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di
Paola Forcellini
Due bellissime saghe. Due
universi differenti. Ma in uno c’è tantissimo dell’altro:
perché entrambi sono lo specchio del nostro mondo, con tutte
le sue contraddizioni, i suoi valori, le sue tragedie, i
suoi conflitti. Harry Potter è una favola, e Star
Wars, sebbene per noi sia ambientato nel futuro e quindi
appartenente al mondo della fantascienza, in realtà è
anch’esso una favola. Anzi, il suo inizio la dice lunga:
“Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…”. Nei
racconti di fantasia c’è sempre stata una trama ben precisa:
il protagonista scopre di essere un predestinato, si
allontana da casa, viene addestrato (preferibilmente da chi
aveva fallito con l’antagonista), si scontra con
l’antagonista a cui spesso è collegato da qualcosa;
scontrandosi con l’antagonista, si scontra anche con la
parte oscura di sé, e riesce a vincerla, cosa che non era
riuscita all’antagonista. E, naturalmente, vince su di
quest’ultimo. Che la Rowling abbia tratto qualcosa
consapevolmente o inconsapevolmente da Star Wars non
lo possiamo dire con certezza, ma tutti abbiamo scovato
alcune analogie tra le due saghe e se studiamo le storie in
profondità, noteremo che non ce ne sono tante, ma tantissime!
Inoltre, entrambe le storie sono dichiaratamente di matrice
tolkeniana, quindi non ci sarebbe da sorprendersi più di
tanto. I maggiori parallelismi si trovano nei personaggi
principali, ma ce ne sono molti anche in quelli di supporto.
Analogamente a chi si è già occupato delle somiglianze tra i
vari racconti, anch’io non intendo parlare di plagio o cose
del genere, ma semplicemente mettere in risalto le analogie
tra i personaggi. E poi adoro entrambe le storie. Chi non ha
mai desiderato una spada laser e una bacchetta magica?
I PICCOLI LORD
L’analogia più evidente è
rappresentata nei personaggi che nelle due saghe incarnano
il male: Lord Voldemort e Darth Vader, precedentemente noti
come Tom Riddle e Anakin Skywaker. Nella nuova trilogia di
Star Wars e nel volume Harry Potter e il Principe
Mezzosangue, il cui film è attualmente in lavorazione,
li abbiamo potuti seguire nella loro evoluzione.
Tom Riddle: figlio
dell’omonimo padre, babbano, e della strega Merope Gaunt, i
componenti della cui famiglia, famosa per malvagità e
squilibri, sono gli ultimi discendenti di Salazar Serpeverde,
uno dei fondatori di Hogwarts. Merope è una ragazza brutta e
imbranata, arresa ormai alla sua vita fatta di umiliazioni.
Se ne sta perennemente in casa, sottoposta alle angherie del
padre e del fratello. Per lei, gli unici momenti belli sono
quelli in cui, dalla finestra, vede passare Tom Riddle
Senior, il bellissimo vicino di casa. Per mezzo di un
incantesimo, riesce a farlo innamorare e scappano di casa. I
suoi famigliari, essendo maghi purosangue, chiaramente non
approvano. A Londra, la ragazza è stanca di mentire. Forse
un po’ perché incinta, un po’ perché crede che con il
passare del tempo Tom si sia innamorato veramente di lei,
smette di compiere l’incantesimo per mezzo del quale lo
soggiogava. Ma purtroppo non succede quello che si augurava:
una volta scoperto l’imbroglio, Tom l’abbandona e torna a
stare dai suoi. Da quel momento, abbandonata e senza un
soldo, Merope si arrende completamente. Smette di fare
incantesimi e si indebolisce sempre più. Chiede ospitalità
in un orfanotrofio. Un’ora dopo dà alla luce il bambino e
un’altra ora dopo muore. Nemmeno il figlio riesce ad essere
per lei un motivo di sopravivenza. E forse non sarebbe forte
e coraggiosa a sufficienza per poter fare la mamma. Prima di
morire, ha un unico desiderio: che il bambino venga chiamato
Tom Riddle, come il padre, e si augura possa essere bello
anche lui.
