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Il progetto Nel luglio 2004 è partito sul sito italiano www.fantasymagazine.it un progetto ambizioso e innovativo, quello di creare un mondo immaginario di ambientazione fantasy completo di ogni più particolare aspetto, dalla geografia alla storia alle caratteristiche dei suoi popoli. Creare un mondo è un’impresa un po’ bizzarra ma anche ricca di soddisfazioni e, come si sa, non è neanche troppo facile; ma se la creazione di questo mondo è affidata non a una sola persona ma a chiunque lo desideri, allora le cose si fanno ancora più complicate ma anche molto più interessanti. Qui sta l’originalità del “Progetto Aurora”: un mondo ‘open source’ creato e gestito dagli utenti iscritti al forum di Fantasymagazine, quindi in pratica da chiunque abbia un minimo di fantasia e passione da vendere. L’originalità sta nelle modalità decisionali, grazie alle quali ogni utente può fare delle proposte e farle votare tramite sondaggi a tutti gli altri così che le scelte vengano prese di comune accordo tramite un democratico metodo maggioritario. Il risultato è quello che ci si attende: un mondo variegato e complesso che non segue i capricci di uno solo ma che è frutto dei desideri di tutti; un mondo costruito per strati, in cui ognuno aggiunge un particolare in più realizzando così un melange fantastico e assolutamente verosimile. Non mancano, naturalmente, i problemi, che sono quelli inevitabili legati a un progetto così ampio e con poche regole: in primis la necessità di accontentare tutti e di costruire il mondo per gradi, lentamente, così da permettere a chiunque di dire la propria e dare il proprio contributo. Andiamo a vedere cosa si è fatto fino ad oggi, grazie alla passione (e alla certosina pazienza) di tanti “creatori di mondi” – come gli utenti si fanno giustamente chiamare – e dell’estroso ideatore del progetto, Klaus Nehren, in arte EnKay, che ha di recente passato il testimone alla ‘creatrice di mondi’ Adelasia dopo un ‘fisiologico’ calo di attenzione da parte degli utenti. Sono passati più di due anni dalla nascita del Progetto, ed Aurora è oggi un mondo particolareggiato ed originale che merita di essere analizzato con attenzione. Aurora: geografia e origini Aurora, che nella lingua locale è detto “Ö” è un pianeta sferico, di dimensioni comparabili a quelle della Terra, che orbita intorno a Manaur, un sole giallo e ha a sua volta un satellite, Minaur, una luna di origine vulcanica che emette luce propria, oltre a riflettere quella del sole. In passato, Aurora era in tutto e per tutto simile alla Terra, con una rotazione stabile che generava giorni e notti e stagioni separate. In seguito, a causa di un immane Cataclisma (Taläroe) generato dal Popolo degli Antichi (Anu), che a sua volta ne causò l'estinzione, la rotazione del pianeta si modificò a tal punto che un suo emisfero giunse a essere sempre rivolto verso il sole. Taläroe e gli sconvolgimenti successivi risultarono nella creazione di tre grandi aree, con differenti condizioni climatiche: il Continente Oscuro (Orämantro), perennemente avvolto nell'oscurità e coperto dai ghiacci, nell'emisfero australe del pianeta; il Continente Illuminato (Aurämantro), immerso nella luce abbacinante e nel tremendo calore del sole, nell'emisfero boreale; e l'Arcipelago, un'area di mare punteggiata da isole di varie dimensioni, immerso in un eterno crepuscolo e con un clima tropicale che tende a riscaldarsi procedendo verso nord e a raffreddarsi verso sud. Gli Anu sono stati i primi a utilizzare la magia sul pianeta. Sapevano convogliare il potere dei sette elementi principali (Æs, l'acqua; Alys, l'aria; Aur, la luce; Or, la tenebra; Shæ, il fuoco; Tro, la terra e Cir, il chaos, l'unione degli elementi), e possedevano antiche tecniche spirituali con cui compiere prodigi. Gli Anu disponevano