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J.R.R. Tolkien con la sua immancabile pipa.

La famiglia Tolkien a Bloemfontein, in Sud Africa. John è il bambino chiaro a destra, a sinistra il padre Arthur, al centro la madre Mabel.

A sinistra J.R.R. Tolkien, a destra il fratello minore Hilary.

Padre Francis Morgan, tutore dei fratelli Tolkien dopo la morte di Mabel.

La King Edward's School all'epoca in cui Tolkien vi studiò.

J.R.R. Tolkien all'età di 19 anni.

J.R.R. Tolkien con i figli nel 1936.

La tomba di J.R.R. Tolkien ed Edith Bratt a Wolvercote.

 

 

 
TOLKIEN, LA VITA E LE OPERE

"Non mi piace raccontare fatti che mi riguardano, a meno che non siano scarni. (…) Non semplicemente per motivi personali; ma anche perché sono contrario all'attuale tendenza della critica, con il suo eccessivo interesse per i dettagli delle vite e delle opere degli artisti." Così scriveva John Ronald Reuel Tolkien in una sua lettera nel 1958. In effetti, sulla sua vita privata ben poco è trapelato dalla sua stessa voce. Fu Humphrey Carpenter a scriverne la biografia ufficiale, basandosi sulle interviste dello stesso autore, sulle testimonianze dei suoi parenti e sulle lettere scritte da Tokien in un arco di tempo che va dal 1913 fino alla sua morte. Ne esce fuori il quadro del classico inglese agiato, amante della tranquillità e della tradizione, un tipico 'hobbit' trapiantato in Inghilterra, come ironicamente Tolkien si autodefiniva. In effetti la sua vita privata ha ben poco di interessante agli occhi di un normale lettore, ma mette in risalto il comportamento del nostro Professore di Oxford e la 'cornice' temporale e spaziale in cui è vissuto.

Tolkien nacque il 3 gennaio 1892 a Bloemfontein, in Sud Africa, dove il padre Arthur era responsabile della filiale locale della Bank of Africa. Ma non bisogna certo farsi trarre in inganno dal luogo di nascita, giacché Tolkien si considerò sempre inglese purosangue e della sua breve infanzia africana ebbe solo pochi ricordi. Fu all'età di quattro anni che il nostro si trasferì in Inghilterra, paese natìo dei genitori. Il padre, rimasto in Africa, morì nel giro di qualche mese. Quando, nel 1900, la madre Mabel Suffield si convertì al cattolicesimo romano, la famiglia di lei ruppe i contatti con i Tolkien lasciando Mabel senza denaro. Le condizioni di vita precarie e l'aggiunta del diabete portarono Mabel alla tomba quattro anni più tardi, ma la sua conversione (che fece più male che bene alla signora Tolkien) influenzò profondamente John Ronald. Rimasto orfano, fu affidato assieme al fratello Hilary alla protezione del consigliere spirituale di Mabel Suffield, padre Francis Morgan, una figura fondamentale nella prima parte della vita del nostro. Fu durante l'adolescenza che conobbe Edith Bratt, vicina di casa diciannovenne, anch'ella orfana. Dalla loro amicizia nacque qualcosa di più e padre Francis, resosi conto della situazione, vietò a Tolkien di frequentare la ragazza fino ai 21 anni. Al giorno d'oggi una simile imposizione sarebbe scandalosa, ma Tolkien stimava molto padre Francis e acconsentì alla richiesta. Fu solo quindi nel 1913 che la loro relazione ricominciò.

Alla King Edward's School, dove studiava fino all'entrata al college, Tolkien strinse amicizia con tre studenti che avevano alcuni interessi comuni, creando il TCBS (Tè Club and Barrovian Society). I contatti con questi amici rimasero circa fino alla fine della prima guerra mondiale.

Nel 1911 Tolkien entrò nell'Exeter College di Oxford, dove iniziò i suoi studi di lingue e letteratura. Si appassionò al Gotico e al Gallese, studiando al contempo lingue classiche, ma dopo aver ricevuto un voto non troppo eccellente in quella materia decise di buttarsi nella lingua e letteratura Inglese, dove ottenne nel 1915 la First Class.

Allo scoppio della guerra, Tolkien perse tempo ad arruolarsi entrando poi nei Fucilieri di Lancashire. L'esperienza nei campi di esercitazione inglesi lo annoiò molto (intanto era impegnato nei suoi studi e nelle creazioni fantastiche), ma quando fu chiamato a combattere in Francia la possibilità di non tornare forzò il matrimonio tra lui ed Edith Bratt, che avvenne nel 1916. Tolkien partecipò alla celebre Battaglia della Somme, dove morì uno dei suoi amici del TCBS (anche un altro fu ucciso in combattimento), ma la guerra di trincea finì per farlo ammalare e tornò in Inghilterra per curarsi in ospedale.

