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Uno dei personaggi inventati nel progetto Finisterra, il capitano Marerid.

L'erede al trono Cherphin Teophan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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INTERVISTA agli AUTORI DI

FINISTERRA, il MONDO 2.0

a cura di Ylenia Zanghi

 

1. Innanzitutto, che ne direste di presentarvi? Chi siete e cosa fate?

Siamo un gruppo di amici che per caso hanno scoperto di avere in comune la passione per la scrittura. Abbiamo iniziato scambiandoci racconti per avere l’un l’altro commenti e consigli e da questo è nato il gruppo Xomegap, un laboratorio di scrittura che è presente in rete dal 2005 (www.xomegap.net).  

All’inizio pubblicavamo e commentavamo semplicemente i nostri racconti sul blog, poi ne abbiamo selezionati alcuni per una pubblicazione cartacea (“Xomegap, 18 racconti di sogni e d’ombra” – Edizioni il Foglio) che è una sorta di “best of” dei primi tempi di Xomegap.

In seguito ci siamo spostati sempre più sulla realizzazione di “opere collettive”. Abbiamo quindi messo in cantiere il progetto “Mutazioni” (LAB Perrone Editore) in cui, insieme ad altri scrittori “ospiti”, abbiamo scritto un racconto a testa sulla tematica del titolo.

Altri progetti sono stati la realizzazione di due e-book  (“Hopeless night – Volti” e “Hopeless night - Presenze”) formati ciascuno da cinque racconti e ambientati nello stesso night-club, e “Open book” in cui abbiamo gestito, sotto il nome di “Collettivo 42” (insieme a Kultvirtualpress) la redazione di un tre romanzi brevi “aperti”, in cui cioè era il popolo del web a scrivere la storia mentre noi ci siamo occupati solo di tirarne le fila

2. Che cos’ invece Finisterra?

Finisterra è il progetto per la realizzazione di un mondo fantasy. A partire dal dicembre del 2007 abbiamo iniziato a raccogliere idee e materiale per  la realizzazione di un romanzo a dieci mani.

Dapprima avevamo pensato ad un romanzo unico, poi vista la quantità di materiale e di idee che ci stavano venendo abbiamo deciso di ampliare il progetto ad una trilogia, ponendo molta attenzione alla realizzazione del mondo in quanto tale. Ci interessava molto l’idea che questo mondo fosse “realistico” pur all’interno dei termini del fantastico, perciò abbiamo fatto molto lavoro sulla storia, la società, la religione. Questa estate, quando abbiamo cominciato a intravedere in lontananza il traguardo della conclusione del primo libro, abbiamo iniziato a mettere in cantiere l’idea di aprire un blog specifico per Finisterra in cui pubblicare tutto il backgorund del mondo. Abbiamo perciò iniziato a riunire tutti i nostri appunti su geografia, storia, personaggi ecc. in modo da dar loro una forma leggibile. Il blog (xomegapfinisterra.blogspot.com) è on-line dalla metà di ottobre e abbiamo già trattato tematiche riguardanti geografia e situazione politica mentre ora siamo alle prese con le casate nobiliari e i personaggi principali.

3. Perché avete deciso di realizzare questo immane lavoro? A che punto siete?

Dopo aver pubblicato due antologie di racconti ci siamo sentiti di voler fare un passo ulteriore nella nostra crescita, sia come scrittori singoli che come gruppo, quindi ci è sembrato logico cimentarci in un romanzo. Il fantasy è un genere che appassiona tutti e cinque e per noi è stato il più naturale come scelta, sia per la libertà che ci avrebbe concesso a livello di azione e di invenzione, sia per la caratteristica di avere spesso più di un protagonista da poter autonomamente gestire.