di una loro lingua estremamente complessa, ancora conosciuta e utilizzata, soprattutto per i nomi dei luoghi e di particolari oggetti e usanze. Attualmente la lingua conosciuta comprende svariati termini tradotti, che vengono combinati per formare vocaboli complessi (una grammatica e un vocabolario di base sono disponibili sul forum del progetto). Tra i termini lasciati in eredità dagli Anu ci sono quelli di Giorno (Ren) e Notte (Nun) che, viste le attuali condizioni del pianeta, hanno finito per assumere significati molto differenti. La misurazione del tempo, nel mondo di Aurora, segue particolari modalità, legate alle particolari condizioni in cui versa il pianeta. Al momento non è dato sapere quali siano queste modalità, ma è sicuro che siano legate alla luna vulcanica e alle sue orbite attorno al mondo, così come a un qualche altro fenomeno naturale facilmente riscontrabile in qualunque parte del mondo. Alcuni utenti, utilizzando software grafici o semplici matite, hanno abbozzato le mappe del pianeta. Niente è ancora definitivo ma i risultati sono davvero interessanti e vale la pena darvi un’occhiata: link1, link2, link3, link4. Naturalmente l’intenzione è quella, una volta definita la mappa globale, di entrare più approfonditamente nei dettagli: città, nazioni e tutto quello che occorre. Aurora: i popoli Dagli Anu, il Popolo degli Antichi, si sono sviluppati i sei popoli senzienti (Tarê) che abitano Aurora. I creatori di mondi hanno definito in dettaglio le caratteristiche fisiche, mentali e sociali di questi popoli attraverso un lungo processo creativo e decisionale che ha dato frutti davvero molto interessanti: Æstar - gli Anfibi. Creature umanoidi, alte tra 1 e 2 metri, esili di corporatura e coperti di squame, che possono prendere una colorazione azzurra, arruzzo/grigia e verde/marrone. Hanno due braccia con mani a 4 dita palmate e due gambe con piedi a 5 dita, anch'esse palmate. Dispongono di pinne poste in varie parti del corpo e di una coda vertebrata mobile. Il viso, allungato, ha una bocca senza labbra che copre denti aguzzi e sottili, e occhi con due set di palpebre (un set cala dall'alto, l'altro si chiude lateralmente). Queste creature, che possono respirare efficacemente sia dentro che fuori dall'acqua, abitano l'Arcipelago, preferendo le aree costiere, lacustri e fluviali. Non possono sopravvivere nei deserti.
Società:
Stanziale
Gantar - gli Elementali. Creature legate profondamente agli elementi, la loro forma primaria è quella data dall'elemento costituente. Essendo, però, mutaforma naturali (potendo cioè cambiare forma senza fare ricorso alla magia), spesso possono assumere una forma umanoide, che ha caratteristiche sorprendentemente simili per tutti gli individui. Quando decidono di apparire in forma umanoide sono solitamente alti tra 1 e 2 metri, con una corporatura esile, coperta di pelle, peli o scaglie, dipendentemente dall'elemento costitutivo e dalla forma scelta, che assume una colorazione tipicamente lattea, dipendente però dalle caratteristiche della forma assunta, che ha la possibilità di divenire trasparente, rendendo l'individuo invisibile. L'aspetto umanoide comprende due gambe e due braccia con mani e piedi dotati di 6 dita; gli elementali della tenebra sono ulteriormente caratterizzati da dita affilate. Caratteristica peculiare del Popolo sono gli occhi tipicamente vitrei. Le loro caratteristiche elementali danno loro alcuni vantaggi innati, come quello di potersi fondere con il proprio elemento costitutivo e di rigenerarsi nello stesso. In combattimento, inoltre, provocano danni dipendenti anch'essi dal loro elemento. Unica specie su tutto il pianeta, I Gantar presentano tre sessi distinti: maschile, femminile e neutro. Abitano i due continenti agli antipodi del pianeta, stabilendosi di preferenza nelle pianure o tra le montagne.
