In tutta la produzione di un
romanziere di successo c'è sempre un'opera che differisce dalle
altre per l'originalità della trama. Un maestro della SF come Isaac
Asimov, nei suoi innumerevoli lavori, ha creato romanzi che sono
entrati nella storia per la loro grande originalità: è il caso de
La Fine dell'Eternità o di Fondazione. La regina del
giallo, Agatha Christie, ha scritto un numero sterminato di romanzi
con una trama in linea generale sempre simile, ma ha anche creato
romanzi singolari come Dieci Piccoli Indiani o Trappola
per topi, che sono divenute le opere più famose di questa
scrittrice. Questo caso vale anche per il nostro Terry Brooks. Se le
saghe di Shannara e quella di Landover sono in fin dei conti tutte
imperniate su avventure ambientate in mondi assolutamente fantasy,
la Trilogia del Verbo e del Vuoto differisce dalle opere precedenti.
In primo luogo perché è una saga ambientata ai nostri tempi e nelle
nostra epoca, inoltre è scritta in modo molto più maturo e cupo dei
precedenti romanzi, affronta temi estremamente delicati dei nostri
tempi e possiede un'originalità straordinaria.
E' la storia di due personaggi
diversi tra loro ma legati in un destino comune: la giovane Nest
Freemark e il maturo John Ross. La prima è all'inizio della trilogia
un'adolescente, man mano cresce ma dentro possiede una cosa che
rimane sempre immutata: la sua diversità, dovuta alla magia che ha
ereditato. Il secondo è un Cavaliere del Verbo, dotato di poteri
straordinari, il cui compito è lottare per salvare esseri umani in
pericolo a causa delle trame del Vuoto. Infatti questa è anche la
storia di due elementi: il Bene e il Male, qui definiti Verbo e
Vuoto. Scopo del Vuoto è distruggere il Verbo, scopo del Verbo è
equilibrare i poteri tra bene e male. Agenti del bene sono i
Cavaliere del Verbo e tutte le creature dotate di magia: come il
piccolo e buffo Pick, un 'silvano', creatura fatta di ramoscelli che
protegge il parco di Nest. Anche la stessa Nest è un'agente del
Verbo, nonostante spesso – a causa dei suoi grandi poteri - subisca
il tentativo delle forze del Vuoto di portarla dalla loro parte.
Intermediari del Vuoto sono i Demoni, creature così deformate dal
male da avere un aspetto animalesco sebbene una volta anch'essi
erano umani. I Demoni utilizzano la violenza per i loro scopi, ma
soprattutto un'arma efficace in un mondo corrotto come il nostro:
l'ipocrisia, la falsità. I Demoni sviluppano le loro trame seminando
paura, sospetti e menzogne, lavorano con tranquilla lentezza
aggiungendo elementi sempre più critici nel quadro globale, finché
una goccia fa traboccare il vaso e la crudeltà delle loro trame si
manifesta in tutta la sua potenza. Lentamente, in ogni parte del
mondo i Demoni lavorano per portare all'esasperazione l'umanità: un
folle entra in una scuola e uccide decine di bambini innocenti;
un'industria viene incendiata dagli operai licenziati provocando
morte e disperazione; qualcuno viene assassinato brutalmente di là,
qualcuno di qua. Sono episodi senza alcun nesso all'apparenza, ma
sono pezzi di un mosaico che, una volta completo, porterà alla
vittoria del Vuoto e alla fine della razza umana.
Nest Freemark e John Ross lottano
contro tutto questo. E’ una lotta che li soverchia, una guerra in
cui non potranno mai avere la meglio nonostante possano vincere
tutte le battaglie. Questa consapevolezza rende Nest e John persone
molto fragili, che non possono non chiedersi per quale scopo
combattono giorno dopo giorno se il risultato alla fine sarà quasi
immutato. Nest, che ha ereditato la sua magia da generazioni di
Freemark, desidera continuamente avere una vita normale e non dover
essere costretta a conoscere gli orrendi piani del Vuoto e la
malvagità che rode l’umanità. John giunge a un certo punto ad un
così alta percezione della propria inutilità da decidere di
abbandonare il suo compito. Ma John e Nest seguono entrambi un
percorso che, dopo aver toccato il fondo, cioè la sensazione della
vanità della loro missione, porta poi a una nuova comprensione del
loro ruolo nella lotta tra Verbo e Vuoto. Entrambi infatti, privi di
veri legami affettivi, non hanno nulla a cui aggrapparsi, nulla in
cui credere. John Ross racconta nel primo romanzo la sua ‘crisi
spirituale’ che lo ha portato ad abbracciare la causa del Verbo:
dopo aver terminato i lunghi studi di specializzazione, chiuso in un
mondo accademico, ha avuto paura di affrontare il mondo reale ed è
andato girovagando in cerca di un fine. Senza punti fissi, la
missione affidatagli dal Verbo è la sua unica costante. Dopo aver
accettato il suo compito, un emissario del Verbo gli ha ferito una
gamba, rendendolo zoppo e obbligandolo così a non dividersi mai dal
bastone da cui ricava la magia che gli serve per la lotta contro il
Vuoto. Non è che una metafora: John non può separarsi dalla sua
missione, è l’unica cosa che ha e in cui crede. Al contempo Nest,
nell’ultimo romanzo dalla trilogia, ha visto fallire un suo breve
matrimonio ed è di nuovo sola e senza punti fermi tranne quello
della magia e della sua straordinaria attitudine atletica nella
corsa. La magia e la corsa sono ciò che rendono Nest diversa dagli
altri, e ciò in cui Nest si rifugia davanti a un mondo per lei
precluso.