Anakin Skywaker: figlio di
padre sconosciuto – anzi, forse non c’è proprio - e di Shmi
Skywalker, una schiava, come in un certo senso lo era Merope,
e che come lei spera che il figlio possa avere una vita
migliore. Anakin cresce con lei fino all’età di 10-11 anni,
quando sul loro pianeta, Tatooine, atterrano lo Jedi Qui-Gon
Jinn e il suo apprendista, Obi-Wan Kenobi, che riconoscono
le straordinarie potenzialità di Anakin (“E’ nato per fare
lo Jedi”, dice Qui-Gon Jinn ) e lo portano via. Nonostante
il profondo rapporto che lo lega alla madre, Anakin è
entusiasta di partire, con il benestare di lei. Tom ha la
stessa età di Anakin quando all’orfanotrofio arriva il
grande mago Albus Silente. Anche lui rimane affascinato
dalle straordinarie capacità del bambino e gli propone di
seguirlo a Hogwarts. D’altra parte “fin dalla nascita questo
ragazzo aveva il posto prenotato nella mia scuola”, dichiara
Silente. E anche Tom, come Anakin, non sta più nella pelle.
Per imparare la Magia e i
poteri della Forza ci vuole coraggio, impegno, sacrificio e
costanza. E, soprattutto, è importante saperli controllare.
Obi-Wan e Silente lo sanno bene, e pur cercando di fare
sviluppare al massimo i poteri dei due ragazzi, li tengono
d’occhio. Entrambi sono apparentemente tranquilli, ma sono
anche istintivi e avventati e sotto sotto iniziano a essere
insofferenti per gli atteggiamenti di cautela e di controllo
dei loro insegnanti. “Non ne posso più. E’ sempre così
arrogante. E’ sempre un ‘Sì, Maestro’ con quello (Obi-Wan)”,
dice Anakin a Padme. Tom di questo si sfoga addirittura con
Harry nella Camera dei Segreti: “Tra tutti gli insegnanti,
era (Silente) quello che mi apprezzava meno”. Ed entrambi
hanno chi invece pare apprezzarli di più: il Cancelliere
Palpatine e Horace Lumacorno, l’ insegnante di Pozioni. “Per
loro non sei sufficientemente potente… per me invece sei il
migliore di tutti gli Jedi, diventerai ancor più grande di
Yoda”, dice Palpatine ad Anakin. “Ne sai più della metà di
quello che sanno gli altri insegnati messi insieme… mi
aspetto che tu diventi Ministro della Magia entro 20 anni…
ne farai di strada”, dice Lumacorno a Tom. Ora, che il
Professore sia paragonabile al malvagio e machiavellico
Cancelliere è fuori discussione, tuttavia è significativo
che entrambi abbiano la tendenza a collezionare ‘celebrità’:
il primo si appropria della volontà di Anakin e alla fine è
intenzionato ad avere a suo fianco anche Luke; il secondo ha
molta simpatia per Tom e ce l’avrà anche per Harry. Altro
dettaglio, non trascurabile: Lumacorno è rappresentante dei
Serpeverde. Entrambi costituiscono un modello di potere per
i due ragazzi, essendo il primo un carismatico Cancelliere,
la cui autorità è indiscutibile, e il secondo un professore
che ha una grande ascendenza sugli allievi. Durante gli anni
passati ad Hogwarts e Coruscant, Tom e Anakin scoprono se
stessi, e c’è un’idea fissa che inizia a farsi strada in
entrambi: la paura della morte, anche se in loro affiora in
modi differenti. Anakin è rimasto tantissimo lontano dalla
madre. Gli manca da morire. E ha paura sia in pericolo. Nel
frattempo si innamora della Senatrice Padme, incontrata da
piccolo e a cui ora fa da scorta, e per lei farebbe di tutto.
Tom invece indaga sul suo passato. Scopre di fare parte
della famiglia Gaunt, di avere il padre babbano (che
disonore!) ma di essere allo stesso tempo l’ultimo
discendente vivente di Salazar Serpeverde. E quindi si
convince di essere destinato a diventare il mago più grande
di tutti i tempi. L’uno per motivi altruistici, l’altro per
motivi egoistici, hanno ora un comune obiettivo: diventare
potenti e sconfiggere la morte. Inizia qui per entrambi la
strada verso l’onnipotenza e il crollo.
“SONO DARTH VADER, ANAKIN È
UN NOME CHE NON SIGNIFICA PIÙ NIENTE PER ME..."
NON SONO PIÙ TOM, ORA MI
CHIAMO LORD VOLDEMORT"
Significativo è l’atto in cui
il cambiamento inizia e pian piano si consolida: il primo
delitto. Per entrambi.