Società:
Stanziale
Mantar - i Giganti. Creature umanoidi, altre oltre 4 metri, di aspetto molto robusto. La loro pelle, estremamente dura, può essere bianca, nera oppure olivastra. Sul viso, ccompletamente privo di peli, predomina il naso, largo e schiacciato. Hanno due braccia e due gambe, con mani e piedi a 5 dita. La loro particolare evoluzione li ha resi in grado di nutrirsi anche di roccia, all'occorrenza. Abitano i due continenti agli antipodi del pianeta, stabilendosi di preferenza tra le montagne e nei deserti. Non possono sopravvivere nelle foreste.
Società:
Nomade
Mintar - il Piccolo Popolo. Creature umanoidi, alte meno di 50 centimetri e dal fisico esile. La loro pelle, molto robusta, può essere blu, verde o marrone. Posseggono due bracci e due gambe con mani e piedi a 5 dita. I volti sono caratterizzati da orecchie a punta e occhi inquietanti, privi del bianco. La loro caratteristica di mutaforma naturali permette loro un elevato grado di mimetizzazione anche nella forma umanoide, e possono addirittura fondersi con la vegetazione circostante, divenendone parte integrante. Abitano l'arcipelago, preferendo le foreste e le aree fluviali e lacustri.
Società:
Stanziale
Ultar - gli Umani. Creature umanoidi, alte tra 1 e 2 metri, di corporatura variabile. La loro pelle può essere bianca, nera oppure olivastra. Hanno due braccia e due gambe, con mani e piedi a 5 dita, e i visi degli esponenti femminili sono caratterizzati da occhi felini. La magia del pianeta permette loro di mutare le proprie sembianze in quelle di un animale guida.
Società:
Stanziale
2 Territorio
5 Religione
Shætar - i Draghi. Al momento nulla è dato sapere su questo popolo, le cui origini sono avvolte nel mistero più fitto. Oltre ai sei popoli senzienti, Aurora è abitata da un imprecisato numerose di specie animali. Gli utenti del progetto hanno avanzato numerose proposte in merito, in parte rifacendosi ai modelli classici della fantasy – draghi non senzienti, lupi, fauni, unicorni – e in parte basandosi solo sulla propria immaginazione. Sono così venute fuori creature molto singolari, tra le quali il “retrattilo” che è una specie di dinosauro dalle scaglie retrattili usato come animale da compagnia, o i “mulotauri”, sorta di tori dalle orecchie d’asino che vivono in branchi. Le modalità organizzative Tutto il lavoro finora realizzato, di cui è stata data solo una sintetica visione, deriva in realtà da lunghi periodi organizzativi durante i quali gli utenti hanno fatto le loro proposte e queste, dopo essere state discusse e perfezionate, sono poi state votate in appositi sondaggi. Il progetto Aurora è nato praticamente senza alcuna regola di base se non quella per cui le decisioni vanno prese a maggioranza: anche il nome del mondo è stato deciso in questo modo, e poi gli utenti hanno dovuto definire le varie priorità, se dedicarsi cioè prima alla costruzione geografica o al background storico, se affrontare prima la descrizione fisica dei popoli o caratterizzarne l’aspetto sociale. Man mano che il progetto è avanzato e il lavoro aumentato, sono stati creati diversi gruppi di lavoro (GdL) all’interno dei quali prendere decisioni su un determinato argomento. Sono stati così creati sei diversi GdL per i diversi popoli così da permettere agli utenti di discutere sulle loro caratteristiche, l’habitat, la storia, le peculiarità fisiche, le priorità sociali e le forme di organizzazione. Altri gruppi di lavoro più informali si sono poi costituiti per discutere della descrizione geografica e della realizzazione della mappa del pianeta, o per stabilire la grammatica di base della lingua di Aurora. I sondaggi sono stati poi utilizzati per altri motivi, ad esempio quello di decidere le caratteristiche degli Antichi – la razza primigenia di Aurora – e la natura del cataclisma “atlantideo” che li distrusse modificando la struttura fisica del pianeta. In pratica ogni minima decisione che può comunque modificare la struttura del mondo va sottoposta a volontà popolare. L’interattività: disegnare, scrivere, giocare A partire dell’agosto 2005 il progetto Aurora è entrato – seppur lentamente – in una nuova fase. Dopo aver infatti definito gli aspetti di base della