Durante la convalescenza iniziò la stesura del primo nucleo del suo mondo fantastico, creando le storie di Beren e Lùthien e la prima parte della mitologia che farà parte del Silmarillion. Nel 1917 nacque John, seguito nel 1920 da Michael e nel 1924 da Critopher. Nel 1919 collaborò alla stesura dell'Oxford English Dictionary, attività che gli fu utile per conseguire la carica di Professore di Anglosassone a Oxford nel 1925 (dopo altri incarichi universitari sempre attinenti alle lingue). Nel 1929 nacque la sua ultima figlia, Priscilla. Tolkien aveva iniziato la creazione del suo linguaggio Quenya e la stesura dei primi racconti che entrarono poi a far parte del suo corpus mitologico, ma il suo desiderio era quello di creare un romanzo tipo fiaba che fosse ambientato nelle terre da lui concepite. Lo spunto venne quando, durante la correzione di alcuni lavori studenteschi, Tolkien scrisse per un caso su un foglio la frase: "In una caverna nel terreno viveva uno Hobbit". Il nostro decise di scrivere una storia su questo personaggio da lui inventato ma di cui conosceva solo il nome!

Lo Hobbit prese inizialmente vita nel 1930, e la sua stesura continuò lentamente per due anni, fino a quando Tolkien lo abbandonò a se stesso. Egli ci rimise mano dopo essere stato spronato dai commenti positivi di un'occasionale lettrice e nel 1936 lo mandò alla casa editrice Allen& Unwyn. Stanley Unwyn sottopose il dattiloscritto all'attenzione del figlio undicenne Rayner, che ne fu entusiasta e convinse il padre a pubblicarlo. Le immagini furono disegnate dallo stesso Tolkien, che fu contrario anche all'utilizzo di immagini non sue nell'edizione americana (per quanto riconoscesse la sua scarsa abilità in disegno). Il romanzo fu pubblicato nel settembre 1937 ottenendo fin da subito uno strepitoso successo letterario. I bambini lo adorarono, e non solo loro. Autori di chiara fama acclamarono l'opera giudicandola tra le migliori storie per ragazzi mai scritte fino ad allora, e l'editore disse che per quanto fosse "raro che uno scrittore per ragazzi si affermi stabilmente con un solo libro (…) io non avevo il minimo dubbio che Lei si sarebbe affermato così rapidamente."

Naturalmente, il successo del romanzo portò subito la casa editrice e i lettori a chiedere un seguito ma Tolkien, sempre impegnatissimo nel suo lavoro universitario, propose prima altre opere come Mr. Bliss, Le Lettere di Babbo Natale e Il Silmarillion. I primi due furono apprezzati, ma "Il Silmarillion" fu rifiutato dall'editore per il suo contenuto troppo celtico e la sua pesantezza (sebbene lo stile narrativo fu molto apprezzato). Nel 1939 nacque Leaf by Niggle, Foglia di Niggle, che apparve nel 1947. Due anni prima, Tolkien era divenuto professore di lingua e letteratura inglese a Oxford, incaricò che portò avanti fino al pensionamento.

Fu nel 1938 che Tolkien si mise sotto nella stesura di un seguito a Lo Hobbit, che chiamò Il Signore degli Anelli. Doveva essere una grande saga più complessa del primo romanzo, ma sempre con hobbit come protagonisti. Al primo capitolo, letto ed apprezzato dal giovane Rayner Unwyn, seguirono molti altri in uno stile criticato per il troppo linguaggio hobbit. Ma i troppi impegni portarono Tolkien lontano dal completamento della sua opera, che riprese speditamente verso il '44. Molti dei capitoli conclusivi furono spediti al figlio Cristopher, di stanza in Sud Africa per la guerra, e nel 1947 il libro terminato fu sottoposto all'attenzione della Allen& Unwyn, che per tutti quegli anni aveva sempre chiesto notizie del manoscritto. Vistosi però rifiutare la proposta di pubblicare Il Signore degli Anelli in volume unico assieme al Silmarillion, Tolkien si rivolse alla casa editrice Collins ma, dato che questa nel '52 ancora non si era decisa a pubblicare il libro, Tolkien furioso diede un ultimatum alla Collins imponendole di pubblicare subito il libro o di respingerlo. La casa editrice rifiutò, e il nostro tornò a proporlo alla Allen& Unwyn. Tolkien accettò la decisione di pubblicare il romanzo in tre volumi, che presero il nome di "The Followship of the Ring", "The Two Towers" e "The Return of the King".