Ad oggi Finisterra è un mondo completo, ha la sua precisa geografia e la sua storia, le sue religioni e i suoi miti e una situazione socio politica abbastanza complessa da potervi intrecciare facilmente i fili di una storia appassionante. Anche il romanzo in sé è a buon punto. Il primo libro è finito, editato e attualmente alla ricerca di una casa editrice, il secondo è per la maggior parte già scritto e del terzo stiamo stendendo la scaletta dei capitoli. 

4. Da cosa avete tratto ispirazione per questo progetto?

Come detto prima il fantasy è un genere di cui, come lettori, siamo tutti appassionati e lo stesso vale un po’ per i giochi di ruolo a cui tutti abbiamo partecipato. La nostra ispirazione è venuta da entrambi quei mondi e da tutte le nostre singole esperienze.

5. Come vi siete documentati per rendere i vari aspetti del vostro mondo coerenti e credibili?

Essere in cinque ha il pregio di poter assommare le esperienze e le conoscenze di tutti. Alcuni di noi per studi o interesse personale hanno una buona conoscenza chi di storia, chi di religioni, chi di armi ecc… Unendo questi bagagli di esperienza alle domande, alle critiche e alle perplessità sollevate da tutti noi, siamo riusciti abbastanza agevolmente a sciogliere i nodi relativi alla coerenza e alla credibilità di tutto il background. O almeno così riteniamo!

6. I vostri punti di vista sul lavoro da svolgere sono sempre stati omogenei? C’è stato qualche particolare che vi ha fatto discutere un po’ più animatamente?

Il lavoro non è stato semplice e ci ha occupato diverse giornate di full-immersion al termine delle quali uscivano psicologicamente provati. Ad ogni modo avevamo tutti ben chiaro dall’inizio l’obiettivo da raggiungere ed eravamo ben consapevoli che sia critiche non costruttive che un eccesso di individualismo non avrebbero portato nulla di buono. Quindi abbiamo discusso, si, a volte anche animatamente, su questioni in particolare riguardanti la logica e la trama, ma alla fine ne siamo sempre venuti a capo.

7. Avete avuto delle defezioni?

No, per ora il gruppo è ancora al completo.

8. Qual è l’aspetto più “originale” di ciò che avete realizzato? Quale il più tradizionalista?

L’aspetto più originale a nostro avviso è che il punto di vista della narrazione (in terza persona relativa) varia ad ogni capitolo. Vi sono sei personaggi principali e quindi sei punti di vista. Ciascuno di noi ha dato forma e interpretato un personaggio (tranne Simone a cui ne sono toccati due…) e ha scritto tutti i capitoli di cui esso era il protagonista. L’aspetto più tradizionalista invece direi che è questo: come in molti fantasy anche nel nostro (o almeno nel primo libro) sono presenti il tema del viaggio e della ricerca.

9. Che cosa pensate di fare del materiale realizzato, una volta portata a termine la vostra creazione?

Come detto prima abbiamo raccolto tutto il materiale di background in un blog (xomagapfinisterra.blogspot.com), in cui è nostra intenzione, nel tempo, inserire anche racconti provenienti da epoche storiche del mondo diverse rispetto a quelli raccontati nella trilogia. Per quanto riguarda il romanzo invece, beh, ovviamente speriamo di trovare qualcuno che ce lo pubblichi!

10. Cosa vi è piaciuto di più del lavoro di gruppo? Cosa, invece vi è piaciuto di meno?

A livello personale ho amato le sessioni di brain-storming in cui le idee venivano gettate una dopo l’altra sul tavolo per essere poi analizzate, discusse, manipolate e adattate alle esigenze del nostro progetto.

La parte più pesante è stata quella relativa al post-produzione che ha significato ricontrollare la forma, i particolari e tutti i dettagli dei diversi capitoli in modo che il romanzo risultasse alla fine coerente e scorrevole; ma anche questo lavoro, seppur meno stimolante, è stato molto utile nel farci crescere come autori.

Ringraziamo gli autori del progetto Finisterra per la cortese disponibilità

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