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Licia Troisi.

Il primo romanzo della saga.

Il secondo episodio, La missione di Sennar.

Il capitolo conclusivo della prima trilogia, Il talismano del potere.

 

 

 

 

INTERVISTA a LICIA TROISI

Come è nato e si è evoluto il Mondo emerso

a cura di Ylenia Zanghi

 

Presentiamo, in esclusiva per Fabbricanti di Universi, un'intervista a cura di Ylenia Zanghi a Licia Troisi, autrice delle Cronache del Mondo Emerso, senza dubbio la più nota e pregevole opera fantasy italiana. Per chi volesse saperne di più, una breve introduzione della saga qui.

Quando è cominciata a nascere questa tua passione per la scrittura ed in particolare per il fantasy?

Sono cose che mi porto dentro da sempre. A scrivere ho iniziato a sette anni, praticamente quando ho cominciato a leggere, producendomi con una serie di favolette che i miei hanno rilegato in un libro che è ancora a casa loro. Per quel che riguarda più nello specifico il fantasy, mi ha sempre affascinata come ambientazione, anche se per lungo tempo l'ho conosciuto solo attraverso i fumetti e i videogiochi.

2  Il mondo emerso è stato il tuo primo progetto o avevi già pensato di scirvere qualcos'altro?

È stato il mio primo tentativo di scrivere qualcosa di più lungo. Prima delle cronache mi ero cimentata solo col diario e una serie di racconti.

3  Com'è nato il romanzo delle Cronache (poi diviso in trilogia)? Cosa è venuto prima, l'idea della trama, la figura di qualche personaggio, la descrizione dell'ambientazione, o altro?

La cosa che è venuta per prima è stata Nihal; fin da piccola ho l'abitudine di raccontarmi delle storie prima di addormentarmi, quando già sono a letto. Una sera mi è venuto in mente il personaggio di Nihal. Sera dopo sera le ho costruito intorno un mondo e una storia, fino a quando non mi sono sentita pronta per scrivere.

4  Hai incontrato qualche problema particolare nella costruzione dei tuoi romanzi in generale e dell'ambientazione in particolare? come ne sei venuta fuori?

La coerenza interna è sempre un bel problema, come il problema degli spostamenti; non è facile stabilire quanta strada possono fare a piedi in un giorno i nostri eroi e mantenere la stima identica man mano che la storia prosegue. Credo sia stato questo il problema principale. Poi ne ho avuti di minori, che ora non ricordo; generalmente, quando li risolvo li rimuovo. Il problema principale è riuscire a far fare ciò che si desidera ai personaggi riuscendo ugualmente a non forzare la trama.

5  Ti è mai capitato di avere un'intuizione riguardante il tuo lavoro mentre ti stavi dedicando ad altro o stavi semplicemente "fantasticando"?

Le migliori idee vengono sempre fuori quando sto facendo altro. Ad esempio, la sottotrama romantica tra Sennar e Ondine mi è venuta in mente mentre andavo in macchina all'università. L'idea invece che la Gilda degli Assassini venerasse Aster come Messia mi è venuta mentre tornavo a casa da un incontro con il mio editor,  stavo discutendo del libro col mio attuale marito.

C'è qualche opera che ti ha particolarmente ispirata?

Certamente Berserk di Kentaro Miura, un fumetto fantasy molto bello. Mi sarebbe piaciuto, e lo vorrei ancora, riuscire a riportarne in qualche modo le atmosfere, ed essere anche in grado di scavare così a fondo sui personaggi.

Ci sono delle abitudini che segui quando devi dedicarti alla progettazione o scrittura di un romanzo (mettersi in una determinata posizione, trovarsi in un certo punto della casa - o in un particolare luogo in genere -, ascoltare un qualche tipo di musica)?

Nessuna in particolare, almeno adesso. Quando vivevo coi miei e avevo una stanza tutta mia mettevo al massimo lo stereo, spegnevo le luci, e sentivo qualche musica che mi aiutasse ad entrare in atmosfera con quanto dovevo scrivere. Adesso mi concedo solo qualche minuto tra la cena e il momento in cui inizio a scrivere, magari girando un po' su internet o rispondendo alle mail arretrate. Però devo avere con me il mio MacBook, ormai mi sono abituata alla sua tastiera particolare e trovo difficile scrivere altrove.

8  Nello sviluppo del romanzo, il progetto del mondo in cui è ambientato è stato costruito a priori o è proceduto in parallelo con l'elaborazione del romanzo stesso?