I primi due romanzi uscirono nel 1954, e le recensioni furono molto lusinghiere, tanto che i libri ottennero fin da subito uno straordinario successo. Le pressioni per la pubblicazione del romanzo conclusivo portarono Rayner Unwyn (ora amico di Tolkien e tra i dirigenti della Allen& Unwyn) A insistere per convincere Tolkien a sbrigarsi per il completamento delle numerose appendici che andavano aggiunte a "Il Ritorno del Re" e al completamento della mappa (rifinita dal figlio Christopher). L'ultimo romanzo apparve quindi nel 1955, e il pubblico ne fu entusiasta. La cosiddetta Trilogia era così stata finalmente completata.

Tolkien fu completamente sommerso dalle critiche entusiaste dei lettori: lettere, telefonate, visite a ogni ora del giorno e della notte. Molti erano affascinati dalle poche righe in elfico Quenya che l'autore aveva inserito nell'opera, cosa che portò naturalmente Tolkien ad approfondire sempre di più la grammatica per la sua massima lingua totalmente inventata. Ma in fin dei conti, come disse lo stesso autore "Molte delle persone che hanno apprezzato Il Signore degli Anelli sono state soprattutto colpite dal fatto che fosse una storia avvincente; e con questo obiettivo era stata scritta."

Dopo la pubblicazione della sua opera massima, Tolkien tornò ai suoi interessi universitari e soprattutto alla stesura del Silmarillion, il quale era sempre più confuso e spezzettato in decine di racconti sparsi. Naturalmente, il successo del Signore degli Anelli non poteva essere dimenticato, cosa che portò Tolkien a cambiare nel 1965 il numero di telefono della sua abitazione per evitare di ricevere troppe telefonate. La BBC mandò in onda sulla radio uno sceneggiato basato sul romanzo, che ebbe molto successo ma non fu apprezzato dall'autore. Nel '57 la proposta di creare un film d'animazione americano entusiasmò Tolkien, ma tutto si risolse con un buco nell'acqua anche perché lo stesso Tolkien era rimasto sempre più orripilato dai cambi di trama operati dallo sceneggiatore.

Nel 1959 il nostro andò in pensione, rimanendo comunque ad Oxford. Il suo encomiabile lavoro universitario fu comunque impossibile da dimenticare, e ben pochi tra i suoi colleghi lo consideravano pensionato: Tolkien era ancora il Professore per antonomasia. Nel 1962, anche sotto l'incoraggiamento della zia, Tolkien pubblicò Le Avventure di Tom Bombadil, una serie di poesie che avevano come protagonista l'enigmatico personaggio apparso nel "Signore degli Anelli".

Il Romanzo era ormai conosciuto ed apprezzato in tutta Europa, meno negli USA. Quando però, nel 1965, la Ace Books fece uscire in America un'edizione paperback pirata del libro, Tolkien e la Allen& Unwyn avviarono una massiccia campagna per il ritiro del romanzo. La pubblicità che ne derivò pose Il Signore degli Anelli all'attenzione dell'opinione pubblica degli Stati Uniti: il romanzo (pubblicato sempre in paperback ma in edizione consentita dalla Ballantine Books) ottenne un successo fenomenale. Negli anni subito seguenti uscì anche l'edizione economica de "Lo Hobbit", e fu pubblicata un'edizione curata da Tolkien del Sir Gawayn.

La vita di Tolkien era ormai completamente incentrata sulla stesura del Silmarillion. Trasferitosi con la moglie nella tranquilla cittadina di Bournemouth, il nostro partecipò a numerose conferenze e simposi in varie parti d'Europa. Il 29 novembre 1971 Edith morì, e Tolkien tornò a Oxofrd in una abitazione offertagli dal Merton College dove lavorava. Nel 1972 ottenne una laurea ad honorem per i suoi straordinari studi di filologia. Il Silmarillion non fu mai pubblicato durante la vita di Tolkien. La sua vita si spense il 2 settembre 1973 a Bournemouth, dove era andato a far visita ad alcuni amici. La sua tomba e quella della moglie si trovano nel cimitero di Wolvercote, nei pressi di Oxford. Le numerose opere incompiute da lui scritte, tra cui Il Silmarillion, furono pubblicate col tempo dal figlio Christopher.

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