caratterizzazione del mondo, ci si è chiesti quale fosse il fine ultimo del lavoro. Ossia: world-building come progetto fine a se stesso o come base per qualcosa? Gli utenti si sono espressi a favor di quel “qualcosa” in più che permettesse un utilizzo del mondo creato per non lasciarlo al livello di un esperimento teorico. Un primo passo è stato fatto con il progetto “Disegnaurora” teso a invogliare gli utenti a creare illustrazioni concernenti il mondo: non soltanto mappe ma anche singole località, o magari disegni riguardanti i diversi popoli. Un secondo passo è stato quello di “Raccontaurora”: lo scopo consisterebbe nel realizzare racconti basati ovviamente sul background messo a punto, racconti che specifichino alcuni elementi ancora oscuri di Aurora – come ad esempio quello del cataclisma causato dagli Antichi, oggetto di una delle storie del progetto – o che semplicemente sviluppino una trama a partire dai punti fissati. Di qui si è giunti poi alla parte più ambiziosa dell’intero progetto, consistente nel tentativo di trasformarlo in un grande gioco di ruolo via forum con caratteristiche varie, a metà tra quelle dell’evoluzione di civiltà alla “Age of Empires” (basandosi sui popoli di Aurora) e quelle di un più classico gdr nel quale ogni utente assume le vesti di “governatore” di una località e s’impegna a gestire la sua società, esplorare i dintorni, stringere alleanze con altri governatori, commerciare ed eventualmente combattersi l’un contro l’altro. Non sfuggiranno le difficoltà di questo progetto, derivanti principalmente dalla limitatezza endemica di un GDR su forum basato cioè su semplici descrizioni narrative e senza precise regole di comportamento e di risoluzione dei problemi. Anche se, nel più democratico spirito del progetto, questo permette una maggiore inventiva e un maggior grado di discrezionalità, i non pochi problemi hanno poi portato ad abbandonare temporaneamente l’idea in attesa di una maggior elaborazione delle caratteristiche del mondo e delle regole dell’eventuale gioco di ruolo da realizzare in base ad esso. Il futuro di Aurora A partire dal marzo 2006 il progetto Aurora è andato alla deriva per diversi motivi. Innanzitutto per l’impantanamento derivante da un piano – quello di un GDR via forum – troppo ambizioso visto il livello non ancora perfetto di caratterizzazione del mondo; in secondo luogo per l’inevitabile disorganizzazione che comporta la gestione di un progetto del genere su un semplice forum, problema facilmente risolvibile, come gli utenti hanno proposto, creando uno spazio web apposito dove pubblicare gli sviluppi del progetto e realizzare una sintesi organica di Aurora; in terzo luogo per il fatto che col tempo si è leggermente perso di visto lo scopo primario, quello del world-building vero e proprio, in funzione di un utilizzo interattivo della creazione realizzata. In tutto questo l’ideatore e responsabile originario si è per motivi di lavoro allontanato dal progetto che è rimasto per un po’ senza “padre”. Aurora è un progetto vasto, vastissimo. Alcuni fatti concreti, come l'esistenza di cinque popoli, di cui, eventualmente, un sesto, sono già stati posti come basi. Si è anche deciso per l'aspetto e la società di tali popoli, e prossimamente si voterà per la collocazione temporale (possibilmente sfasata rispetto agli altri) delle singole razze. La storia antica del pianeta è un'altra base concreta da cui partire, ed è stata intrapresa anche la creazione di una terminologia (che potrebbe diventare una vera e propria lingua) particolare, da attribuire alle popolazioni viventi. Come si è visto, tanti sono ancora i discorsi da finire, quelli da approfondire e quelli da cominciare. Aurora ha bisogno di partecipazione che la renda una realtà. Il progetto vuole tornare a vivere e punta di nuovo sugli utenti, sui creatori di mondi in erba, per procedere nel lavoro e raffinare i diversi aspetti dell'opera, nel comune obiettivo di creare un mondo dove rifugiarsi quando lo si desidera, un mondo che sia un po’ di tutti e dove tutti riconoscano un po’ di loro stessi, cosa che è in fin dei conti lo scopo di ogni world-builder, sia esso uno scrittore o un semplice sognatore. | ||||