La costruzione del mondo deve venire sempre prima, pena dover faticare il triplo poi. Il mondo è lo sfondo, deve essere pronto quando gli attori entrano in scena. A me mancava qualche quinta, e ho dovuto sudare parecchio per rimettere le cose a posto in corso d'opera.

C'è qualche indicazione che hai seguito, o magari uno schema? Quanto della creazione del tuo "universo alternativo" è dovuuto a ispirazioni momentanee e quanto a linee generali prestabilite?

Avevo uno schema fatto prima di iniziare a scrivere. Col tempo questi schemini sono diventati sempre più dettagliati; adesso comprendono il numero di capitoli e un breve riassunto di ciascuno di essi, più schede dei personaggi e descrizioni dei luoghi. Io credo che Eco abbia ragione, le costrizioni sono molto importanti perchè la creatività possa svilupparsi liberamente. Per questo ho bisogno di farmi degli schemi. Poi, nell'intelaiatura che ho costruito mi è più facile inserire idee che possono venirmi fuori al momento, e che all'inizio non erano comprese nel piano.

10  Nell'elaborare la geografia del tuo mondo, quanto hanno influito le tue reali conoscenze sull'argomento? In un fantasy, secondo te, quali elementi devono essere necessariamente realistici e su quali si può "inventare" un po'?

Non abbastanza. Non sono molto esperta di geografia e neppure di strategia militare, e ho sempre paura che i miei mondi siano carenti sotto questi punti di vista. Credo che in generale occorra perseguire il più possibile la coerenza interna, per cui si possono anche inventare cose che nel nostro mondo sono assurde (ad esempio una terra in cui sia sempre notte, come nel Mondo Emerso), ma devono essere ben motivate e avere una loro logica.

11  La costruzione di geografia e geopolitica sono procedute parallelamente? quali esigenze hai dovuto necessariamente rispettare e a quali direttive ti sei attenuta?

In linea di massima sì. Procedevo inventando volta per volta una terra diversa, e ne inventavo anche un sostrato politico e storico. In generale ho cercato di sviluppare il tutto buttandomi sulla semplicità: gli intrighi machiavellici mi annoiano, ed è per questo che ne so poco. Dunque, ho cercato di dare al mio mondo una storia piuttosto lineare. 

12  La storia dell'universo in cui sono ambientati i tuoi romanzi l'hai già elaborata completamente o ci sono dei punti su cui non hai ancora deciso? Come decidi quanto rivelare del passato e quanto nascondere ai lettori? Hai in programma dei colpi di scena da questo punto di vista?

Devo ammettere che il futuro del Mondo Emerso non mi è chiarissimo. Il passato invece ce l'ho ben presente. Circa quanto rivelare ai lettori, mi viene naturale dir loro quanto può ingolosirli a proseguire con la lettura. Ho sempre apprezzato molto quando in un libro individuavo qualche riferimento a eventi futuri inserito ben prima che il colpo di scena avesse luogo: era divertente vedere come si avevano in mano tutti gli elementi per capire eppure lo scrittore era riuscito lo stesso ad ingannarci. È una cosa che dà l'impressione che il libro sia stato studiato fin nei minimi dettagli, ed è una sensazione piacevole. Cerco quindi di fare altrettanto quando scrivo.

13  Accanto a razze tipicamente fantasy (gnomi, draghi) nei tuoi lavori sono presenti anche razze "originali", per non parlare delle ninfe, che provengono dal mondo classico. Cosa consigli a chi ha difficoltà ad affrontare questo problema, divenuto ormai tradizionale del genere?

Di non aver paura. Molti pensano di doversi necessariamente affidare alle razze "à la D&D", molto canoniche. Ad esempio, qualcuno si è lamentato dei miei draghi dicendo che non sono draghi "classici". Io penso che le razze, così come canonizzate nel fantasy, sono soltanto uno spunto; ognuno è libero, anzi, incoraggiato a modificarle a proprio piacimento. Nel mondo reale un cane ha certe caratteristiche, tutti ce lo abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, e in un libro non possiamo descriverlo diverso da com'è, perchè dobbiamo fare i conti con la realtà. Un drago invece nessuno l'ha mai visto, quindi ognuno può immaginarselo come più gli aggrada.

14  Un altro problema che gli scrittori di Fantasy devono inevitabilmente affrontare è quello del "cattivo". Quali pensi che siano gli elementi su cui bisogna lavorare per allontanare i personaggi negativi da pregiudizi e stereotipi e fornire loro una psicologia più complessa?

