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Negli USA è stata recentemente pubblicata l'edizione in unico volume della trilogia.

Il primo romanzo, Running with the Demon, è uscito nel 1997.

La critica ritiene il secondo romanzo, A Knight of Word, il migliore della trilogia.

Nel 1999, con Angel Fire East, si è conclusa la trilogia, ma Brooks ha dichirato di voler riprendere mano al ciclo con una seconda trilogia con nuovi personaggi.

 
DEMONI E DIVORATORI: ATTENTI ALLE VOSTRE OMBRE

Un commento alla trilogia del Verbo e del Vuoto


In tutta la produzione di un romanziere di successo c'è sempre un'opera che differisce dalle altre per l'originalità della trama. Un maestro della SF come Isaac Asimov, nei suoi innumerevoli lavori, ha creato romanzi che sono entrati nella storia per la loro grande originalità: è il caso de La Fine dell'Eternità o di Fondazione. La regina del giallo, Agatha Christie, ha scritto un numero sterminato di romanzi con una trama in linea generale sempre simile, ma ha anche creato romanzi singolari come Dieci Piccoli Indiani o Trappola per topi, che sono divenute le opere più famose di questa scrittrice. Questo caso vale anche per il nostro Terry Brooks. Se le saghe di Shannara e quella di Landover sono in fin dei conti tutte imperniate su avventure ambientate in mondi assolutamente fantasy, la Trilogia del Verbo e del Vuoto differisce dalle opere precedenti. In primo luogo perché è una saga ambientata ai nostri tempi e nelle nostra epoca, inoltre è scritta in modo molto più maturo e cupo dei precedenti romanzi, affronta temi estremamente delicati dei nostri tempi e possiede un'originalità straordinaria.

E' la storia di due personaggi diversi tra loro ma legati in un destino comune: la giovane Nest Freemark e il maturo John Ross. La prima è all'inizio della trilogia un'adolescente, man mano cresce ma dentro possiede una cosa che rimane sempre immutata: la sua diversità, dovuta alla magia che ha ereditato. Il secondo è un Cavaliere del Verbo, dotato di poteri straordinari, il cui compito è lottare per salvare esseri umani in pericolo a causa delle trame del Vuoto. Infatti questa è anche la storia di due elementi: il Bene e il Male, qui definiti Verbo e Vuoto. Scopo del Vuoto è distruggere il Verbo, scopo del Verbo è equilibrare i poteri tra bene e male. Agenti del bene sono i Cavaliere del Verbo e tutte le creature dotate di magia: come il piccolo e buffo Pick, un 'silvano', creatura fatta di ramoscelli che protegge il parco di Nest. Anche la stessa Nest è un'agente del Verbo, nonostante spesso – a causa dei suoi grandi poteri -  subisca il tentativo delle forze del Vuoto di portarla dalla loro parte. Intermediari del Vuoto sono i Demoni, creature così deformate dal male da avere un aspetto animalesco sebbene una volta anch'essi erano umani. I Demoni utilizzano la violenza per i loro scopi, ma soprattutto un'arma efficace in un mondo corrotto come il nostro: l'ipocrisia, la falsità. I Demoni sviluppano le loro trame seminando paura, sospetti e menzogne, lavorano con tranquilla lentezza aggiungendo elementi sempre più critici nel quadro globale, finché una goccia fa traboccare il vaso e la crudeltà delle loro trame si manifesta in tutta la sua potenza. Lentamente, in ogni parte del mondo i Demoni lavorano per portare all'esasperazione l'umanità: un folle entra in una scuola e uccide decine di bambini innocenti; un'industria viene incendiata dagli operai licenziati provocando morte e disperazione; qualcuno viene assassinato brutalmente di là, qualcuno di qua. Sono episodi senza alcun nesso all'apparenza, ma sono pezzi di un mosaico che, una volta completo, porterà alla vittoria del Vuoto e alla fine della razza umana.

Nest Freemark e John Ross lottano contro tutto questo. E’ una lotta che li soverchia, una guerra in cui non potranno mai avere la meglio nonostante possano vincere tutte le battaglie. Questa consapevolezza rende Nest e John persone molto fragili, che non possono non chiedersi per quale scopo combattono giorno dopo giorno se il risultato alla fine sarà quasi immutato. Nest, che ha ereditato la sua magia da generazioni di Freemark, desidera continuamente avere una vita normale e non dover essere costretta a conoscere gli orrendi piani del Vuoto e la malvagità che rode l’umanità. John giunge a un certo punto ad un così alta percezione della propria inutilità da decidere di abbandonare il suo compito. Ma John e Nest  seguono entrambi un percorso che, dopo aver toccato il fondo, cioè la sensazione della vanità della loro missione, porta poi a una nuova comprensione del loro ruolo nella lotta tra Verbo e Vuoto. Entrambi infatti, privi di veri legami affettivi, non hanno nulla a cui aggrapparsi, nulla in cui credere. John Ross racconta nel primo romanzo la sua ‘crisi spirituale’ che lo ha portato ad abbracciare la causa del Verbo: dopo aver terminato i lunghi studi di specializzazione, chiuso in un mondo accademico, ha avuto paura di affrontare il mondo reale ed è andato girovagando in cerca di un fine. Senza punti fissi, la missione affidatagli dal Verbo è la sua unica costante. Dopo aver accettato il suo compito, un emissario del Verbo gli ha ferito una gamba, rendendolo zoppo e obbligandolo così a non dividersi mai dal bastone da cui ricava la magia che gli serve per la lotta contro il Vuoto. Non è che una metafora: John non può separarsi dalla sua missione, è l’unica cosa che ha e in cui crede. Al contempo Nest, nell’ultimo romanzo dalla trilogia, ha visto fallire un suo breve matrimonio ed è di nuovo sola e senza punti fermi tranne quello della magia e della sua straordinaria attitudine atletica nella corsa. La magia e la corsa sono ciò che rendono Nest diversa dagli altri, e ciò in cui Nest si rifugia davanti a un mondo per lei precluso.