Disobbedendo a Obi-Wan, che
lo aveva pregato di stare con Padme e di non occuparsi
d’altro, Anakin va a cercare la madre, che nel frattempo è
stata liberata e ha una propria famiglia. Anakin si reca dai
suoi nuovi parenti, che gli dicono che essa è stata rapita.
Lui va a cercarla, la trova, ma lei muore tra le sue braccia.
A quel punto, accecato dall’ira e dal desiderio di vendetta,
Anakin uccide tutti gli abitanti del villaggio in cui la
madre era tenuta prigioniera.
Stesso percorso per Tom: alla
fine dei corsi scolastici chiede di poter diventare
insegnante, ma la risposta è negativa, e, come per Obi-Wan,
dietro al rifiuto c’è Silente, secondo il quale è ancora
troppo giovane e inesperto. Allora abbandona Hogwarts e si
reca, pure lui, da quelli che ha scoperto essere i suoi
famigliari. Lo zio Orfin gli racconta il resto della sua
storia: la madre è morta e il padre, che l’aveva abbandonata,
vive di nuovo con i suoi, nella casa vicina. Tom non ci
pensa due volte, e, anche lui animato dal desiderio di
vendetta, va ad uccidere il padre e i nonni. Un po’ perché
il padre aveva abbandonato la madre, un po’ perché non lo
aveva voluto, un po’ perché il ramo della famiglia babbana
andava eliminato. Per non parlare del secondo omicidio:
Anakin, formentato da Palpatine, uccide il conte Dooku, il
quale nello scontro precedente gli aveva tranciato un
braccio. Tom, per impossessarsi di alcuni cimeli che gli
saranno molto
utili, uccide Hepzibah, una dama discendente di Tosca
Tassorosso, un’altra fondatrice di Hogwarts. Hepzibah, a
causa di una serie di vicissitudini, era entrata in possesso
del medaglione di Salazar, appartenuto precedentemente ai
Gaunt. Per entrambi, dunque, è vendetta anche in questo caso.
E a modo loro, vogliono fare giustizia. Tom discende da
Salazar, è di nobile stirpe, ora è cambiato e non vuole più
tenersi il vecchio nome: ci vuole qualcosa di più potente:
Lord Voldemort, il principe che reca morte, e che vuol
diventare più potente di essa. Il segreto per poter
raggiungere il proprio fine gli viene svelato da Lumacorno.
Per essere immortali, bisogna lacerarsi l’anima,
smembrandola e inserendola negli Horcrux, degli oggetti
adatti allo scopo. Così, anche se il corpo dovesse morire,
l’anima dispersa negli Horcrux si salva. Nel frattempo il
Cancelliere Palpatine, ben conscio delle debolezze di
Anakin, riesce a farlo passare dalla sua parte,
promettendogli di svelargli i segreti del Lato Oscuro della
Forza. Uno di essi, è proprio quello di diventare immortale
e di donare l’immortalità a chi si vuole. Il fatto di aver
fallito nel tentativo di salvare la madre è il tarlo che più
rode il giovane Anakin, terrorizzato dalla possibilità di
perdere anche Padme. Anche lui – anche se è il Cancelliere a
sceglierlo - cambia nome: Darth Vader (e molto spesso gli si
parlerà usando anche l’appellativo di “Lord”. Il che fa
pensare subito ad un’altra persona…). Anche Tom è
terrorizzato dalla morte, uno come lui non può e non deve
morire. Per un certo tempo Anakin e Tom non si fanno vedere
dai vecchi insegnanti. L’ultima volta che Tom si reca da
Silente, di nuovo per convincerlo a rinnovargli la fiducia e
a richiedergli la cattedra di insegnante – di Difesa Contro
le Arti Oscure, ovviamente – ecco come viene descritto
dall’ex Maestro: “Voldemort non aveva ancora il volto simile
a una maschera (notare il termine usato, anche qui le
analogie combaciano perfettamente!). Era ancora bello,
tuttavia il bianco degli occhi era iniettato di sangue.
Indossava un lungo mantello nero”. Tom/Voldemort ha
esattamente l’aspetto di Anakin/Vader
in La Vendetta dei Sith, quando viene raggiunto da
Obi-Wan sul pianeta Mustafar: occhi rossi di odio, viso
pallido e mantello nero! Anche Obi è lì per cercare di
tentare di riportarlo sulla retta via, ma Anakin, come Tom,
gli ribadisce le sue intenzioni. “La grandezza ispira
invidia, l’invidia genera rancore, il rancore produce
menzogne… Ho spinto i limiti della magia forse più in là di
dove siano mai arrivati”, dice Tom a Silente. È più o meno
quello che anche Anakin dice a Obi-Wan.