Sia John Ross che Nest Freemark
abbracciano la causa del Verbo, mettendo la vita del prossimo al di
sopra della loro, finendo con l'accettare valori che ormai nella
società odierna non esistono più. Ma la loro missione è sempre sul
filo del rasoio: a volte, qualcosa va storto e molti innocenti
muoiono a causa del loro fallimento. John e Nest, soli e
impossibilitati a confidare ad altri le proprie ansie e paure, non
possono – in un mondo in cui domina l'indifferenza collettiva - che
stringere rapporti solo con individui della loro stessa natura. Ecco
perché Nest e John finiscono per stringere amicizia, nonostante Nest
non fosse inizialmente altro che un ‘incarico di lavoro’ di John, e
perché Nest ha come migliore amico Pick.
La trilogia del Verbo e del Vuoto
è anche e soprattutto la storia delle brutture della razza umana. "La
signorina, laggiù, ha diciassette anni." Informa Della Jenkins
ne “Il Cavaliere del Verbo” "dice di essere incinta, dice che il
padre non vuole né il bambino né lei… Il ragazzo fa parte di
una banda o qualcosa di simile, e ha solo 18 anni… Abitavano
chissà dove. Scappate di casa, bambine di strada, bambine che
mettono al mondo bambini…" E' solo una delle decine di
situazioni che Terry Brooks ci raccolta con vivido e inesorabile
realismo nelle pagine della trilogia. Racconti di senzatetto che
muoiono per le strade di Seattle, uomini brutali che maltrattano i
loro figli adottivi, giovani sbandati che si divertono a tormentare
il prossimo, nativi americani emarginati dalla società. "Sentite
qui… Una donna di Renton è depressa: ha perso il lavoro, l'ex marito
non le paga gli alimenti per l'unico figlio sicuramente suo,
l'amichetto la picchia con regolarità e senza badare ai vicini…
Risultato? Lei va a casa, si punta la pistola alla testa e si
uccide. Ma prima dedica qualche momento a uccidere i tre figli
perché, come dice nel biglietto che ha la premura di lasciare, non
riesce a pensare che possano vivere senza di lei." Contro tutto
questo lottano quei pochi uomini senza magia ma con alti valori
morali: Simon Lawrence, il benefico Mago di Oz, con la sua
associazione che ospita i bisognosi. Josie Jackson, una donna della
cittadina di Nest, Hopewell (il nome della città è una chiara
metafora), gestrice di un bar e che nel suo piccolo aiuta la società
offrendo cibo a chi ne ha bisogno e prendendosi cura dei bambini. O
anche i volontari dell'associazione "Passa & Vai" fondata da
Lawrence, che danno la loro vita per aiutare il prossimo. Sono anche
queste persone, senza poteri magici ma con la sola forza di volontà,
che decidono da che parte oscillerà l'ago della bilancia nel nostro
futuro. La Trilogia del Verbo e del Vuoto è una forte accusa di
Terry Brooks contro tutto ciò che sta devastando la razza umana, un
monito a comprendere la drammaticità della situazione attuale. I
Demoni e i Divoratori (creature subdole che si cibano di emozioni)
sono solo personificazioni fantastiche di un male reale, un male che
al giorno d'oggi è ugualmente impalpabile come quello che Brooks ci
racconta, e ugualmente spaventoso. La realtà è proprio quella che
l'autore ci mostra tra le angoscianti pagine dei romanzi, una realtà
che - come ci accorgiamo - cerchiamo di dimenticare ma che è sempre
presente.
L'arrivo del Demone a Hopewell
che Brooks ci racconta nel primo romanzo della saga, Il Demone,
è la metafora di come anche nella classica vita della borghesia
americana, con le sue le pacifiche cittadine con le villette a
schiera e le tradizioni inderogabili (i cori natalizi, il pic-nic
del 4 luglio), una società all'apparenza impeccabile e piena di
moralismi edificanti, arrivino inesorabilmente malvagità e
corruzione. Il Male, ci dice Brooks, si nasconde e assume fattezze
umane, si incarna nelle persone e le utilizza per diffondere la
paura e il terrore. La Trilogia del Verbo e del Vuoto è un'opera che
mira a far riflettere sui noi stessi, su tutto quello che facciamo,
che abbiamo fatto e che faremo, che ci invita a metterci d'impegno
nel nostro piccolo per cambiare un po’ le cose, aiutando "il
prossimo come noi stessi". Non c'è religione, né misticismo né
alcunché di spirituale: Brooks non ci chiede di abbracciare i
precetti del cristianesimo, non ci dice di avere fiducia in un
essere superiore che risolverà per noi le cose, ma ci chiede di aver
fiducia solo in noi stessi e credere che da soli possiamo fare molto.
Non ci chiede di accettare le trame dei romanzi, che sono solo
pretesti (al di là della bellezza di tali trame), ma ci chiede di
capirne il significato e di comportarci di conseguenza “là dove
si combatte la guerra del Verbo contro l'ignoranza e l'indifferenza
di un mondo addormentato.”
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