commento alla saga di Landover


La produzione di Terry Brooks si divide in tre grandi cicli letterari: la saga di Shannara, che possiamo definire la saga fantasy per antonomasia nonché la più famosa dopo l'opera di Tolkien. La trilogia del Verbo e del Vuoto, ambientata ai tempi moderni e la più originale per idee e stile narrativo. E il Ciclo di Landover, che senza troppe difficoltà possiamo definire come un misto tra questi due. La saga di Landover comprende cinque romanzi, scritti dal 1986 al 1994, e rappresentano il primo tentativo di Brooks di creare qualcosa di tipicamente fantasy e al tempo stesso più nuovo e originale. Sarà probabilmente l'esperienza di Landover a portare il nostro a scrivere la trilogia del Verbo e del Vuoto.

Il Ciclo ha qualcosa di inizialmente simile al Mago di Oz: comincia nel nostro mondo e nei nostri tempi, in un'atmosfera così tranquillamente comune da non far minimamente presagire gli avvenimenti incredibili che da lì a poco si verificheranno. Infatti, dopo una sessantina di pagine ecco che il protagonista si trova proiettato in un mondo del tutto diverso dal suo e dal nostro, un mondo dove le magie, le creature fatate e gli animali parlanti non costituiscono una clamorosa anomalia, anzi! Diciamo innanzitutto che il protagonista, diversamente dalla Dorothy di Oz, si reca volontariamente in questo mondo. Il protagonista è Ben Holiday, uno dei migliori personaggi creati da Terry Brooks e che vedremo man mano maturare nel corso del Ciclo. Ben Holiday è un avvocato di cause civili nel nostro mondo, un avvocato abile e molto rispettato nel suo ambiente, nonché piuttosto benestante. La sua vita è cominciata a crollare come un castello di carte nel momento in cui sua moglie ha un incidente d'auto e muore, insieme al bambino di cui era incinta da tre mesi. E' un colpo tragico per Ben: comincia a disinteressarsi alla sua attività, non partecipa più a convegni o riunioni tra amici, perde fiducia anche nel suo lavoro. L'unica cosa che sembra non aver perso, tuttavia, è la capacità di sognare. Ed è proprio questa incredibile facoltà che lo porta a interessarsi a una ridicola inserzione su un rispettabile catalogo di articoli natalizi: regno magico in vendita, al prezzo di un milione di dollari. Il suo unico amico rimastogli, Miles, pensa che l'interessamento di Ben a quell'inserzione sia frutto di pazzia, ma Ben è convinto ad andare fino alla fine, si reca a New York per parlare con l'intermediario della vendita e finisce per spendere un milione di dollari per una follia… una follia? Assolutamente no, perché Ben si ritroverà, un mese dopo, nel regno magico di Landover.

Non entriamo troppo nei dettagli della saga, perché non è certo tale lo scopo di questo commento. Passiamo ad analizzare gli elementi del Ciclo di Landover. Innanzitutto, il mondo di Landover. E' un mondo stereotipato, uscito a forza da un romanzo misto tra fiaba e fantasy nemmeno tanto serio, così poco serio da non meritarsi nemmeno una cartina geografica come quelle dei romanzi di Shannara. Brooks non lo vuole prendere sul serio, e vuole che sia il lettore sia Ben Holiday inizialmente non lo prendano assolutamente sul serio. E' proprio questo il bello del primo romanzo. Landover, quando Ben Holiday ne diventa Alto Signore, è un mondo in rovina devastato dal malgoverno, nessuno è più disposto a giurare fedeltà al legittimo re, Ben, perché prima di lui ce ne sono stati moltissimi altri che in meno di un anno sono scomparsi nel vuoto. La magia è deperita, e la Ruggine, come una versione più concreta del Nulla contro cui il Bastian della Storia Infinita di Ende deve lottare, rischia di avvelenare tutto il mondo. Solo Ben può fare qualcosa contro questo stato di cose, e diversamente dai suoi predecessori deciderà di intraprendere questa cavalcata contro i mulini a vento, come del resto è sempre stata per lui la sua precedente occupazione. Si vedrà costretto a lottare contro creature uscite pari pari da un racconto fiabesco: un grande drago che devasta le campagne, crudele ma al tempo stesso frivolo e indolente; una strega desiderosa di prendersi gioco di Ben con i suoi trucchi magici; i Baroni, sempre in guerra tra loro e che non vogliono assoggettarsi al dominio di un unico signore; il popolo del fiume, amante della natura, degli alberi e dell'acqua, ma che ha perso la sua 'linfa' e ormai sembra aver abbandonato l'interesse verso il bene comune.