“Non sono più Anakin, sono Darth Vader…
Non sono più Tom, sono Lord Voldemort”.
“Eravamo come fratelli, mai
avrei immaginato finisse così”, dice Obi-Wan ad Anakin. “Fui
affascinato da lui (Tom), ma non avevo proprio idea che
sarebbe diventato quello che è”, dice Silente a Harry.
I due incontri, o meglio, i
due scontri, così si concludono: dopo il secondo rifiuto di
Silente, Tom se ne va più rabbioso che mai, è un miracolo
che non si sia scagliato contro il suo ex Maestro, anche se
pare ne avesse tutte le intenzioni; mentre Anakin, bruciando
nel fuoco, ha ancora rabbia e coraggio a sufficienza per
gridare a Obi:-Wan “Ti odio”.
Cosa accade successivamente ai
due, lo sappiamo bene… La trasformazione si completerà.
Diventeranno i Signori Oscuri. Da notare lo “smembramento”
di entrambi. Fisico e psichico. Anche se il primo è ad opera
di Obi-Wan Kenobi, che spera che la lava e il fuoco facciano
il resto. Ma Anakin/Vader sopravvive, anche se sarà
costretto a portare arti artificiali e una maschera. Invece
Tom/Voldemort si riduce a una maschera da solo. E qui
iniziano le discrepanze tra i due personaggi: già da
piccolo, Tom mostra una crudeltà che non appare in Anakin.
Tende a comandare, spaventando e minacciando gli altri
bambini. Anakin ama e si affeziona alle persone, Tom no.
Nemmeno quelli che gli stanno intorno, i futuri Mangiamorte,
li considera amici. Gli fanno comodo e basta. Anakin è
cresciuto con la madre; Tom completamente solo, e si sa bene
quanto queste cose influenzino lo sviluppo delle persone.
Anakin per certi versi è ingenuo (si fa ingannare da
Palpatine. È lui che gli conferisce il nuovo battesimo.) ,
Tom è calcolatore (si rende conto da solo di essere un
discendente importante, importante vuol diventare ed è lui
che si auto sceglie il nuovo nome). Anakin è altruista, e
vede nella morte una minaccia soprattutto nei confronti di
coloro che ama. Tom è egoista, e vede la morte come un
pericolo per la sua persona. Anakin resta comunque obiettivo:
si prende la responsabilità dei suoi crimini. Dice a Padme:
“Li ho ammazzati tutti: uomini, donne e anche i bambini”. ;
Tom no, è un bugiardo: si serve dei suoi incantesimi facendo
in modo che gli altri si addossino le colpe (Ofrin Gaunt si
auto accusa dell’omicidio di Tom Riddle Senior, mentre la
colpa dell’apertura della Camera dei Segreti ricade su
Hagrid). E, più importante di tutto, Anakin alla fine si
pente, Tom no.
Non che Darth Vader sia un
santo, perché anche lui uccide la gente e la fa soffrire
anche solo usando la forza del pensiero. Non dirà
esplicitamente “Crucio!” o “Avada Kedavra!”, ma la sostanza
è uguale. D’altra parte, è evidente che non è affatto
autonomo. E’ ancora totalmente succube del Cancelliere -
diventato Imperatore - Palpatine. In questi frangenti,
sembra di più un Mangiamorte impaurito, dimesso e riverente
davanti a Voldemort, il quale invece è totalmente
indipendente.
Ecco, me la sento di affermare
che, proprio a causa di queste divergenze, Voldemort a un
certo punto smette di essere Darth Vader e viene assorbito
nella figura dell’Imperatore. Spietati, impenitenti e
recidivi. Non incarnano semplicemente il male: tanto sono
presi dal loro desiderio di onnipotenza che vogliono
trascendere anch’esso. A questo punto, chi, in Harry
Potter, potrebbe essere diventato portatore delle
caratteristiche di Vader? Il personaggio esiste, e, come
Darth Vader, anche lui è enigmatico dall’inizio alla fine e
nero dalla testa ai piedi: Severus Piton.
CONTINUA --->
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