Sia John Ross che Nest Freemark abbracciano la causa del Verbo, mettendo la vita del prossimo al di sopra della loro, finendo con l'accettare valori che ormai nella società odierna non esistono più. Ma la loro missione è sempre sul filo del rasoio: a volte, qualcosa va storto e molti innocenti muoiono a causa del loro fallimento. John e Nest, soli e impossibilitati a confidare ad altri le proprie ansie e paure, non possono – in un mondo in cui domina l'indifferenza collettiva - che stringere rapporti solo con individui della loro stessa natura. Ecco perché Nest e John finiscono per stringere amicizia, nonostante Nest non fosse inizialmente altro che un ‘incarico di lavoro’ di John, e perché Nest ha come migliore amico Pick.

La trilogia del Verbo e del Vuoto è anche e soprattutto la storia delle brutture della razza umana. "La signorina, laggiù, ha diciassette anni." Informa Della Jenkins ne “Il Cavaliere del Verbo” "dice di essere incinta, dice che il padre non vuole né il bambino né lei… Il ragazzo fa parte di una banda o qualcosa di simile, e ha solo 18 anniAbitavano chissà dove. Scappate di casa, bambine di strada, bambine che mettono al mondo bambini…" E' solo una delle decine di situazioni che Terry Brooks ci raccolta con vivido e inesorabile realismo nelle pagine della trilogia. Racconti di senzatetto che muoiono per le strade di Seattle, uomini brutali che maltrattano i loro figli adottivi, giovani sbandati che si divertono a tormentare il prossimo, nativi americani emarginati dalla società. "Sentite qui… Una donna di Renton è depressa: ha perso il lavoro, l'ex marito non le paga gli alimenti per l'unico figlio sicuramente suo, l'amichetto la picchia con regolarità e senza badare ai vicini… Risultato? Lei va a casa, si punta la pistola alla testa e si uccide. Ma prima dedica qualche momento a uccidere i tre figli perché, come dice nel biglietto che ha la premura di lasciare, non riesce a pensare che possano vivere senza di lei." Contro tutto questo lottano quei pochi uomini senza magia ma con alti valori morali: Simon Lawrence, il benefico Mago di Oz, con la sua associazione che ospita i bisognosi. Josie Jackson, una donna della cittadina di Nest, Hopewell (il nome della città è una chiara metafora), gestrice di un bar e che nel suo piccolo aiuta la società offrendo cibo a chi ne ha bisogno e prendendosi cura dei bambini. O anche i volontari dell'associazione "Passa & Vai" fondata da Lawrence, che danno la loro vita per aiutare il prossimo. Sono anche queste persone, senza poteri magici ma con la sola forza di volontà, che decidono da che parte oscillerà l'ago della bilancia nel nostro futuro. La Trilogia del Verbo e del Vuoto è una forte accusa di Terry Brooks contro tutto ciò che sta devastando la razza umana, un monito a comprendere la drammaticità della situazione attuale. I Demoni e i Divoratori (creature subdole che si cibano di emozioni) sono solo personificazioni fantastiche di un male reale, un male che al giorno d'oggi è ugualmente impalpabile come quello che Brooks ci racconta, e ugualmente spaventoso. La realtà è proprio quella che l'autore ci mostra tra le angoscianti pagine dei romanzi, una realtà che - come ci accorgiamo - cerchiamo di dimenticare ma che è sempre presente.

L'arrivo del Demone a Hopewell che Brooks ci racconta nel primo romanzo della saga, Il Demone, è la metafora di come anche nella classica vita della borghesia americana, con le sue le pacifiche cittadine con le villette a schiera e le tradizioni inderogabili (i cori natalizi, il pic-nic del 4 luglio), una società all'apparenza impeccabile e piena di moralismi edificanti, arrivino inesorabilmente malvagità e corruzione. Il Male, ci dice Brooks, si nasconde e assume fattezze umane, si incarna nelle persone e le utilizza per diffondere la paura e il terrore. La Trilogia del Verbo e del Vuoto è un'opera che mira a far riflettere sui noi stessi, su tutto quello che facciamo, che abbiamo fatto e che faremo, che ci invita a metterci d'impegno nel nostro piccolo per cambiare un po’ le cose, aiutando "il prossimo come noi stessi". Non c'è religione, né misticismo né alcunché di spirituale: Brooks non ci chiede di abbracciare i precetti del cristianesimo, non ci dice di avere fiducia in un essere superiore che risolverà per noi le cose, ma ci chiede di aver fiducia solo in noi stessi e credere che da soli possiamo fare molto. Non ci chiede di accettare le trame dei romanzi, che sono solo pretesti (al di là della bellezza di tali trame), ma ci chiede di capirne il significato e di comportarci di conseguenza “là dove si combatte la guerra del Verbo contro l'ignoranza e l'indifferenza di un mondo addormentato.

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