Cercare di mettersi nella sua testa e assumere il suo punto di vista. Dargli una motivazione. Anche se questa motivazione è la malvagità pura. È un discorso che vale per tutti i personaggi, ma per gli antagonisti in modo particolare, perchè sono in fin dei conti l'ossatura del libro. Un buon cattivo è fondamentale per la riuscita di un libro.

15  Tutti gli scrittori di Fantasy tendono ad allargare e/o approfondire la descrizione del loro mondo man mano che si procede con la storia (sia avanti nel tempo che indietro) e anche tu hai seguito questa linea. qual è l'esigenza che spinge gli autori ad agire così?

È una cosa necessaria per inventare nuove storie. Un personaggio vive anche del contesto nel quale è calato; se lo sfondo non cambia, se i problemi di fronte ai quali è posto non mutano, allora non si può raccontare una nuova storia. E poi a volte c'è il desiderio di sfruttare idee collaterali che sono venute al momento della costruzione del mondo, ma che non si è mai avuto modo di sfruttare; lo scrittore ne sa sempre una più del lettore, e molte caratteristiche dei mondi che ha creato al lettore non arrivano mai perchè non strettamente necessarie allo sviluppo della storia.

16  Quali sono i temi, la filosofia, lo spirito delle tue opere?

Il tema portante credo sia quello della ricerca di sé; tutti i miei personaggi cercano se stessi in primis, e un senso come conseguenza. Ci sono poi tutta una serie di tematiche collaterali;  il rifiuto della guerra, l'idea del tempo che passa e il rimpianto per ciò che è stato, il tema del diverso, l'ambientalismo...

17  Come influiscono sull'elaborazione dei singoli aspetti?

Non saprei dirlo. Per me è una cosa automatica; in genere prima mi viene in mente la storia, che automaticamente scopro essere portatrice di un messaggio che in quel particolare momento esistenziale è molto importante per me. 

18  Secondo Philip José Farmer il mainstream è l'algebra del Noto, la fantascienza ed il fantasy dell'Ignoto. Tu cosa ne pensi?

Che tutta la letteratura è una variazione sul tema dell'Ignoto. La vita è sostanzialmente Ignoto; per quanto le nostre conoscenze scientifiche si espandano, sono millenni che ci facciamo sempre le stesse domande. 

19  Spesso sentiamo dire che la preferenza per il genere fantasy costituisce una sorta di evasione dalla realtà (che non corrisponde a quello che si è sempre sognato o sperato). C.S. Lewis affermava che il fantasy permette di apprezzare maggiormente il mondo in cui si vive, perché insegna a guardarlo con occhi nuovi. qual è la tua idea su questo argomento?

Che il fantasy, come ogni altro genere, fornisce solo lo sfondo. Il cammino esistenziale dei miei personaggi potrebbe avvenire in un lontano futuro, o nel presente. Per questo non vedo il fantasy come fuga dalla realtà, ma come uno degli innumerevoli modi che abbiamo per interpretarla; è uno specchio deformante. In questo senso credo che Lewis avesse decisamente ragione.

20 Chi scrive in modo amatoriale spesso non si rende conto delle reali difficoltà che presenta la stesura di un romanzo, finché non si trova ad affrontare personalmente l'impresa. Quali consigli puoi dare a chi si cimenta per la prima volta con un lavoro di questo tipo?

Ognuno ha i suoi metodi, ma io ho trovato molto utile darmi una disciplina: scrivere un tot al giorno, ad esempio, per essere sicura di non interrompere a metà l'impresa. Delineare la storia prima di mettersi a scrivere è un'altra cosa molto utile: evita di arrivare ad un certo punto e dirsi "e adesso che succede?". La programmazione in generale in questo senso è fondamentale: se si hanno bene in mente i personaggi e la storia si può essere quasi sicuri di non arenarsi mai davanti alla fatale pagina bianca.

21 Hai in mente altre saghe cui dedicarti dopo la conclusione de "Le due guerriere"? L'ambientazione sarà sempre la stessa o hai in mente un altro universo da costruire?

Ho svariate idee in mente, ma per ora sono molto presa dalla stesura del terzo libro delle Guerre, e cerco di non distrarmi troppo con nuove idee. Alcune hanno a che fare col Mondo Emerso, altre no. Vedremo cosa avrò voglia di scrivere quando avrò finito questa trilogia.

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