I personaggi che aiutano Ben nella sua impresa per diventare legittimo re di Landover non sono meno ridicoli. In primis c'è Questor Thews, il mago di corte nonché la figura più eminente del regno dopo Ben. Se ci si aspetta un mago dalla levatura di un Allanon o di un Gandalf tolkeniano ci si rimane inizialmente delusi: Questor è solo una caricatura di questi suoi grandi simili, un mago maldestro, confusionario e polemico ancora poco pratico con le arti magiche. E a proposito della magia, quella di Landover - se si vuole fare un 'confronto interdisciplinare' - è più vicina ai trucchetti di Harry Potter che ai misteriosi poteri descritti nella saga di Shannara. Questor pronuncia formule magiche e compie gesti con le mani per far apparire cose o compiere incantesimi, sbagliando la stragrande maggioranza delle volte ma salvando spesso in extremis i suoi amici nei momenti critici. Che Questor sia maldestro lo veniamo a sapere soprattutto da un altro membro della corte di Ben: lo scrivano Abernathy. Stiamo parlando di un cane - di un terrier a pelo raso, anzi - vestito di tutto punto, con occhialini da intellettuale e voce umana. Non è un animale dotato di strani poteri, ma un uomo trasformato in questo modo dalla magia difettosa di Questor, che non è stato più capace di riportarlo come era prima. Abernathy e Questor vanno a formare un duo comico assolutamente irresistibile con i loro scontri polemici verbali, simili per comicità alla coppia C-3PO/R2-D2 di Guerre Stellari, o Spock/McCoy nella serie di Star Trek.

Mettiamo però in chiaro che la vera magia, quella realmente potente, che esiste a Landover ha poco a che fare con gli incantesimi di Questor Thews: alla fine del primo libro, Ben comprenderà la grande magia del suo medaglione e il destino a cui lui e il Paladino del re sono legati. A unirli c'è una magia molto più fine e complessa, di quelle che Brooks di solito inserisce nella saga di Shannara, segno che comunque il nostro autore si mantiene sempre a livelli più seri di quelli di una fiaba per bambini.

Tornando ai suoi fidati aiutanti, Ben è assistito nelle sue imprese anche da due coboldi, specie di scimmie ghignanti tuttofare, e in seguito da Willow, l'eterea fanciulla che periodicamente si trasforma in albero per restaurare il legame con la terra. Willow è uno degli scogli amletici contro i quali Ben deve lottare: egli incontra la fanciulla mentre si sta bagnando in un lago, e da quel momento ella dichiara di appartenere a lui. Ben l'accetta nella compagnia, ma ne è intimorito perché pur amandola inconsciamente è molto legato al ricordo della moglie scomparsa solo un anno prima. Sarà solo nel secondo romanzo, L'Unicorno Nero, che Ben finirà per rendersi conto di ciò che prova realmente per Willow compiendo un altro gesto che lo porta a crescere interiormente.

Un altro scoglio amletico per Ben è il suo mondo, ma più che altro il suo amico Miles, l'ultimo che gli è rimasto. Quando, ne L'Unicorno Nero, Ben ritorna momentaneamente al suo mondo per incontrare l'amico, Miles rimane stupito e comincia a capire che forse il gesto di Ben di abbandonare la carriera e tutto un mondo per buttarsi in una folle avventura non sia finito in un clamoroso nulla di fatto. E quando nel romanzo seguente, Mago a Metà, Ben torna insieme a Willow per chiedere a Miles il suo aiuto in un'avventura, il suo ex collega si rende definitivamente conto che Ben ha realmente trovato ciò che cercava, per quanto sconvolgente possa essere: «Ricordi quando eravamo bambini e ci inventavamo tutte quelle storie? Ricordi come avevamo inventato tutti quei mondi inventati in cui giocare? Pensavo a come sei stato fortunato a trovarne uno per davvero, Doc. Tutti gli altri devono adattarsi al mondo che hanno (…) Tu no, tu vivi quello che altri possono solo desiderare.» Miles tornerà infatti a divenire collega di Ben più di una volta, rimanendo l'ultimo delle persone 'dell'altra parte' con le quali Ben potrà parlare. Il ritorno alla realtà del suo mondo, che si verifica in più di un occasione, non sembra scuotere Ben più di tanto: egli ha vissuto quasi metà della vita in un mondo basato sulla tecnologia e gli avanzamenti della scienza, e finisce per trasferirsi in un mondo basato sulla magia. E' più Landover che la Terra a costituire per Ben un altro scoglio amletico: inizialmente il nostro protagonista sarà tentato di abbandonare tutto e di tornare a casa prima che la situazione prenda il sopravvento su di lui. Eppure egli si rende conto che ormai dall'altra parte non c'è più niente per lui, la sua vita se n'è andata con la morte di sua moglie e ora se ne deve creare un'altra.

Ben diventa un re capace e intraprendente, e la sua passata attività di avvocato gli tornerà utile nella gestione di Landover. Riuscirà infatti a dare a un mondo pregno di magie e di stampo monarchico un modello democratico, efficiente e moderno: Ben impone tasse, risisistema l'ambiente, crea ponti, strade, sistemi d'irrigazione per il miglioramento dei campi, istituisce una più efficiente amministrazione. Ma la sfida più grande che è riuscito a vincere è quella contro se stesso, contro i mille dubbi e le mille incertezze che lo hanno divorato negli anni, contro i diversi lati del suo sé che nel corso dei romanzi fuoriescono tutti per essere meglio analizzati ed affrontati, soprattutto quando ne La scatola magica di Landover il nostro protagonista è rinchiuso nel misterioso labirinto della scatola insieme al drago Strabo e alla Strega del Crepuscolo, i suoi più acerrimi nemici che hanno perso la memoria e si costruiscono, insieme allo stesso Ben, delle nuove identità. Questo più di molto altro rivela quello che è ora Ben Holiday: nel suo mondo è solo una leggenda metropolitana, un ricordo, solo un nome di una persona scomparsa da anni. A Landover ha raggiunto le più alte vette del successo ed è diventato sovrano della terra dei suoi sogni.

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